Magni Gyro srl
Che bello volare con… l’autogiro!

Correva l’anno 1967 e Sean Connery, alias James Bond 007, nel film “Si vive solo due volte” (il 5° della saga dell’agente segreto più famoso del mondo) volava sopra un finto vulcano a bordo di un elicottero... tascabile dal nome suggestivo “Little Nellie”, nel tentativo di scoprire il covo segreto del suo arci-nemico: il capo supremo della Spectre Blofeld.

Luciano Landoni

Besnate

Pubblicato il:
Correva l’anno 1967 e Sean Connery, alias James Bond 007, nel film “Si vive solo due volte” (il 5° della saga dell’agente segreto più famoso del mondo) volava sopra un finto vulcano a bordo di un elicottero… tascabile dal nome suggestivo “Little Nellie”, nel tentativo di scoprire il covo segreto del suo arci-nemico: il capo supremo della Spectre Blofeld.
Le evoluzioni aeree della “Piccola Nellie” affascinarono gli spettatori dell’epoca. Uno in particolare.
“Ho avuto il piacere di conoscere il progettista e il costruttore di quell’autogiro, durante un viaggio in Inghilterra.
È stato bello incontrare un collega”.
Già, perché Vittorio Magni, 75 anni assolutamente ben portati, ha sempre avuto due grandi passioni nella sua vita: la Juventus e il volo, in particolare quello reso possibile dalla cosiddetta “ala rotante”. La stessa che permette ad un elicottero di librarsi nell’aria e, soprattutto, la stessa che consente all’autogiro (un elicottero in miniatura in grado di far volare una, massimo due persone) di svolazzare nell’aria come un gigantesco insetto meccanico.
“I miei primi rudimentali esperimenti – spiega Vittorio Magni – li ho fatti nella brughiera gallaratese, sulle vecchie piste della Caproni”.
Dopo una vita di lavoro in Agusta, azienda nella quale ha iniziato a lavorare nel 1956, e dopo numerose esperienze professionali sempre legate al mondo del volo, nel 1987 Vittorio Magni fonda la VPM Snc specializzata nella fabbricazione di ventilatori industriali e nella produzione di componentistica destinata al settore aeronautico.
“Nel 1967 – racconta Magni – avevo acquistato negli Stati Uniti i piani di costruzione dell’autogiro Bensen e così, con il bagaglio di competenze e conoscenze che ero andato maturando, ho realizzato il primo autogiro volante in Italia. È stato l’inizio di un percorso che mi ha portato dove sono ora e che, ne sono sicuro, consentirà a me e ai miei figli di andare avanti!”.
Nel 1996, infatti, la VPM si trasforma nella Magni Gyro Srl: una società che oggi occupa 15 dipendenti, fattura circa 4,5 milioni di Euro all’anno, esporta oltre il 90% del proprio fatturato ed è in grado di costruire 6/7 autogiro ogni mese.
“A tutt’oggi – dice Vittorio Magni che può contare sulla collaborazione dei suoi due figli: Pietro, 50 anni, responsabile reparto compositi e Luca, 36 anni, addetto al montaggio – ne abbiamo venduti 800 in tutto il mondo”.

Quanto costa un autogiro e chi lo compra?
“I nostri esemplari – risponde Elisabetta Rabolli che presiede l’area marketing e vendite – valgono da un minimo di 60 mila Euro a un massimo di 80.000.
La tipologia della clientela è duplice. Si va da chi vuole possedere un autogiro per soddisfare la propria voglia ludica, a chi lo utilizza per scopi molto più pratici: il monitoraggio del traffico, la sorveglianza delle foreste o dei fiumi, la fotografia aerea.
In Francia, ad esempio, l’autogiro viene utilizzato per lo spargimento di disinfestanti sulle vigne che producono lo champagne; in Sud Africa serve per tenere sotto controllo gli sterminati parchi naturali. Non dimentichiamo poi la componente sportiva: abbiamo vinto il campionato del mondo in Spagna e il pilota Claudio Italiano è riuscito a percorrere, naturalmente con un nostro autogiro, i 1.400 chilometri che separano la Sicilia dal Piemonte”.

Qual è il livello tecnologico necessario per fabbricare un autogiro?
“Stiamo parlando di un ‘prodotto’ che vola con delle persone a bordo. Occorrono massima affidabilità, assoluta sicurezza e prestazioni adeguate. Solo una tecnologia aeronautica sofisticata può garantire tutto questo. Bisogna tenere presente che la macchina più difficile da far volare è proprio l’elicottero. Tutte le componenti che noi utilizziamo sono certificate. I ‘giocattoli’ che noi vendiamo – precisa Vittorio Magni – devono soddisfare le esigenze più… esigenti”.

Per voi i mercati esteri sono molto importanti. Esattamente dove esportate?
“I primi mercati storicamente sono stati quelli dell’Inghilterra e del Sud Africa.
Poi ci siamo indirizzati verso la Francia, la Germania, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia.
In questi ultimi tempi – prosegue Vittorio Magni – abbiamo puntato sull’area dei cosiddetti BRIC: Brasile, Russia, India e Cina.
Tenga conto che ogni Paese ha la sua legislazione in tema di certificazione. La Grande Crisi ci ha indotto a puntare sui mercati extra europei”.
Vittorio Magni è entrato a tutti gli effetti nella storia del volo (“Nel mio piccolo” si schermisce): a Volandia, il Museo dell’Aeronautica di Somma Lombardo, è esposto l’Eligiro M3, il primo modello che ha progettato e costruito.
La piccola società di Besnate (unica in Italia nel suo genere) comprende tre reparti operativi (materiali compositi, strutture e montaggio) e il core business dell’azienda si suddivide sostanzialmente fra i modelli per il mercato amatoriale e quelli destinati a scopi più pratici (lunghi viaggi, piccoli trasporti, sorvoli per monitoraggio, trattamenti agricoli, controllo di linee telefoniche, elettriche e oleodotti).

Esiste la “ricetta” per… volare sempre più in alto?
“Sa qual è il motto della nostra azienda?”.

Ce lo dica.
“Innovare – replica Vittorio Magni – per essere innovativi. Crediamo fermamente che solo investendo nella ricerca e nello sviluppo continuo dei nostri prodotti potremo allargare ulteriormente la gamma di ‘soluzioni’ che siamo in grado di offrire”. Semplice e chiaro: Varese, la Provincia “con le ali” (comprese quelle rotanti), continua a volare alto. Alla faccia della Grande Crisi!
 

l’[email protected] n. 7 del 28 giugno 2013

 

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