LATI SpA
L’evoluzione della “specie… plastica”

Il punto di partenza, anzi, il... granulo di partenza possiede le caratteristiche chimico-fisiche tipiche e tradizionali della plastica, mentre quello di... arrivo le stravolge e le valorizza.

Luciano Landoni

Vedano Olona

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Il punto di partenza, anzi, il… granulo di partenza possiede le caratteristiche chimico-fisiche tipiche e tradizionali della plastica, mentre quello di… arrivo le stravolge e le valorizza.
La plastica è isolante, eppure, opportunamente trattata, può trasformarsi in un materiale per la conduzione di energia elettrica.
Dire plastica significa parlare di leggerezza e flessibilità, ciò nonostante esistono i cosiddetti “compound radiopachi” che sono in grado – come se fossero di piombo – di “bloccare” i micidiali raggi X, proteggendo pazienti e personale medico.
Gli ingranaggi che fanno funzionare il motore di un’auto vengono realizzati con “compound autolubrificanti” che sostituiscono il metallo e che a differenza di quest’ultimo non hanno nemmeno bisogno dell’olio lubrificante.
Per non parlare delle componenti delle carrozze ferroviarie che, in caso di incendio, possono rilasciare semplice e innocuo vapore acqueo.
“Si tratta di un semplice e antico processo naturale: se al fosforo infiammabile si aggiunge il poliammide si determina una reazione chimica implodente che estingue le fiamme.
Da qui il nome di compound autoestinguenti”.
 
La breve “lezione” di chimica applicata è gentilmente offerta dal Professor Francesco Michele Conterno, classe 1943, presidente e amministratore delegato di LATI Industria Termoplastica SpA di Vedano Olona, che, alla fine degli anni ’80, dopo essersi dedicato all’insegnamento, è subentrato al fratello Giovanni e ha preso in mano le redini dell’impresa di famiglia.
Dall’anno dell’inizio dell’attività, avvenuto nel 1943 per merito del Professor Cosimo Conterno, padre di Francesco Michele e di Giovanni, l’azienda di Vedano Olona si è evoluta nel corso dei suoi primi settant’anni di vita in una vera e propria “università della plastica”.
La produzione della LATI SpA ha letteralmente aperto delle nuove frontiere nel campo del trattamento e dell’utilizzo della plastica e attualmente l’impresa fondata dal Professor Cosimo Conterno è il compoundatore indipendente con la più vasta gamma di prodotti in Europa. I granuli plastici studiati nei laboratori della LATI e successivamente lavorati all’interno degli stabilimenti dell’azienda (la cui capacità produttiva annua sfiora le 40 mila tonnellate) costituiscono la base principale per un numero praticamente illimitato di prodotti che vengono impiegati nel settore dei trasporti (auto e treni), in quelli dell’industria (elettrodomestici), delle apparecchiature elettriche, dell’edilizia (salvavita casalinghi), delle telecomunicazioni, senza dimenticare le applicazioni in campo medicale (cateteri).
Insomma, mille funzioni d’uso: “La nostra filosofia di lavoro – osserva Loredana Mercante, responsabile dell’area Ricerca & Sviluppo – è un combinato fra l’approccio pro-attivo e quello reattivo.
Mediante il primo cerchiamo di individuare in anticipo le tendenze evolutive e i cambiamenti del mercato e attraverso il secondo predisponiamo piani specifici di attività a seconda delle richieste specifiche che i clienti formulano”.

