RODOLFO COMERIO SRL
Le calandre più grandi del mondo si fabbricano a Solbiate Olona!

SOLBIATE OLONA – Non sapevano che fosse impossibile e allora l’hanno fatto; anzi, per meglio dire: si sono “rifiutati” di considerarlo inattuabile e sono stati capaci di realizzarlo. Cosa? Due mega impianti per la calandratura di film plastici che finiranno in Cina e che serviranno per produrre rivestimenti di tetti e pavimenti.

Luciano Landoni

Solbiate Olona

Pubblicato il:
SOLBIATE OLONA – Non sapevano che fosse impossibile e allora l’hanno fatto; anzi, per meglio dire: si sono “rifiutati” di considerarlo inattuabile e sono stati capaci di realizzarlo. Cosa? Due mega impianti per la calandratura di film plastici che finiranno in Cina e  che serviranno per produrre rivestimenti di tetti e pavimenti.
“Quando il cliente ci ha detto quello che voleva, ad ascoltare le sue esigenze eravamo in pochi. Due o tre costruttori al mondo. Alla fine, i nostri concorrenti tedeschi si sono ritirati ammettendo di non essere in grado di soddisfare le richieste. Noi, invece, abbiamo detto di sì. Ci abbiamo creduto. Abbiamo avuto il coraggio di affrontare la sfida!”, dice proprio così Carlo Comerio, 70, anni amministratore delegato della Rodolfo Comerio Srl di Solbiate Olona, azienda leader mondiale nella progettazione e costruzione di impianti per la calandratura di pvc e gomma (in pratica, dalla materia prima si ricavano film dello spessore di qualche micron).
Una “sfida” accettata e vinta.
 
Lo dimostrano le due mastodontiche calandre che sono assemblate all’interno del capannone industriale di Solbiate Olona: la prima a 4 cilindri e la seconda a 5 cilindri; ogni cilindro d’acciaio (del peso di 30 tonnellate) ha il diametro di quasi un metro e la larghezza di 5 metri.
Delle autentiche “montagne d’acciaio”, alte 7 metri e lunghe più di 30, compatte e ricche di talmente tante componenti di tecnologia ultra-sofisticata da lasciare stupefatti persino gli addetti ai lavori. 
Un vero e proprio record a livello planetario.
 
Mai, nella storia della realizzazione di impianti di calandratura, erano stati costruiti macchinari così colossali.
Le linee produttive complete, oltre alle due calandre… monster, comprendono le macchine di stacco e stiro e quelle di raffreddamento.
Un vero e proprio prodigio tecnologico integralmente italiano.
“Siamo titolari di un brevetto internazionale, denominato goffratura a registro, in grado di fare in modo che all’incisione del materiale segua perfettamente la stampa”, spiega Carlo Comerio mostrandoci dei campioni di “finto legno”, che serviranno per la pavimentazione, uguali in tutto e per tutto al legno naturale.
Un mercato potenziale di dimensioni enormi…
“Certo. Stiamo parlando di milioni e milioni di metri quadrati. Cina e Stati Uniti sono fra i nostri principali mercati di sbocco. E’ con questa nuova tecnologia che abbiamo potuto superare la crisi che, già a partire da qualche anno, aveva colpito l’intero comparto della calandratura. Bisogna sforzarsi sempre – aggiunge Carlo Comerio che con il fratello Enrico, 77 anni, presidente della Rodolfo Comerio Srl, guida la società fondata nel 1878 da Rodolfo Comerio – di trovare qualcosa di nuovo e di percorrere strade innovative; noi lo facciamo da sempre e ci affianchiamo ai nostri clienti così da ricevere e da dare nuovi stimoli per una crescita costante…”.
 
Una strategia operativa che ha animato l’azienda sin dalla sua origine, fino ad arrivare alla 4° generazione imprenditoriale e coinvolgendo già la 5°: Nicola Fedele, 37 anni, figlioccio di Carlo, responsabile dell’area vendite e Francesco Fiamminghini, 40 anni, genero di Carlo, responsabile degli acquisti.
La Rodolfo Comerio Srl occupa 85 persone, fattura 35 milioni di euro all’anno (l’export incide per oltre il 98% del fatturato), è… abituata a chiudere i bilanci con una redditività a sua volta da record (il roe sfiora il 91%) e investe milioni per la ricerca e l’innovazione.
“Per la costruzione di questi giganteschi impianti – precisa Nicola Fedele, da due anni e mezzo in azienda – abbiamo dato il via ad investimenti pari a 6/7 milioni di euro, comprensivi della messa in opera di un nuovo carro ponte. Nell’immediato futuro, sempre in rapporto alle nuove commesse raccolte in giro per il mondo, l’ultima delle quali del valore di 27 milioni di euro lo scorso mese di giugno, amplieremo la nostra sede produttiva e assumeremo nuovo personale: almeno 10giovani tecnici che ci auguriamo ‘arrivino’ dalla stretta collaborazione che abbiamo instaurato con il Politecnico di Milano”.
 
La sofisticazione tecnologica degli impianti costruiti dalla società di Solbiate Olona è tale da permettere la lavorazione della materia prima fino ad arrivare a produrre “foglie” sotto gli 80 microndi spessore (il micron, o micrometro, corrisponde a un milionesimo di metro, per intenderci) che vengono poi “accoppiate” con altre componenti (tessuti e metalli).
“Immagini quale debba essere la ‘perfezione’ dei cilindri per raggiungere simili risultati! Siamo fra i pochissimi al mondo, certamente gli unici in Italia, capaci di lavorare l’acciaio, di cui sono composti i cilindri stessi, ‘a secco’, senza cioè l’utilizzo dell’acqua. Inoltre – aggiunge Carlo Comerio – i cilindri delle calandre devono essere in grado di ‘sopportare’, nel corso del funzionamento dell’impianto, temperature di diverse centinaia di gradi senza subire deformazioni. Un problema … nel problema che ovviamente deve essere risolto”.
 
Gli ostacoli di percorso, però, all’interno della Rodolfo Comerio Srl, sono considerati alla stessa stregua di altrettanti stimoli attraverso cui migliorare progetti e conseguenti realizzazioni.
“Puntando sulla collaborazione stretta con i nostri clienti – osservano Nicola Fedele e Francesco Fiamminghini – abbiamo potuto progettare dei motori che ritrasferiscono l’energia cinetica agli impianti stessi che fanno funzionare. Consideriamo l’ottimizzazione continua delle tecnologie una sorta di imperativo categorico. Le nostre non sono semplicemente ‘grandi’ macchine, raggiungono anche un livello di complessità estremamente elevato. Come ad esempio – proseguono i due giovani manager –, una  linea di produzione lunga complessivamente 120 metri per la calandratura della plastica che finirà in un’azienda statunitense, collocata su due piani!”.
 
 
 
 

Copyright @2016