PERSTORP SpA
La ricchezza vera è la qualità della vita!

Sviluppo economico e qualità della vita sono fra loro complementari oppure no? È vera crescita quella che va a scapito della salute delle persone? Preoccuparsi di salvaguardare l’ambiente è più importante rispetto all’incremento del Pil?

Luciano Landoni

Castellanza

Pubblicato il:
Sviluppo economico e qualità della vita sono fra loro complementari oppure no? È vera crescita quella che va a scapito della salute delle persone? Preoccuparsi di salvaguardare l’ambiente è più importante rispetto all’incremento del Pil?
Una serie di domande le cui risposte condizioneranno (nel bene e nel male) il futuro prossimo venturo di ciascuno di noi.
 
Gli sconvolgimenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, così come il degrado ambientale, conseguenza diretta di una selvaggia aggressione alle risorse naturali del pianeta, insieme alle emergenze quotidiane legate all’aumento delle polveri sottili e al problema dello smaltimento dei rifiuti.
Tanti problemi, tutti estremamente complessi, che pongono seri dubbi circa la validità del nostro modello di sviluppo. “Ormai l’etica d’impresa si misura attraverso la coscienza ecologica di tutti quelli che lavorano nel settore industriale!”.
Le parole di Luigi Mocchia, Amministratore Delegato della Perstorp SpA di Castellanza, filiale italiana della omonima multinazionale svedese nel settore della chimica di base (circa 900 milioni di Euro di fatturato annuo e poco meno di 2.000 dipendenti sparsi in tutto il mondo), evidenziano una vera e propria filosofia aziendale.
“Poche settimane fa – spiega – insieme ad altri manager di multinazionali svedesi presenti in Italia, sono stato ospite a Roma dell’Ambasciatore di Svezia nel nostro Paese, Anders Bjurner, con cui, oltre ad approfondire le tematiche relative all’attuale congiuntura economica, sono state ribadite le linee guida di un modello di sviluppo realmente sostenibile e basato sul rispetto assoluto dell’ambiente. Al punto tale che le municipalità di Roma e di Milano hanno chiesto all’ambasciatore stesso la disponibilità a spiegare l’esperienza svedese”.
La “coscienza ecologica” molto spesso si scontra con le ragioni di un mercato globalizzato che assomiglia sempre di più ad un “Far West” al cui interno non ci sono regole, se non quelle della competizione sfrenata e selvaggia. Come la mettiamo allora con il rispetto dell’ambiente?
“Parlo per esperienza diretta e dico che se la Perstorp, fondata nel 1881 e presente in tutto il mondo, ha raggiunto un livello di eccellenza tecnologica e di innovazione, lo ha fatto e continua a farlo senza mai dimenticare la tutela ambientale e la salvaguardia della salute delle persone. Non a caso ha da tempo aderito a Responsible Care: la più grande iniziativa planetaria dell’industria chimica per conciliare la crescita economica con le compatibilità ecologiche.
Senza voler fare un elenco tecnico, che sarebbe lungo e noioso per i non addetti ai lavori, mi limito a precisare che l’intero universo Perstorp ha ottenuto e mantiene aggiornate tutte le massime certificazioni riconosciute: da quelle inerenti la qualità dei prodotti e dei processi produttivi a quelle relative alla sicurezza ambientale e al controllo igienico e sanitario per i prodotti destinati al settore alimentare, zootecnico e mangimistico.
Faccio solo un esempio: siamo fra i pochi ad avere le certificazioni Kasher e Halal, indispensabili per esportare i nostri additivi alimentari in quei Paesi a religione ebraica e musulmana. Inoltre, a livello locale, qui nello stabilimento di Castellanza, la casa madre ci ha riconosciuto un livello di vera e propria eccellenza produttiva: siamo specializzati nella produzione di Bis MPA che trova applicazione principalmente nella realizzazione di vernici all’acqua, e di sodio propionato e calcio propionato che sono entrambi additivi conservanti per uso alimentare e zootecnico. L’insediamento di Castellanza è anche il centro distributivo dei prodotti Perstorp in tutto il Sud Europa”.
Nonostante tutti i costi tipici del (non) sistema Italia?
“Non mi è mai piaciuto parlare male del mio Paese d’origine. Anche se la tentazione a volte c’è, non lo nego. Mi limito solo ad una brevissima osservazione: mentre i concorrenti stranieri del sistema industriale italiano fanno ciò che fanno grazie alle loro istituzioni pubbliche, le imprese che operano in Italia progrediscono nonostante le istituzioni pubbliche italiane.
