AIDRO SRL
Il futuro si costruisce con l’additive manufacturing

L’esperienza professionale unita al desiderio di mettersi in proprio convincono Paolo Tirelli, nel 1982, a fondare la AIDRO Srl. Acronimo che sta per: Apparecchiature Industriali Direzionali Regolazione Oleodinamica...

Luciano Landoni

TAINO

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E’ stato un pioniere e ha trasmesso la stessa voglia di fare qualcosa di nuovo alla figlia. L’Ingegner Paolo Tirelli, nato nel 1942 e scomparso nel 2012, immediatamente dopo la laurea al Politecnico di Milano, entra in contatto con un imprenditore di Cinisello Balsamo e lo convince a produrre le elettrovalvole. Un’apparecchiatura oleodinamica indispensabile per il funzionamento di ogni genere di macchinario, laddove c’è la necessità di regolarne la potenza. Un’apparecchiatura che negli anni ’70 era realizzata solo dai tedeschi.

L’esperienza professionale unita al desiderio di mettersi in proprio convincono Paolo Tirelli, nel 1982, a fondare la AIDRO Srl. Acronimo che sta per: Apparecchiature Industriali Direzionali Regolazione Oleodinamica.

“All’inizio mio padre si limitava a commercializzare le elettrovalvole, nella seconda metà degli anni ’80 decise di produrle. Nel 2008 la sede produttiva è stata collocata a Taino, lo stesso comune di residenza della nostra famiglia, e, sempre in quel periodo, ha preso il via l’evoluzione dell’attività industriale”, dice Valeria Tirelli, figlia di Paolo, giovane manager laureata in Economia aziendale alla Bocconi di Milano, Ceo dell’azienda di famiglia.

Con il suo ingresso, a fianco del padre?

“No, con quello di mio marito Alberto Tacconelli, ingegnere chimico, che aveva deciso di abbandonare una posizione professionale sicura per lanciarsi in qualcosa di completamente nuovo”.

Lei quando è entrata in azienda?

“Subito dopo la scomparsa di mio padre, avvenuta nell’aprile 2012. Nel corso di una riunione di famiglia – ricorda Valeria, con la voce incrinata dalla commozione – stabilimmo che era necessario individuare un nuovo amministratore della società. Mio marito non poteva ricoprire il ruolo in quanto dipendente. Io ero in maternità e, dopo essere stata chiamata a ricoprire la funzione direzionale, decisi di entrare nell’azienda di famiglia abbandonando il mio impiego all’interno di una multinazionale chimica. Dissi di sì mentre stavo cambiando il pannolino di mia figlia, un particolare che non dimenticherò mai”.

Quali furono le vostre prime decisioni di strategia aziendale?

“Con il sostegno della mia famiglia, in particolare di mio fratello e mia madre, soci di AIDRO, con tanto coraggio e anche un po’ di … pazzia, dopo avere razionalizzato i processi produttivi e le relazioni con i clienti, decidemmo di puntare sulla tecnologia additive manufacturing. Basata cioè sulle stampanti 3D. Abbiamo cominciato con una stampante 3D in plastica e poi abbiamo fatto il gran salto …”.

Ossia?

“Siamo stati, e continuiamo ad essere per quanto mi risulta, la prima ed unica azienda al mondo in grado di realizzare la componentistica delle elettrovalvole con una stampante 3D in metallo. Abbiamo cominciato nel 2016. In pratica, la produzione avviene attraverso il deposito a strati sovrapposti della polvere di metallo. Alla fine del processo, strato dopo strato, si ottiene la valvola secondo le forme e le dimensioni stabilite. Questa nuova tipologia produttiva determina una serie di vantaggi competitivi che vanno dalla rapidità di esecuzione alla netta diminuzione di peso del manufatto, per non parlare della riduzione in termini di dimensione del medesimo. Gli spazi all’interno dei motori moderni sono sempre più piccoli ed è quindi necessario progettare e produrre elettrovalvole che si possano letteralmente incastrare perfettamente in questi spazi garantendo la piena funzionalità/efficienza d’uso”.

In parole povere, avete scoperto (inventato) una nuova nicchia di mercato all’interno dell’oleodinamica?

“Sì. Direi che si può proprio dire così. D’altra parte, questa è la naturale evoluzione dello spirito innovativo e pionieristico che ha sempre animato mio padre in tutta la sua carriera professionale facendogli fondare l’azienda. L’additive manufacturing ci ha aperto un nuovo mondo!”.

Mica male per una piccola azienda che occupa 15 dipendenti, fattura 4 milioni di euro su base annua ed esporta oltre il 90% della propria produzione in Europa, Stati Uniti ed Asia.

“Abbiamo raggiunto questi risultati, – spiega Valeria Tirelli – e contiamo di migliorarli ulteriormente, investendo massicciamente nella nuova tecnologia: nel 2017 quasi un milione di euro”.

Una piccola impresa che pensa e agisce in grande?

“Beh, senza voler apparire presuntuosa, posso dire che siamo riusciti a sconvolgere, nel senso letterale del termine, le grandi multinazionali”.

Davide che riesce a far traballare (non diciamo ad abbattere) Golia?

“Le posso dire che alla fiera internazionale di Hannover – interviene Alberto Tacconelli, General manager della società – nel nostro piccolo stand abbiamo ricevuto la visita del Direttore della produzione della grande Bosch tedesca il quale, dopo aver attentamente esaminato i nostri prodotti, ci ha testualmente domandato: come avete fatto a realizzarli? Credo che ci sia poco altro da aggiungere”.

Se non, forse, che la tecnologia ultra-innovativa made in AIDRO contiene anche una straordinaria componente solidale.

“In effetti, è vero. Abbiamo contribuito – precisa Valeria Tirelli –  a dar vita ad un progetto umanitario e tecnologico che ha avuto come esito finale la costruzione di un dispositivo, denominato ServoFly T4/1, che ha permesso a Mattia, un giovane privato dell’uso di un braccio a causa di un grave incidente stradale, di poter pilotare un aereo ultraleggero con una mano sola”.

Progetti per il futuro?

“Espanderci in altri settori: da quello specifico dell’oleodinamica all’aerospazio e all’oil and gas. Siamo convinti, io, mio marito Alberto e mio fratello Tommaso che ha deciso di fare parte dell’azienda, di avere a disposizione grosse potenzialità di sviluppo”.

Intanto, per mantenere ben vivo lo spirito innovativo che caratterizza il Dna aziendale, AIDRO ospiterà il prossimo 6 settembre il secondo workshop del Lombardia Aerospace Cluster dedicato all’additive manufacturing nel settore aerospaziale.

“Ne siamo veramente orgogliosi”, conclude Valeria Tirelli.

Innovare e conquistare il futuro (senza limitarsi a prevederlo): la mission di AIDRO Srl continua.

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