Pizval Srl
La “manifattura poetica” di pizzi e ricami

Attingere dalle tradizioni del passato per ridare smalto al presente e conquistare il futuro...

Luciano Landoni

Somma Lombardo

Pubblicato il:

Attingere dalle tradizioni del passato per ridare smalto al presente e conquistare il futuro. E’ così che, con un pizzico di enfasi, si potrebbe definire la mission di Pizval Srl. Un’industria di Somma Lombardo il cui acronimo rivela la sua ragion d’essere: disegnare e realizzare pizzi valenciennes. L’azienda è stata fondata nel 1965 da Luciano Pedroni, classe 1931, a cui si sono affiancati la moglie Piera Casale e i figli Corrado e Anna SusyCorrado, nato nel 1968, è un giovanotto pieno di entusiasmo (contagioso) e sorretto da una vitalità debordante (altrettanto contagiosa) che gli consente di presiedere l’intera area tecnico-produttiva dell’azienda, senza perdere di vista la rilevanza degli investimenti strategici.

“La nostra produzione è di qualità molto elevata – dice -, i nostri pizzi di cotone fine hanno bisogno delle tecnologie migliori: un connubio fra la grande tradizione storica del settore, le cui radici risalgono agli inizi dell’800, e le esigenze attuali del mercato. Sono fermamente convinto che si debbano recuperare le tecnologie, riadattarle e renderle così perfettamente utilizzabili. Non a caso – prosegue Corrado Pedroni – al nostro interno abbiamo l’intero ciclo produttivo: orditura, tessitura, finissaggio e anche un’officina meccanica mediante la quale realizziamo ‘da noi’ i macchinari che ci servono”.

Insomma, un concentrato di tradizione e di innovazione che, fondendosi, determina un unicum  capace di fare la differenza e di collocare l’azienda di Somma Lombardo in cima al mondo.

“Nel 1965 Pizval realizzava pizzi valencienne con telai Leavers per l’intimo, siamo stati la prima azienda in Italia a produrre balze elastiche per corsetteria. Poi abbiamo capito che il mercato dell’intimo si stava saturando e ci siamo spostati nel settore moda. Fra le grandi firme, i nostri primi clienti sono stati Dolce e Gabbana. Nel corso degli anni abbiamo aggiunto alla produzione di fascia alta, con i telai Leavers, quella di fascia media, utilizzando telai Raschel. La cosa importante è mantenere una totale autonomia (facciamo tutto noi, senza esternalizzare alcunché) e un costante adattamento/miglioramento dei processi produttivi e dei prodotti: solo così si può diventare autentici protagonisti nel mondo della moda”.

Un’operazione di “arricchimento” tecnologico e stilistico che vi ha fatto fare un salto di qualità?

“Assolutamente sì! A costo di sembrare presuntuoso, le dico che siamo riusciti a rinobilitare l’intero comparto del ricamo fronteggiando e rintuzzando la concorrenza cinese. Abbiamo rivitalizzato e ridato smalto alla classe, all’eleganza e alla creatività: gli elementi distintivi del ‘made in Italy’, quello vero! Altra cosa importante: la combinazione della qualità con i grandi volumi per i quali sono indispensabili le tecnologie. Le produzioni di nicchia non sono sufficienti per … campare. Qui a Somma Lombardo la superficie produttiva si estende per quasi 9.000 metri quadri, poi c’è la nostra tintoria di Besnate e una fabbrica in Francia”.

Un’azienda familiare che pensa e agisce … in grande?

“Lo ripeto: il ‘segreto’ è valorizzare le grandi tradizioni del passato adattandole alle richieste del mercato globalizzato”.

“Mio fratello ha ragione – interviene Anna Susy Pedroni –, con i nostri genitori il dialogo è continuo proprio per ‘sfruttare’ al massimo la loro grande esperienza e utilizzarla per meglio gestire le incognite che il mercato globalizzato e sempre più competitivo ci presenta un giorno sì e l’altro pure”.

