SAFE BAG SpA
Quotazione in borsa e decollo del bagaglio

E' un figlio d’arte, nel senso che ha respirato l’aria degli aeroporti sin da giovane. “Non poteva essere altrimenti, visto che mio padre Giuseppe, con Lupo Rattazzi, nel 1989 ha fondato la compagnia area Air Europe” ci dice Rudolph Gentile, nel suo ufficio al 3° piano di una delle Torri di Gallarate. Da allora ad oggi il giovane Rudolph, che adesso di anni ne ha 41, di strada ne ha fatta decisamente tanta.

Luciano Landoni

Gallarate

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Ѐ un figlio d’arte, nel senso che ha respirato l’aria degli aeroporti sin da giovane.
“Non poteva essere altrimenti, visto che mio padre Giuseppe, con Lupo Rattazzi, nel 1989 ha fondato la compagnia area Air Europe” ci dice Rudolph Gentile, nel suo ufficio al 3° piano di una delle Torri di Gallarate.
Da allora ad oggi il giovane Rudolph, che adesso di anni ne ha 41, di strada ne ha fatta decisamente tanta.
 
“Ad un certo punto della mia vita – spiega – ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di mio. Partendo dall’esperienza professionale maturata nella compagnia aerea di mio padre ho deciso di rilevare, alla fine degli anni ’90, un’azienda che si occupava dell’imballaggio automatico dei bagagli dei passeggeri. Ѐ così che nel 1997 ho costituito la Safe Bag”.
Una ragione sociale che è anche un programma di lavoro:  avvolgere le valige con un film di plastica per “proteggerle” e prevenire quindi tentativi di… effrazione.
 
Un’idea semplice e geniale al tempo stesso.
“Sì, però un po’ troppo in anticipo sui tempi”.
 
In che senso?
“Nel senso che il ‘mercato’ non era ancora pronto per recepirla pienamente. Tanto è vero che nel 2001 ho venduto l’azienda e l’ho poi ricomprata nel 2010. Nel frattempo c’è stata una… maturazione da parte dei fruitori del servizio con delle conseguenze estremamente positive sul piano del business”.
 
I numeri sono meglio di mille parole: il fatturato di SAFE BAG SPA è letteralmente “decollato” ed è passato da 5 milioni di euro annui ai 27 previsti per la fine del 2014.
Le persone occupate in Italia sono oltre 200 e quelle a Miami in Florida (dove Rudolph Gentile vive ed è socio di Secur Wap: azienda americana leader nella protezione dei bagagli aerei) sono circa 400.
“Serviamo 90 aeroporti dislocati nel mondo  e contiamo di crescere ancora nel prossimo futuro”.
 
Anche in Italia?
“Sì, anche in Italia. Devo però dire che chi decide di fare impresa nel nostro Paese è un vero e proprio eroe. Puoi contare solo tu te stesso, il contesto esterno non ti aiuta. In particolare, il sistema bancario non ti supporta. Tante belle parole e niente fatti. Per crescere un’azienda ha bisogno delle risorse finanziarie”.
 
Come ha risolto il problema?
“Ci vuole coraggio e fantasia. Dapprima ho sondato i fondi di investimento, ma il problema era che avrei perso il controllo dell’azienda e, soprattutto, il mio progetto di sviluppo si sarebbe arenato. Allora ho deciso di percorrere un’altra strada. Quella della quotazione in borsa. L’impegno è stato, ed è, assoluto. Alla fine, dopo una serie infinita di ‘esami’ e dopo le indispensabili presentazioni ai potenziali finanziatori, la fiducia da parte del mercato è arrivata. La società ha raccolto oltre 3 milioni di euro in breve tempo. Adesso Safe Bag è quotata nel mercato secondario. La società è diventata più vulnerabile e più forte nello stesso tempo. Ci sono ovviamente onori e oneri. Certo, l’impegno mio e di tutti i miei collaboratori è estremo e continuo. Non ci si può permettere rallentamenti”.
 
Parliamo in po’ del futuro aziendale.
“Stiamo valutando l’acquisizione di altri gruppi. Vogliamo inoltre consolidare i cosiddetti ‘servizi ancillari’, tipo il deposito bagagli negli aeroporti. Faccio la spola fra l’Italia e l’America dove vivo perché le potenzialità del mercato statunitense sono veramente notevoli. Milioni e milioni di passeggeri che transitano in aeroporti ancora privi dei servizi adeguati. Attualmente siamo impegnati nella messa in opera di un bond da 10 milioni di euro per sostenere questi progetti di sviluppo”.
 
Quali sono/saranno le prospettive occupazionali?
“Negli ultimi 6 mesi abbiamo assunto in Italia 15 giovani, tutti laureati. Quasi tutte donne che si occupano di direzione del personale, amministrazione, controllo di gestione”.
 
Fatti, non parole.

 

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