Hupac Spa
La “ferrovia di Marco Polo” diventa più lunga

La Cina è, commercialmente parlando, parecchio più vicina.
Perché? Perché ha preso il via il progetto HUPAC Spa di collegamento ferroviario fra la piazza di Busto Arsizio e la città cinese di Chengdu

Luciano Landoni

Busto Arsizio

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La Cina è, commercialmente parlando, parecchio più vicina.

Perché? Perché ha preso il via il progetto HUPAC Spa di collegamento ferroviario fra la piazza di Busto Arsizio e la città cinese di Chengdu: una megalopoli con oltre 15 milioni di abitanti.

“Mesi fa siamo entrati in contatto con l’Associazione ‘Only Italia’, la cui mission è sviluppare in made in Italy in Cina, e abbiamo gettato le basi – spiega Roberto Paciaroni, direttore amministrativo di HUPAC Spa – per dare vita al piano di collegamento ferroviario fra Busto e la città cinese di Chengdu. Migliaia e migliaia di chilometri di ferrovia che entro quest’anno si attiveranno, con una frequenza di 1 o 2 convogli la settimana, per trasportare container di merce dall’Italia alla Cina”.

Ogni convoglio sarà composto da 40 container, ciascuno dei quali in grado di trasportare 3035 tonnellate di merci.

Il trasporto su rotaia costa di meno rispetto a quello aereo ed è notevolmente più veloce in confronto con il trasporto marittimo (18 giorni per il treno contro i 45 della nave).

“La linea partirà da Busto e, via Germania, raggiungerà la Cina, dove peraltro già siamo arrivati: nel maggio 2017 è stato attivato il collegamento ferroviario  con meta Korla. Con quest’ultimo progetto – precisa Roberto Paciaroni – allunghiamo considerevolmente il nostro raggio d’azione”.

La ferrovia, anzi, le “ferrovie di Marco Polo sono una realtà.

HUPAC Spa occupa 190 persone e il suo fatturato annuo è superiore ai 24 milioni di euro.

Uno dei punti di forza della società svizzera è la cosiddetta intermodalità dal trasporto su gomma a quello su ferro.

“Le merci, in Italia, viaggiano poco sui binari. Il ministro Del Rio non a caso ha parlato di ‘cura del ferro’ per incrementare il trasporto ferroviario”, dice Roberto Paciaroni.

Come vanno le cose?

“Nel 2016 abbiamo stabilito il nostro record per quanto riguarda il trasporto dei veicoli (container, semi-rimorchi e cisterne): 434.000! L’anno scorso è stato un anno di contrassegnato dalla stabilità. Quest’anno le prospettive sono di crescita”.

Quali sono i problemi più gravi da risolvere?

“Senza alcun dubbio – risponde di getto Roberto Paciaroni – quelli legati alle carenze infrastrutturali. Passi avanti ne sono stati fatti. Ne occorrono altri. Mi riferisco in particolare alla linea ferroviaria Luino-Sesto Calende nei confronti della quale si sta facendo in modo di poter far viaggiare convogli dell’altezza massima di 4 metri, attualmente siamo a 3,86 metri …”

Una differenza di 14 cm. che … differenza fa?

“Considerevole in termini di maggiori volumi di merci trasportare, glielo posso garantire! In Svizzera e in Germania si sono già attrezzati”.

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