Agesp
Quando il “pubblico” è bello e pure efficiente

“A rischio di sembrarle presuntuoso, sa cosa le dico?”. Cosa mi dice? “Che qualche volta il settore pubblico può fare e di fatto fa la differenza!”...

Luciano Landoni

Busto Arsizio

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“A rischio di sembrarle presuntuoso, sa cosa le dico?”.
Cosa mi dice?
“Che qualche volta il settore pubblico può fare e di fatto fa la differenza!”.
In che senso?
“Nel senso della buona gestione delle risorse; nel senso della valorizzazione e motivazione del personale; nel senso della creazione di valore aggiunto per il territorio,per la collettività e per gli azionisti”. Gianfranco Carraro, classe 1963, Amministratore Unico di AGESP Spa, nonché Amministratore Unico di AGESP Attività Strumentali Srl e Direttore Generale di AGESP Energia Srl, esprime con assoluta convinzione il proprio pensiero, perfettamente consapevole di smantellare il luogo comune (che, molto spesso, ahinoi, riflette la realtà dei fatti) secondo cui tutto ciò che è “pubblico” è sinonimo – gestionalmente parlando – di spreco e inefficienza.
“Guai a fare di tutta l’erba un fascio”, precisa ulteriormente.
“Ci sono delle eccezioni. Noi, complessivamente parlando, ne rappresentiamo una delle tante!”, ribadisce.
Il Gruppo AGESP trae origine dall’allora Azienda Gestione Servizi Pubblici (AGESP) di Busto Arsizio (fondata nel 1948 come azienda municipalizzata dallo stesso comune di Busto Arsizio per la gestione dell’acquedotto e della piscina). Attualmente il Gruppo è costituito da quattro realtà societarie nelle quali lavorano complessivamente quasi 300 persone, con un fatturato consolidato riferito al 2015 pari a circa 90 milioni di euro.
“Le nostre sfere di attività – osserva Gianfranco Carraro, dal suo ufficio direzionale in via Marco Polo a Busto – sono molteplici ed eterogenee: gestione delle risorse idriche (fino al 31 marzo 2016), gas ed energia, trasporti (fino al 2009), igiene ambientale, gestione degli impianti sportivi, dei parcheggi, delle farmacie, dei cimiteri, manutenzione del verde pubblico, di strade e marciapiedi, e manutenzione degli stabili comunali. Abbiamo qualcosa come 21 ambiti di attività”.
Un eclettismo operativo impressionante a cui si collegano una complessità normativa e gestionale altrettanto considerevoli. Il “socio ultimo di riferimento” di AGESP Spa – capogruppo è il comune di Busto Arsizio che detiene il 99,99% delle quote azionarie, seguono per la frazione residuale i comuni di Castellanza, Dairago, Fagnano Olona, Gorla Minore, Marnate e Olgiate Olona.
AGESP Spa a sua volta controlla il 100% di AGESP Attività Strumentali Srl e di AGESP EnergiaSrl; possiede poi il 59,99% di Prealpi Gas Srl e il 12,47% di Prealpi Servizi Srl.
Prealpi Gas Srl è partecipata al 39,72% dal comune di Gallarate, allo 0,229% da Amsc Spa e da altri soci per la quota residuale.
Una struttura societaria estremamente complessa, forse troppo?
“Pur avendo, nel tempo, snellito, grazie anche alla ferma volontà da parte degli azionisti di razionalizzare, conformemente alle normative di riferimento, la configurazione del Gruppo, vige il principio – risponde Gianfranco Carraro – delle ‘separazioni funzionali’, con la ripartizione dei servizi a rilevanza industriale rispetto a quelli a rilevanza sociale e, ancora, rispetto a quelli cosiddetti strumentali:  gestioni separate delle attività di manutenzione del reti di distribuzione dalla vendita di vettori energetici (gas metano, energia elettrica e calore); gestione igiene ambientale, parcheggi, farmacie e impianti sportivi; gestione del verde pubblico, delle strade e così via”.
Tantissime attività, e le risorse per supportarle da dove arrivano?
“Ci sono linee di business che vengono remunerate “a canone” direttamente dai Comuni e ci sono altre attività che si remunerano tramite il pagamento diretto da parte dei fruitori dei servizi (farmacie, parcheggi, ecc.). La ‘cassaforte’ del gruppo è, tuttavia, senza dubbio AGESP Energia con una tripartizione delle proprie funzioni: gas, energia elettrica, teleriscaldamento. Proprio perché la società rappresenta una leva economica importante,  tengo a precisare che, differentemente rispetto alle realtà limitrofe, è continuo lo sforzo profuso al fine di potenziarne e implementarne il bacino d’utenza, che ha portato anche all’acquisizione, tramite anche altri operatori del settore, della contigua società Commerciale Gas & Luce Srl di Gallarate”.