In pratica, non esiste un prodotto standardizzato?
“Infatti, è proprio così. Possiamo dire che ce ne sono tantissimi personalizzati. Come ad esempio questa penna biro – risponde, mostrandocela, Cristiano Citterio, che si occupa della ricerca di prodotto – integralmente realizzata utilizzando materia plastica derivante dall’amido di mais. Il petrolio, da cui come è noto nasce… l’albero estremamente ramificato della plastica, è stato eliminato!
Le lascio immaginare i passi in avanti compiuti lungo la strada delle produzioni eco-compatibili e del rispetto ambientale!”.
La gamma produttiva di LATI è talmente diversificata da consentire all’azienda di essere presente e competitiva su innumerevoli mercati.
Il 2013 si chiude con un fatturato complessivo di 110 milioni di Euro (un incremento di oltre il 10% rispetto al 2012), oltre il 70% del quale finisce sui mercati esteri di tutto il mondo (la rete commerciale dell’impresa va dal Brasile al Benelux, dalla Germania alla Svezia, dalla Francia agli Stati Uniti, dall’Inghilterra alla Corea).
Il fiore all’occhiello dell’azienda di Vedano Olona è rappresentato dall’area Ricerca & Sviluppo in cui lavorano una dozzina di persone, sui 250 addetti della LATI, e per la quale viene investito ogni anno l’1,5% dell’intero fatturato. “Lavorare qui – sostiene uno dei ricercatori, Rinaldo Zanasca – è estremamente stimolante. Ogni giorno dobbiamo cimentarci con delle vere e proprie sfide. Ogni giorno dobbiamo sforzarci di inventare soluzioni nuove.
A me piace dire che stravolgiamo le proprietà delle materie plastiche!”.
“Nel senso che le miglioriamo”, precisa il Professor Francesco Michele Conterno.
Ovviamente, la ricerca che si svolge in LATI è strettamente applicata ai fini commerciali del mercato e determina, come logica conseguenza, una costante evoluzione dei processi produttivi che devono essere necessariamente agili e flessibili: “L’innovazione di prodotto favorisce quella di processo. Anche noi addetti alla produzione – afferma Francesco Mazzitelli, tecnologo d’impresa – ci sforziamo costantemente di adattare e migliorare i cicli di lavorazione a seconda delle specifiche produzioni che vengono richieste dal mercato”.

Attualmente sono 108 le classi di prodotti innovativi che l’azienda di Vedano sta studiando e realizzando.
“Circa il 60% delle nuove produzioni – specifica Elio Tibiletti, product development manager – sono il frutto dell’attività di ricerca applicata”.
Una delle “frontiere del futuro”, per la quale peraltro si sta investendo e lavorando già oggi, è senz’altro quella bio-medicale: la responsabile è una giovane ricercatrice, Katia Brocchini.
“La scommessa che ogni giorno cerchiamo di vincere è quella di essere competitivi sul mercato globale operando in tempi veloci e proponendo soluzioni nuove. La mentalità – spiega il presidente di LATI – è quella della multinazionale, mentre la flessibilità produttiva è tipica della piccola industria”.
“Stiamo puntando molto – interviene Cristiano Citterio – sui nanomateriali. I nanotubi del diametro di 7 micron (il micron equivale a un milionesimo di metro, ndr) garantiscono delle performance veramente notevoli in rapporto, tanto per fare un solo esempio, alla conducibilità elettrica”.
“Fare impresa in Italia non è facile – commenta Michela Conterno, 38 anni, figlia di Francesco Michele e responsabile dell’area commerciale dell’azienda – noi ci riusciamo perché da un lato possiamo contare su delle persone espressamente deputate a gestire le problematiche e i rapporti con la pubblica amministrazione e dall’altro investiamo costantemente nell’innovazione di processo-prodotto e nell’allargamento dei mercati esteri”.
“Per noi – sottolinea Francesco Michele Conterno – fare impresa significa assumersi una precisa responsabilità sociale. Soprattutto in merito alla difesa dell’occupazione.
LATI è strettamente legata al territorio di appartenenza e in essa hanno operato e operano generazioni di lavoratori. Lo considero un valore importantissimo!”.

Un tema delicato per la vita delle aziende è quello relativo alla successione imprenditoriale.
“È fondamentale – conclude Michela Conterno che rappresenta la 3ª generazione – coniugare motivazione e preparazione. Personalmente, ho fatto la gavetta fuori dall’azienda di famiglia e quando ci sono entrata ho cercato di conoscere l’impresa a 360°.
Qui non ci sono rendite di posizione. Per nessuno. Mio padre ha voluto costituire un Comitato di direzione, di cui sono presidente, proprio per aver un supporto diretto: le decisioni strategiche sono una sua responsabilità, il Comitato si impegna per renderle concrete”.
Della serie: in LATI le idee innovative prendono la forma dei… granuli di plastica!

l’[email protected] n. 12 del 20 dicembre 2013
 

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