LA TERMOPLASTIC F.B.M. Srl
Il successo imprenditoriale dipende dal… manico!

La genialità dell’innovazione, l’eleganza del design, il valore della funzionalità pratica, il coraggio della ricerca, la capacità di guardare sempre e comunque al di là del proprio naso (magari un attimo prima della concorrenza) rappresentano altrettanti tasselli di un mosaico ideale, una volta composto il quale si ha come risultato finale il successo dell’impresa.

Luciano Landoni

Arsago Seprio

Pubblicato il:
La genialità dell’innovazione, l’eleganza del design, il valore della funzionalità pratica, il coraggio della ricerca, la capacità di guardare sempre e comunque al di là del proprio naso (magari un attimo prima della concorrenza) rappresentano altrettanti tasselli di un mosaico ideale, una volta composto il quale si ha come risultato finale il successo dell’impresa.
Un successo difficile da raggiungere, complicato da mantenere e problematico da replicare (possibilmente con dei miglioramenti). Soprattutto in Italia, dove è veramente un’impresa fare impresa.
Eppure è quello che succede da mezzo secolo a La Termoplastic F.B.M. Srl di Arsago Seprio.
Una media azienda che in cinquant’anni di vita produttiva – è stata fondata nel 1963 dai fratelli Francesco e Bruno Munari, le cui iniziali ancora oggi identificano il marchio di fabbrica – ha saputo conquistare (e consolidare) la leadership mondiale nella progettazione, nel disegno e nella produzione di manici, maniglie, pomoli e accessori per il pentolame.
In inglese – dato che fra le caratteristiche principali della società c’è l’internazionalizzazione – il tutto si traduce in una parola sola: cookware.
L’alchimia vincente che distingue La Termoplastic F.B.M. affonda le sue radici nell’integrazione perfetta dal punto di vista professionale fra i due fratelli fondatori: Bruno con uno spiccato senso pratico e la capacità di tastare il polso del mercato cogliendone in anticipo le esigenze e Francesco formidabile inventore di forme e funzioni d’uso nuove e soprattutto semplici e pratiche da usare.
Sia il primo (79 anni) che il secondo (77 anni) ancora attivi e presenti nell’azienda di famiglia che adesso è gestita dai figli, imprenditori di 2ª generazione. “Tutto è cominciato con una pressa nella cantina della casa di Bruno e di Francesco – racconta il presidente e responsabile della produzione della Termoplastic F.B.M., il cinquantacinquenne Patrizio Munari – a Gallarate. Lavoravano conto terzi. Stampavano componenti per la Bassani Ticino.
Nostro padre e nostro zio, insieme con le loro mogli Luciana e Valeria, mandavano avanti familiarmente la loro piccola impresa. L’attività cresceva, stiamo parlando degli anni del cosiddetto boom economico, e la sede fisica non riusciva più a… contenerla. Era troppo stretta. Il papà e lo zio decisero allora di fare il grande passo: vendettero la casa e con il ricavato acquistarono uno stabilimento a Samarate. Verso la fine degli anni ’70 altra tappa importante della storia aziendale: trasferimento dell’abitazione e della fabbrica a Cardano al Campo. Infine, con il passare del tempo, arriviamo all’attuale collocazione della produzione nella sede di Arsago Seprio. A metà degli anni ’70 – continua Patrizio Munari (nella foto) – partecipa alla conduzione aziendale la 2a generazione: io e mio fratello Mauro che è il direttore commerciale. A noi si sono affiancati mio cugino Marco, mia sorella Donatella e le altre mie due cugine Emanuela e Monica”.
Da qualche mese la “squadra” della famiglia Munari si è arricchita di un altro elemento: la giovane Giorgia Munari, fresca di laurea in marketing alla Bocconi di Milano e rappresentante della 3ª generazione.
“In realtà, in base a quanto stabilisce la “legge Munari” in merito all’inserimento nell’azienda dei componenti della famiglia, questo non è il mio unico lavoro. Mi sono fatta le ossa anche in altri contesti lavorativi. Il posto fisso qui dentro – spiega Giorgia Munari – te lo devi conquistare!”.
“Le imprese, soprattutto quelle familiari, sono creature complesse e delicate: bisogna contribuire alla loro crescita – rincara la dose Patrizio Munari – Dico sempre che è necessario dare loro il ‘fieno’ e non succhiarne il ‘latte’!”.