Una strategia operativa che ha fatto diventare Pizval l’azienda numero uno in Italia  nel settore specifico e fra le prime tre al mondo nella produzione di pizzi per abbigliamento (le altre due sono francesi); il fatturato annuo sfiora i 15 milioni di euro; le persone occupate sono 110 (fra Somma Lombardo e Besnate); l’export diretto incide per il 30% sul fatturato (“In realtà – precisa Corrado Pedroni -, considerata la nostra clientela, è come se esportassimo il 100% della produzione”) e la profittabilità è eccellente (Ebitda che supera i 3 milioni di euro).

Un “adattamento” estremamente costoso in termini di investimenti?

“Solo così si può pensare di affrontare il domani e anche il … dopodomani. Amo il mio lavoro e ogni giorno cerco di farlo al meglio. Non sono ingegnere, sono un ragioniere, eppure con la passione e la voglia di fare sempre qualcosa di nuovo sono riuscito ad inventare una nuova tecnologia che è in grado di assemblare in un’unica macchina più lavorazioni. Ogni anno investiamo il 10-15% del fatturato nell’innovazione di processo e di prodotto, senza dimenticare ovviamente la formazione del personale”.

Corrado e sua sorella Anna Susy (che si occupa dell’area commerciale e della programmazione produttiva) appartengono alla generazione imprenditoriale della famiglia Pedroni.

“Oggi le esigenze dei clienti – sostiene Anna Susy – sono sempre più complesse e sofisticate, ci pongono delle sfide continue. Noi le viviamo come altrettanti stimoli a fare ulteriormente meglio il nostro lavoro. I nostri genitori ci hanno insegnato che lamentarsi serve a poco, quello che conta è l’impegno e la capacità di pensare positivo e innovativo”.

Tutto è cominciato nel 1880, allorché il bisnonno Francesco, all’epoca costruttore edile, edificò lo stabilimento della Manifattura Gerolamo Dolci a Somma Lombardo (la 1° azienda italiana a produrre pizzi) e diede una mano a montare le macchine per la produzione, i componenti delle quali arrivavano imballati in casse di legno provenienti da Nottingham (l’Inghilterra è stata storicamente la “patria” dei pizzi Leavers).

Dal mattone ai pizzi, il passo è stato breve.

“Evidentemente quello era, così com’è tuttora, il destino della nostra famiglia”, sentenzia Luciano Pedroni che è il presidente del Gruppo.

“Mio padre ha ragione – interviene Corrado – ed è proprio perché abbiamo sempre posto una grande attenzione alle origini che siamo stati capaci di arrivare sino ad oggi con delle eccellenti prospettive per il domani. Ormai, vista l’esperienza accumulata e l’attenzione quotidiana alle novità, siamo diventati partner, e non semplici fornitori, degli stilisti con cui lavoriamo. Qualità e rapidità di risposta ci consentono di distinguerci. Entrambe le caratteristiche sono la logica conseguenza del nostro controllo gestionale diretto e integrale dell’intero processo produttivo. Sono sempre più convinto – aggiunge Corrado Pedroni – che ‘vivere’ realmente la modernità, industrialmente parlando, significhi riscoprire e rivalorizzare  le grandi tradizioni manifatturiere del passato … giusto?”.

Più che giusto, anche perché la sede fisica di Pizval Srl è collocata là dove si trovavano gli stabilimenti di Somma Lombardo di una delle aziende storiche del tessile locale: la Bellora.

“Lei non immagina quanto mi emozioni e quanto mi … carichi – conclude Corrado Pedroni – lavorare sotto questo tetto sostenuto da colonne di ghisa inghirlandate e ascoltare la ‘musica’ dei telai che mi ricordano ogni giorno le glorie del passato e mi spronano a immaginare il futuro…”.

Quasi poetico, proprio come sono poetiche e delicate le creazioni in pizzo.

pizval

Copyright @2017