Fate tantissime cose (verrebbe addirittura da dire che ne fate troppe), come fate a farle tutte bene?
“Sicuramente non siamo l’emblema della perfezione, tuttavia professionalità, passione e senso di responsabilità rappresentano i nostri punti di forza. Quando si parla di impiego pubblico si tende, come ho già detto, a generalizzare e a pensare che efficienza ed efficacia siano delle… chimere. Nel nostro caso, al riguardo, abbiamo sempre cercato di riscontrare le aspettative degli azionisti, sia in termini di distribuzione di ‘dividendi’, sia nell’attuare quelle linee di indirizzo dagli stessi impartite, che si sono poi tradotte in importanti investimenti infrastrutturali per la città, anche con connotazione a carattere sociale: ad esempio, in autofinanziamento abbiamo sostenuto nel tempo importanti investimenti nelle reti della distribuzione del gas e dell’acqua, negli impianti sportivi (complesso Manara, Palayamamay, pista d’atletica, campi da tennis), nonché nel settore dei parcheggi,  delle farmacie e del teleriscaldamento. Quest’ultima opera ha comportato uno sforzo che si è tradotto in oltre 20 milioni di euro di investimenti, metà dei quali autofinanziati. Questi sono fatti che hanno creato valore e che sono un patrimonio comune per i cittadini di Busto e della Valle Olona nel suo complesso. Fatti che sono stati resi possibili innanzitutto grazie alla lungimiranza e dall’intuizione degli Amministratori Pubblici, che hanno saputo di volta in volta cogliere e suggerire proposte nell’intento di valorizzare il territorio tramite le società del Gruppo; non è da trascurare, poi, il grande ‘gioco di squadra’ interno ad AGESP”.
Vale a dire?
“Voglio dire che sono veramente orgoglioso dei miei collaboratori. Quando sono arrivato qui, dopo una carriera manageriale nel settore privato come giurista d’impresa, verso la fine degli anni ’90, a fianco dell’allora  Direttore Generale Ing. Luca Premoselli, ho trovato delle persone disposte a mettersi in gioco, a migliorarsi giorno dopo giorno, e i risultati sono arrivati, grazie anche alla collaborazione e condivisione di intendimenti da parte dei diversi rappresentanti degli organi di governo locale che si sono succeduti nel tempo”.
Gianfranco Carraro è sposato con due figli e si sente che ha Busto nel cuore.
Si dice spesso che chi lavora nel settore pubblico rischia poco o niente, mentre in quello privato…
“Credo di averle già detto che non amo le formule stereotipate. Preferisco essere ‘misurato’ e ‘giudicato’ in base ai fatti. Ho la fortuna di poter contare sull’apporto sinergico di reciproca stima da parte dei collaboratori più stretti, con cui vengono condivisi obiettivi e operatività”.
Progetti futuri?
“A seguito dei profondi cambiamenti che sono stati portati a compimento in riscontro agli indirizzi impartiti dai soci negli ultimi tre anni ed in riscontro anche alle cogenti disposizioni normative, il Gruppo è maturo per fare un grande salto di qualità, onde non dissipare gli sforzi che sono stati compiuti e poter valorizzare ulteriormente un patrimonio che è il patrimonio degli azionisti stessi e dei cittadini. Ѐ arrivato il momento di alzare lo sguardo e di cogliere le opportunità che si presentano. Ѐ per questo che, proprio in questo periodo, sto lavorando ad un progetto, che metterò a disposizione degli azionisti per le debite valutazioni, volto a sia valorizzare le attività industriali che a intraprendere nuove iniziative di tipo innovativo”.
In concreto, di quali progetti stiamo parlando?
“Ne voglio citare due: il primo è l’Opificio BA 2020 “Smart City Project”, che sarà un vero e proprio diffusore di informazioni e di servizi a supporto del territorio, nell’ambito delle opportunità di finanziamento a livello pubblico e privato (bandi, ecc,), nonché incubatore di start up giovanili legate soprattutto all’innovazione nel campo energetico-ambientale; il secondo progetto consiste nell’individuare un percorso che veda coinvolto il mondo AGESP nell’attuazione delle azioni del cosiddetto PAES (Piano Attuazione Energia Sostenibile). Come vede nel dna del Gruppo, compatibilmente con il contesto normativo, c’è una gran voglia di non arrendersi, ma di partecipare a nuove sfide”.
Insomma, visti i tempi che corrono, una controtendenza positiva?
“Gliel’ho già detto: bisogna andare oltre i luoghi comuni, anzi, bisogna proprio disintegrarli almeno nel nostro caso. Pubblico può essere bello e pure efficiente!”

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