Come è nata la “vocazione” per questo particolarissimo core business?
“Dopo i primi anni di attività – risponde Patrizio Munari – nostro padre e nostro zio, sempre lavorando conto terzi, entrarono nell’area degli elettrodomestici, un nome per tutti: Bialetti. Nel periodo 1967-68 ci fu una forte crisi con tutte le conseguenze del caso. Bruno aveva raccolto informazioni in base alle quali un comparto interessante sembrava essere quello delle pentole. Fece una ricerca di mercato ante litteram, andando a trovare e intervistando una decina di operatori economici specializzati, e scoprì che un’esigenza molto sentita era quella di poter disporre di pentole con il manico estraibile.
Così da poter guadagnare spazio. Trasferì l’input al fratello, un vero e proprio… macinino di idee, e Francesco, dopo averci meditato sopra, una notte si svegliò di soprassalto con un progetto preciso in mente. Nacque così il nostro primo brevetto: il manico estraibile salvaspazio. Correva l’anno 1971”.
Da allora a oggi, i brevetti depositati sono diventati 200 e hanno letteralmente segnato la storia e l’evoluzione della pentola: dallo “Spazio System di Bialetti” della fine anni ’90 al “Click and Cook di Ballarini”; dalla rivoluzionaria maniglia ferma coperchio per “Pastaiola” al manico “BiColor” (il primo manico mai prodotto in assoluto con degli inserti colorati); dal manico estraibile dotato di un particolare sistema di sganciamento dalla pentola “Forte” al recentissimo sviluppo della linea “Soft”, realizzata con un rivestimento in silicone che abbina gli effetti cromatici con le prestazioni termico-isolanti.
Insomma, in ognuno dei 140 milioni di manici per pentola prodotti ogni anno dall’azienda dei fratelli Munari (tutti rigorosamente marchiati: Fbm patented) si possono ritrovare eleganza, funzionalità, innovazione: un piccolo-grande “concentrato” del meglio del “made in Italy”.
La Termoplastic F.B.M. fattura complessivamente 25 milioni di Euro l’anno, occupa 80 dipendenti in Italia ed è presente con propri nuclei produttivi dal 2000 in Brasile (35 addetti a San Paolo del Brasile) e dal 2006 in Messico (20 dipendenti).
“Nel 2014 – preannuncia Patrizio Munari – saremo presenti anche in Cina con una fabbrica di 20 persone”.
Un processo di internazionalizzazione che ha accompagnato la crescita aziendale, anzi che l’ha favorita nell’epoca della globalizzazione dei mercati.
“Sì, è vero. La nostra attenzione verso l’estero è sempre stata una caratteristica del nostro fare impresa. Gli altri pilastri fissi si sintetizzano in questa triade: risolvere, automatizzare, investire. Non solo con riferimento al prodotto, ma anche in rapporto ai processi produttivi. I macchinari che ci servono – precisa Patrizio Munari – ce li costruiamo direttamente noi. C’è una fabbrica nella fabbrica, qui ad Arsago Seprio. Pure i nostri brevetti risentono di questa impostazione strategica: c’è infatti il ‘brevetto tecnologico’ e quello ‘ornamentale’. Nel nostro Centro ricerche, sviluppo e design lavorano a tempo pieno 7 persone e gli investimenti in innovazione assorbono circa il 10% del fatturato complessivo. Indipendentemente dalle difficoltà di questi ultimi anni”.

Anche voi avete risentito della Grande Crisi?
“Purtroppo sì. Prevedo che anche questo 2013 sarà molto problematico”.

I problemi più difficili da risolvere?
“La zavorra che rallenta le imprese è fatta di tanti ‘pesi’ che messi insieme impediscono o, nella migliore delle ipotesi, ostacolano la crescita delle stesse imprese. Una burocrazia oppressiva e opprimente, infrastrutture inadeguate, incapacità a livello di sistema di prendere decisioni in tempi ragionevolmente rapidi, rigidità del mercato del lavoro, costo esagerato dell’energia. Ecco, le ho elencato alcuni dei ‘pesi’ principali”.

Il futuro è una fonte di opportunità oppure di pericoli?
“Tutto dipenderà dall’evoluzione socio-economica dell’Europa. Una cosa però mi sento di dirla: se dovessimo aprire una nuova azienda, lo faremmo – conclude Patrizio Munari – fuori dai confini dell’Unione Europea”.
Dalle parole ai fatti: nel 2014 La Termoplastic F.B.M. Srl aprirà un suo “avamposto” in Cina.
Per “celebrare” adeguatamente i suoi “primi cinquant’anni” l’azienda di Arsago s’è inventata uno slogan: fifty years forward (cinquant’anni in avanti). Più chiaro di così!
 

l’[email protected]online – 15 maggio 2013

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