Non voglio aggiungere altro. Qualche volta mi capita di pensare che le difficoltà che troviamo in Italia ci obbligano ad essere più bravi di tutti gli altri. Non si tratta di una battuta presuntuosa, intendiamoci, ma di un’amara constatazione”.
Spieghiamola un po’ meglio.
“Gli esempi potrebbero essere numerosi, purtroppo. Mi limito a citarne uno: gli abnormi costi energetici che conferiscono all’Italia un vero e proprio primato negativo rispetto al resto del mondo.
Faccio un confronto con la Svezia, sede della nostra casa madre, e non con la solita Cina. In Italia 1 megawatt elettrico costa circa il doppio che in Svezia. Il rapporto del costo di produzione di una tonnellata di vapore è di 1 a 3, ovviamente a favore della Svezia, nel senso che in Italia il costo è triplo rispetto a quello svedese! Per il settore chimico i costi energetici sono fondamentali. Nonostante questa situazione, siamo stati capaci, qui nello stabilimento di Castellanza, di raggiungere livelli di altissima efficienza produttiva, arginando anche le diminuzioni di personale”.
In che modo?
“Ricorrendo ad un’automazione dei processi produttivi molto spinta – risponde Antonello Rota, Responsabile dell’area qualità-sicurezza-salute-ambiente della Perstorp di Castellanza – e ottenendo dei miglioramenti veramente significativi nella gestione delle risorse. Nel 2004 per ogni tonnellata di prodotto utilizzavamo quasi 12 chilowattora di energia elettrica, siamo scesi a meno di 8 nel 2005 e a 6,61 nel 2006. Tutto questo ha ulteriormente migliorato anche le politiche di protezione dell’ambiente”.
Ossia?
“Cominciamo con le emissioni in atmosfera: nel 2004 emettevamo poco più di 13 tonnellate di sostanze organiche e quasi 22,5 tonnellate di sostanze inorganiche, nel 2005 siamo scesi rispettivamente a nemmeno 2,5 e a meno di 1 tonnellata, nel 2006 siamo stati capaci di ridurre a 0,85 le tonnellate di sostanze organiche e a 0,97 quelle di sostanze inorganiche.
Sempre nel 2004 – prosegue Antonello Rota – consumavamo 273 metri cubi d’acqua per tonnellata di prodotto, siamo scesi a 198 nel 2005 e a 114 nel 2006”.
“Ho già parlato della necessità di sviluppare una vera e propria coscienza ecologica nella attività d’impresa – interviene Luigi Mocchia – aggiungo che l’intera impostazione operativa della nostra casa madre poggia su tre pilastri fondamentali: innovazione, affidabilità, responsabilità.
Applicando nei fatti questa filosofia aziendale, i risultati si vedono. La nostra filiale di Castellanza, ad esempio, chiuderà quest’anno con un fatturato di 31 milioni di Euro, in crescita rispetto all’anno precedente, mentre per il 2008 prevediamo di superare quota 35 milioni. Tutto ciò nonostante quei vincoli interni al sistema Italia di cui ho già parlato”.
Il settore industriale in generale e quello chimico in particolare sono sempre stati nell’occhio del ciclone per quanto riguarda il problema dell’inquinamento: i dati che sono stati citati costituiscono di per sé una risposta, però il problema è così complesso da meritare un ulteriore approfondimento.
“È vero. Il nostro obiettivo costante – riprende Antonello Rota – è duplice: puntare al ‘rischio zero’ in merito alla sicurezza dei lavoratori e all’impatto ambientale ‘minimo’ con investimenti continui per rendere le produzioni il più possibile salubri nel pieno rispetto della natura. Qualche anno fa, esattamente nel 1999, abbiamo costruito un impianto di trattamento biologico che è ancora oggi all’avanguardia per ciò che concerne la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.
Queste cose non le diciamo solo noi – incalza Rota – vengono riconosciute anche all’esterno: di recente, infatti, la regione Lombardia ci ha rilasciato la cosiddetta Autorizzazione Integrata Ambientale che esprime il riconoscimento ufficiale del pieno rispetto di quanto richiesto dalla normativa vigente in campo ambientale”. “Quest’anno celebriamo il venticinquennale di presenza Perstorp in Italia e ci auguriamo vivamente – conclude Luigi Mocchia – di poter celebrare il prossimo con ben altre rosee visioni e considerazioni sul nostro Paese!”.
 
l’[email protected] n. 45 del 21 dicembre 2007

Copyright @2014