AFFETTI POMPE
Dai grandi acquari agli impianti ittici del Nord Europa

CASTELLANZA – Sono solo 5 le imprese industriali nel mondo capaci di progettare e fabbricare pompe in grado di sopportare le sollecitazioni estreme provocate dai liquidi più corrosivi, a cominciare dall’acqua di mare. Una fra queste è la Affetti Pompe di Castellanza. “L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe intorno alla metà degli anni ’60 come impresa costruttrice di impianti industriali adibiti al contenimento e al convogliamento di liquidi corrosivi”, spiega Alberto Affetti.

Luciano Landoni

Castellanza

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CASTELLANZA – Sono solo 5 le imprese industriali nel mondo capaci di progettare e fabbricare pompe in grado di sopportare le sollecitazioni estreme provocate dai liquidi più corrosivi, a cominciare dall’acqua di mare.
Una fra queste è la Affetti Pompe di Castellanza. “L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe intorno alla metà degli anni ’60 come impresa costruttrice di impianti industriali adibiti al contenimento e al convogliamento di liquidi corrosivi”, spiega Alberto Affetti.
 
Dal padre al figlio, la tradizione imprenditoriale di famiglia continua?
“Tutti i giorni – risponde Alberto Affetti – mio padre viene in azienda e i suoi consigli, frutto di una grande esperienza professionale, sono sempre preziosissimi. Dalle origini ad oggi, la proiezione internazionale dell’azienda si alquanto accentuata”.
 
La Affetti Pompe impiega una quindicina di persone e oltre l’80% del suo fatturato è destinato verso i mercati stranieri.
“In realtà, tenuto conto dell’export indiretto, potremmo tranquillamente dire il 90%!”.
Insomma, una piccola impresa abituata a misurarsi quotidianamente e globalmente con una concorrenza agguerrita e, molto spesso, maggiormente strutturata (soprattutto in relazione alle dimensioni).
“Siamo piccoli ed estremamente flessibili, operativamente parlando. La nostra forza sta essenzialmente – sottolinea Alberto Affetti – nella capacità di realizzare un prodotto ‘su misura’ per ogni singolo cliente”.
 
A proposito di clienti, quali sono i principali sbocchi commerciali per il vostro prodotto?
“Tutto il comparto dell’oil-gas; i grandi acquari sparsi nel mondo, a cominciare da quello di Genova; gli impianti di desalinizzazione dell’acqua”.
Appartenere ad una ristretta élite produttiva e occupare di conseguenza una nicchia di mercato significa innovare costantemente?
“Certamente sì. Dalle elettropompe in materiale termoplastico siamo passati, alla fine degli anni ’80 grazie agli studi applicati del nostro Ufficio Progettazione, alla costruzione le pompe della serie centrifughe a trascinamento magnetico e centrifughe orizzontali. In tempi più recenti abbiamo iniziato a produrre pompe in vetroresina e, all’interno di questa nicchia… nella nicchia, abbiamo acquisito competenze uniche che ci permettono e ci permetteranno di qualificare ulteriormente il nostro lavoro”.
 
Come chiuderete il 2015?
“Con un incremento del fatturato intorno al 5-6% rispetto all’anno precedente”.
Soddisfatto?
“Mica tanto. Le previsioni erano di aumentare fino al 20%. Ci dobbiamo ‘accontentare’ di un quarto…”.
Cosa è successo?
“Fino a maggio-giugno gli ordinativi sono stati più che buoni. A partire dalla seconda metà del 2015 il mercato internazionale prima si è fermato, soprattutto la Cina e gli altri Paesi emergenti, e poi è letteralmente crollato”.
 
Problemi occupazionali?
“La nostra occupazione è stabile, anzi, grazie al Jobs Act, quest’anno ho assunto delle persone”.
Prospettive future?
“Stiamo lavorando per acquisire un’importante commessa da parte dei grandi impianti ittici del Nord Europa. Se l’obiettivo verrà centrato si determinerà un vero e proprio salto di qualità. Dovremo, almeno in parte, ristrutturare l’azienda: attualmente per le prove di affidabilità delle nostre pompe possiamo contare su un serbatoio d’acqua della capienza di 6 metri cubi, ne avremo bisogno di uno con una capienza pari a 36 metri cubi. Non so se mi spiego?”.
Si spiega benissimo. Si tratterebbe di un bel problema nel senso letterale del termine?
“Certo, i ‘problemi’ legati alla crescita aziendale sono sempre bei problemi…”
 
 
 

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