ILMA PLASTICA Srl
Dal passato al futuro… di plastica!

Correva l’anno 1938 e a Oltrona di Gavirate, quasi in riva al lago, qualcuno aveva intuito che la plastica avrebbe rappresentato una fetta importante del futuro industriale italiano. Questo qualcuno si chiamava Antonio Caraffini e in un piccolo scantinato della sua abitazione, con un suo amico, cominciò a produrre bocchini in plastica per pipe.

Luciano Landoni

Gavirate

Pubblicato il:
Correva l’anno 1938 e a Oltrona di Gavirate, quasi in riva al lago, qualcuno aveva intuito che la plastica avrebbe rappresentato una fetta importante del futuro industriale italiano.
Questo qualcuno si chiamava Antonio Caraffini e in un piccolo scantinato della sua abitazione, con un suo amico, cominciò a produrre bocchini in plastica per pipe.
“È così che è stata fondata la Ilma Plastica – dice l’attuale amministratore unico della società di Oltrona di Gavirate, Antonio Caraffini, nipote del fondatore – immediatamente prima della 2ª guerra mondiale.
Dopo il periodo bellico, allo zio subentrò mio padre Dante: un uomo forte, deciso, intelligente, abituato a fare tutto da sé!”.
La storia dell’azienda riproduce in piccolo quella dell’industrializzazione del sistema Paese: abbandonata la produzione di bocchini per pipe (dopo la guerra avevano fatto …irruzione le sigarette), comincia quella dei tappi per i tubetti di dentifricio; successivamente, negli anni ’50, Dante Caraffini entra in società con il mitico Giovanni Borghi (il “padre-padrone” della Ignis), e dal sodalizio nasce la Simpa che produce componenti in plastica per gli elettrodomestici realizzati dalla stessa Ignis.
La Ilma, dal canto suo, collabora con altre aziende storiche del Varesotto: la Inda (specializzata nei sanitari per i bagni), la Usag (utensileria) e sviluppa sempre di più l’utilizzo del materiale termoplastico entrando in contatto con le multinazionali americane, tipo la General Electric a cui fornisce gli involucri dei televisori.
“Mio padre Dante – racconta il figlio Antonio – fu uno dei protagonisti del boom economico italiano e contribuì a fare della Provincia di Varese una delle vere e proprie culle dell’industria manifatturiera nazionale”.
Alla fine degli anni ’60 Giovanni Borghi acquista dall’amico Dante Caraffini la quota in possesso di quest’ultimo della Simpa e “così mio padre – dice Antonio Caraffini – si concentrò totalmente sullo sviluppo della Ilma”.

Come è stato il rapporto padre-figlio, aziendalmente parlando?
“Io sono entrato in azienda, regolarmente assunto, nel 1977. Ho cominciato facendo… l’autista: andavo a prendere i clienti all’aeroporto e li portavo a Gavirate.
Poi ho cominciato a seguirli secondo la nostra filosofia aziendale: dal preventivo all’acquisizione dell’ordine; dallo studio dell’ufficio tecnico alla vendita vera e propria e all’assistenza post-vendita.
I rapporti di lavoro con mio padre sono stati difficili, inutile negarlo. Era un accentratore, abituato a fare tutto.
Le deleghe te le dovevi conquistare. Però, devo dire che mi ha insegnato tantissimo. È morto nel 2001 e ha lasciato un grande vuoto”.
Oggi, Ilma Plastica è una realtà industriale che occupa 180 persone, fattura 26 milioni di Euro l’anno, l’85% della produzione finisce all’estero, e detiene una solida leadership nella progettazione e costruzione di paraurti per auto.
“Oltre ai paraurti, produciamo anche – spiega Antonio Caraffini – gli stampi che vengono utilizzati per la realizzazione di altri manufatti, tipo le sedie da giardino. Stampiamo pure i pezzi per auto non di grosse dimensioni. Facciamo poi i contenitori industriali, vale a dire cassoni da 100 a 700 litri.
Insomma, per noi la diversificazione produttiva è un tassello importante della strategia operativa aziendale”.
Il parco clienti della Ilma Plastica comprende il gotha del settore automobilistico mondiale: Audi, Bmw, Toyota, Mercedes, Fiat, Lamborghini, Renault, Peugeot, Opel, Ford, Maserati, Volkswagen e… chi più ne ha più ne metta.

Rispetto ai tempi del “difficile” rapporto di lavoro con il padre, oggi i problemi da risolvere, con la Grande Crisi che continua a incombere, sono ancora più complicati?
“Diciamo che una volta c’era un rapporto più diretto e frequente con le persone. Oggi non c’è quasi più il rapporto umano.
Poche settimane fa ho compiuto sessant’anni e, sarà anche per l’età che avanza, un po’ di nostalgia la provo. I ‘rapporti telematici’ non è che siano molto soddisfacenti, anche se fanno risparmiare tempo e denaro.
D’altra parte chi non si adegua e non si aggiorna è perduto”.

In che senso?
“Voglio dire che è impossibile ‘rifiutare’ le nuove tecnologie informatiche. Chi lo fa si pone automaticamente fuori dal mercato.
Nella nostra azienda ci sono 140 personal computer e non circola più nemmeno un pezzo di carta. I disegni dei progetti sono visibili solo via cad, non ce ne sono più di cartacei. Chi non è in grado di lavorare così o impara alla svelta, oppure se ne va. Non ci sono alternative. Così come non ci sono alternative alla ricerca e all’innovazione”.

Lo dicono un po’ tutti.
“Noi lo diciamo e lo facciamo. Il nostro ufficio tecnico, il vero e proprio fiore all’occhiello dell’azienda, occupa ben 25 persone: prevalentemente giovani diplomati e laureati. La persona in assoluto più vecchia che lavora in Ilma è il sottoscritto”.

Come vanno le cose, che anno sarà il 2013?
“Il lavoro di stampaggio c’è, soprattutto per quanto riguarda gli sbocchi sui mercati esteri. Abbiamo in cantiere tanti nuovi progetti. Come diceva lo zio Antonio, che ci ha lasciati nel 1963, che Dio ce la mandi buona e possibilmente… senza troppo vento!”.

Più in generale, come vede il futuro?
“Nelle mani dei giovani. Mio figlio Stefano, 26 anni, e mia figlia Alessandra, 28 anni, entrambi laureati, lavorano in azienda. Ho anche due generi che lavorano qui con me. Non mi lamento”.
Per “celebrare” degnamente i primi 75 anni di “vita aziendale” Antonio Caraffini ha chiesto alla figlia Alessandra di curare la pubblicazione del libro intitolato: “Ilma Plastica: una storia ‘lunga’ 75 anni!”.
Fra le tante testimonianze racchiuse nelle 119 pagine del testo, nel capitolo “Dipendenti e dirigenza… un punto di forza!” ce n’è una che racchiude l’intera filosofia aziendale: “Penso di poter dire – racconta Leonardo Volponi – che pur attraversando tempi duri, riusciamo a trovare stimoli positivi che ci portano a dare la giusta spinta propositiva alla nostra attività”.
Chiaro, semplice, efficace.
 

l’[email protected] n. 11 del 15 novembre 2013
 

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