Marca Srl
La fabbrica che non dorme mai e pensa sempre positivo

Destini incrociati quelli di Sandro Russo e della Marca Srl di Nerviano...

Luciano Landoni

Nerviano

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Destini incrociati quelli di Sandro Russo e della Marca Srl di Nerviano. Il primo è nato nel 1971 e la seconda  (un’azienda specializzata nella costruzione di stampi e nello stampaggio di materie plastiche per il settore automobilistico, per quello degli elettrodomestici e per il comparto industriale e civile) è stata fondata da Adriano Parini nello stesso anno.

Quasi cinquant’anni dopo, Sandro Russo, che nel frattempo ha sposato Roberta Parini, la figlia di Adriano, si ritrova general manager (area commerciale e amministrativa) dell’azienda che da tre anni ha traslocato nella nuova e avveniristica sede di Nerviano, con al fianco il cognato Massimo Parini (responsabile della produzione e dell’informatizzazione), la moglie Roberta (ufficio acquisti), la cognata Lara, moglie di Massimo (risorse umane), e la figlia ventiduenne Melania (ufficio vendite e assistenza clienti).

Insomma, un’azienda familiare che più familiare non si può. In perfetta sintonia con il modello di sviluppo made in Italy.

“Sì, è proprio così. Mio suocero Adriano, che ha 78 anni, è il presidente della società – spiega Sandro Russo – e ha affidato ai figli Roberta, mia moglie, e Massimo, mio cognato, e al sottoscritto la gestione dell’azienda. Una tradizione, quella familiare, che ci piace mantenere e che abbiamo deciso di consolidare: da qui il coinvolgimento di una delle mie tre figlie, Melania, e di mia cognata Lara, la moglie di Massimo”.

Il Gruppo Marca, oltre al quartier generale di Nerviano dove lavorano 60 persone, comprende uno stabilimento in Romania (220 occupati) e un altro nucleo produttivo in Moldavia (10 dipendenti). Il fatturato annuo complessivo si aggira intorno ai 28 milioni di euro.

“Fra un paio d’anni – specifica Sandro Russo – contiamo di aprire una sede anche in Cina. Dico sempre che le aziende devono avere le … ruote e si devono trovare dove c’è il mercato. In Romania siamo andati quindici anni fa ed è stato grazie agli ottimi risultati di quella scelta strategica che abbiamo potuto investire nella nuova sede di Nerviano”.

Qual è stata l’entità dell’investimento produttivo?

“Parliamo di 5 milioni di euro: un’importante operazione finanziaria che abbiamo realizzato con la collaborazione del Mediocredito. Il risultato finale – sottolinea Sandro Russo, mentre ci accompagna nella visita dei reparti produttivi – è stato un centro operativo completamente automatizzato e perfettamente in linea con il nuovo paradigma produttivo della cosiddetta Industria 4.0. Sono profondamente convinto che l’Industria 4.0, più che una nuova tecnologia, sia una nuova mentalità di lavoro. Se riesci a farla tua e a trasmetterla a tutti i tuoi collaboratori, ottieni ottimi risultati, altrimenti …”.

Le 40 presse installate a Nerviano realizzano qualcosa come 500.000 pezzi al giorno: dalla componente più piccola (i tasti del climatizzatore dell’auto) ai complessi apparati idraulici per i freni e la frizione, alla manopola per il manubrio della moto.

Ogni pressa è un’isola produttiva dotata di un software (progettato specificamente da Massimo Parini) che consente all’operatore di conoscere, tramite un monitor, minuto per minuto le fasi della lavorazione e di verificare in tempo reale l’efficacia/efficienza dell’intero processo.

“L’azienda nella sua interezza – precisa Sandro Russo – è un vero e proprio libro aperto per tutti quelli che vi lavorano, così da permettere a ciascuno di essere perfettamente a conoscenza delle molteplici fasi della lavorazione. Ogni operatore è dotato di un iPad mediante il quale poter dialogare con la macchina e con il resto dell’azienda, senza dimenticare un’altra funzione strategica: essere in grado di suggerire/proporre nuove soluzioni. Tutti si sentono coinvolti e componenti importanti della squadra aziendale. Non solo, gli stessi dipendenti contribuiscono alla formazione professionale di se stessi e dei loro colleghi filmando le diverse attività operative e inserendo il film nel monitor della pressa, in maniera tale che ciascuno possa vedere cosa deve essere fatto e come deve essere fatto”.

Una vera e propria formazione aziendale interna che è sempre in funzione?

“Esattamente. Noi l’abbiamo chiamata one minute learning. Si potrebbe tradurre: imparare in un minuto, ogni minuto. D’altra parte, la nostra azienda non si ferma mai, lavorando su tre turni 24 ore ogni giorno. La nostra fabbrica, in altre parole, non dorme mai! Noi tutti, intendo tutti noi della famiglia, viviamo per l’azienda e in azienda. Mio cognato, alle cinque e mezza di mattina, è già qui e io sono al suo fianco”.

Come si fa ad amare fino a questo punto il proprio lavoro?

“Tutto dipende dalla motivazione che ti dai e che riesci a trasmettere ai tuoi collaboratori. Nel 2008, quando è esplosa la Grande Crisi, eravamo in grande difficoltà, al punto tale che abbiamo dovuto decidere se andare avanti oppure no. La famiglia ha deciso di andare avanti ed è così che abbiamo … invertito la rotta”.

Come si fa a motivare i giovani?

“Fornendo loro degli obiettivi chiari e aiutandoli a gestire efficacemente le infinite informazioni da cui sono letteralmente bombardati. Il lavoro più difficile, oggi, non è fare l’imprenditore, ma riuscire a convincere gli altri, senza ovviamente obbligare nessuno a crederci, a perseguire uno scopo. Oggi, per fare qualcosa di buono, è indispensabile il coinvolgimento delle persone. In giro, c’è molta disperazione e poca motivazione. Quando avremo rovesciato il trend, avremo risolto gran parte dei problemi”.

Fare impresa, in Italia, continua a essere un’impresa?

“Ma no. Fare impresa, in Italia, è bello, è entusiasmante. L’innovazione e la formazione rendono le aziende più forti. E’ perfettamente inutile continuare a (stra)parlare di troppa burocrazia, troppe tasse, eccetera eccetera. Si dicono sempre le stesse cose e, anche per questo, le cose non cambiano mai. Abbandoniamo una volta per tutte questi vetusti stereotipi! Pensiamo alle cose belle e agiamo di conseguenza. Personalmente, ho deciso di non sprecare più nemmeno un secondo della mia vita pensando a cose negative”.

Della serie: la fabbrica non dorme mai e pensa sempre positivo.

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