SAPORITI ITALIA SpA
L’arredo del 3° millennio si chiama Design Management!

L’evoluzione della specie nel caso della Saporiti Italia SpA di Besnate, storica azienda locale specializzata nella fabbricazione di mobili, si sintetizza in due parole: design management.

Luciano Landoni

Besnate

Pubblicato il:
L’evoluzione della specie nel caso della Saporiti Italia SpA di Besnate, storica azienda locale specializzata nella fabbricazione di mobili, si sintetizza in due parole: design management.
“Si tratta dell’integrazione coordinata dei vari elementi che vanno dalla realizzazione della struttura che si vuole costruire, un ufficio piuttosto che un ristorante oppure una villa, alla progettazione dell’arredo.
 
Tenendo conto dei costi, dei tempi e della qualità si fornisce al cliente il progetto completo”. Chiaro e (apparentemente) semplice.
La filosofia di lavoro, anzi di progettazione, di Raffaele Saporiti, 52 anni, chief executive officer, con un’attenzione particolare al marketing internazionale, della Saporiti Italia SpA ha portato l’impresa di Besnate a crescere a ritmi del 20% ogni anno e a raggiungere un fatturato consolidato di oltre 12 milioni di Euro, con 16 persone impiegate.
“L’azienda è stata fondata nel 1950 da mio padre Sergio e da suo fratello e si è sempre occupata di realizzare mobili per arredo casa. Il dna aziendale è rimasto – spiega Raffaele Saporiti – è cambiata la strategia generale di approccio al mercato, anzi ai mercati.
Io e mio fratello Andrea, che è architetto e design director della società, abbiamo puntato tutto sulla vendita del progetto architettonico, eliminando la parte fisica della produzione che è stata completamente esternalizzata e affidata a imprese locali. Il nostro contract è sì rimasto l’arredo degli interni, si è però evoluto profondamente. Nel senso – prosegue Raffaele Saporiti – che non vendiamo più i mobili ma i progetti”.

Progetti di che genere?
“A noi interessano i progetti speciali per i clienti speciali. Soprattutto i Paesi emergenti sono fortemente interessati a ricevere un’assistenza a 360° per la concretizzazione delle loro idee di sviluppo. Penso, ad esempio, alla Financial Tower di Luanda, in Angola.
L’intero team di progettazione è stato coordinato da noi: architetti, ingegneri, costruttori. Abbiamo curato la distribuzione e l’arredo degli spazi, fino alla strutturazione degli ascensori. Stiamo parlando di una costruzione di 36 piani, per 166 metri d’altezza, del valore stimato di 500 milioni di dollari!”.

Altri mega-progetti?
“Le 6 Torri di Singapore, all’interno delle quali sono previsti 1.200 appartamenti. Ci siamo occupati, in particolare, di tutti gli ingressi e delle aree adibite all’organizzazione di manifestazioni tipo le feste, i meeting di lavoro. Inoltre, abbiamo curato il cosiddetto interior design. In particolare, abbiamo arredato un appartamento di 1.700 metri quadrati, distribuito su tre piani, per il quale abbiamo fornito tutto: dai mobili al muro incurvato in marmo pregiato.

Ogni elemento dell’arredo è rigorosamente made in Italy! Il nostro lavoro è stato così apprezzato che il costruttore ci ha commissionato l’arredo di un altro appartamento da 1.000 metri quadrati. C’è una nostra squadra di tecnici a Singapore che se ne sta occupando. Aggiungo che il prezzo di mercato di simili appartamenti si aggira intorno ai 50 milioni di Euro”.

Non propriamente alla portata di molti, soprattutto di questi tempi…
“La nostra filosofia di lavoro è applicabile anche a progetti più… piccoli, tipo la villa che di recente abbiamo progettato a Dubai o quella di Punta Ala per un cliente russo. Intendiamoci, il nostro interesse, come ho già detto, è circoscritto ai progetti speciali per i clienti speciali. Ovviamente non è semplice individuarli, ma questo fa parte del nostro rischio d’impresa”.
I mercati d’azione per la Saporiti Italia SpA sono quelli del Medio Oriente, dell’ Asia e dell’Africa verso i quali si indirizza oltre il 90% del fatturato societario.
“Il nostro quartier generale è qui a Besnate, la sede storica, – dice Raffaele Saporiti, che ci riceve in un grande ufficio dalle pareti mobili (si aprono e si chiudono come fossero delle gigantesche porte), collocato in uno sterminato show room – mentre le sedi staccate si trovano a Dubai, in Arabia Saudita, a Singapore e a Shanghai. Fra qualche mese saranno operative quelle di New York e di Luanda.
In ognuna di esse lavorano, fra gli altri, i venditori e i project manager con il compito di monitorare il mercato e di coglierne le richieste più interessanti. Tutti i progetti, nessuno escluso, vengono… pensati a Besnate. In questo periodo siamo concentrati sul progetto dell’aeroporto di Doha”.

Quando ha avuto inizio la… trasformazione aziendale?
“In questi ultimi 10 anni abbiamo accelerato il processo di conversione da impresa manifatturiera a società di servizi innovativi specializzata in progetti speciali.

Ormai possiamo dire di esserci lasciati definitivamente alle spalle la tecnologia tradizionale finalizzata alla costruzione dei mobili. Negli anni ’70 quest’azienda era arrivata a occupare fino a 300 persone, scese a 150 agli inizi degli anni ‘90”.
Il futuro in poche parole.
“Intensificazione del nostro impegno sul fronte del design management”.

I problemi più complicati di oggi sono…?
“Noi abbiamo sofferto molto e stiamo soffrendo le difficoltà provocate dal credit crunch. La collaborazione delle banche è uguale a… zero! Con tutte le conseguenze del caso.

È chiaro che quando si stimano i costi dei cosiddetti progetti speciali le proiezioni non possono essere assolutamente esatte e quindi il tasso di rischio è molto elevato. Ce ne rendiamo perfettamente conto. Ciò di cui non riusciamo a farci una ragione è che il rischio l’azienda debba accollarselo al… 101%, anzi di più!”.
l’[email protected]online – 19 luglio 2013

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