IoBoscoVivo Srl
Shiitake, ovvero il fungo del benessere!

VERGIATE – Prendete un imprenditore (Flavio Vergani) la cui azienda (K.C.S. Srl di Vergiate) è al top tecnologico nella realizzazione di circuiti stampati e dalla coscienza talmente “verde” che più “verde” non si può, aggiungeteci la sua passione per l’ambiente e per la salute (le due cose sono strettamente collegate) e cosa ottenete? Semplice: una società agricola che si chiama IoBoscoVivo Srl.

Luciano Landoni

Vergiate

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VERGIATE – Prendete un imprenditore (Flavio Vergani) la cui azienda (K.C.S. Srl di Vergiate) è al top tecnologico nella realizzazione di circuiti stampati e dalla coscienza talmente “verde” che più “verde” non si può, aggiungeteci la sua passione per l’ambiente e per la salute (le due cose sono strettamente collegate) e cosa ottenete?
 
Semplice: una società agricola che si chiama IoBoscoVivo Srl al cui interno si studiano e si coltivano i funghi (uno, in particolare, che si chiama Shiitake, ovvero Lentinula Edodes) sviluppandone le straordinarie proprietà “terapeutiche” sia per la salvaguardia dell’ambiente, sia per quella della salute dell’uomo.
“Abbiamo iniziato la nostra attività circa cinque anni fa – ci dice dall’avveniristica e super attrezzata sede di Vergiate (c’è persino un microscopio elettronico di ultima generazione) il giovane amministratore delegato Luigi Panno, 35 anni, doppia laurea in Scienze Naturali e Scienze Biologiche, nonché in possesso di un dottorato di ricerca in biotecnologia dei funghi – e la nostra missionè finalizzata a proteggere e migliorare l’ecosistema. Il presidente Vergani ha investito quasi un milione di euro per allestire un laboratorio in grado di occuparsi di microbiologia, biologia molecolare e biochimica. Il nostro core business, se così posso dire, è lo studio dei funghi”.
 
Come, studiando i funghi, si possono migliorare la condizione dell’ambiente e quella delle persone?
“I funghi sono gli ‘spazzini’ della natura: decompongono le sostanze organiche. Degradando gli inquinanti presenti nel suolo e vivendo in simbiosi con le piante sono capaci di ‘micorizzare’ le piante stesse. Le rendono, cioè, più forti e maggiormente resistenti a qualsiasi tipo di stress. Ne consegue che se noi collochiamo le ‘piantemicorizzate’ nell’ambiente, l’ambiente medesimo viene ‘curato’ e migliora le proprie condizioni”.
Sufficientemente chiaro, ma sarebbe… gradito qualche esempio concreto.
“Pensi alla brughiera di Gallarate che sta letteralmente scomparendo, invasa com’è dalle cosiddette ‘piante esotiche’ che non hanno nulla a che fare con il contesto ecologico autoctono. Con l’immissione dei nostri inoculi fungini possiamo far regredire… l’invasione e ripristinare l’ambiente autoctono. Con noi collabora l’Università dell’Insubria. Siamo fra le pochissime aziende che utilizzano i  fondi regionali predisposti per sostenere il cosiddetto ‘dottorato in alto apprendistato’, finalizzato a creare opportunità occupazionali per i giovani ricercatori”.
A riprova, Luigi Panno ci presenta il giovane Simone Parola, 26 anni, biotecnologo laureato all’Università dell’Insubria di Varese.
“Simone – spiega l’ad di IoBoscoVivo Srl – sviluppa le sue ricerche sui funghi e si occupa anche della coltivazione biologica per funghi medicinali. Abbiamo coltivazioni in Val Vigezzo, a Mergozzo e a Finale Ligure. Collaboriamo con il Parco del Ticino per il risanamento delle aree degradate”.
 
Parliamo un po’ delle ricadute sulla salute dell’uomo.
“I funghi sono alimenti ‘nutraceutici’, vale a dire alle proprietà nutrizionali aggiungono quelle curative. In gergo tecnico-scientifico, si parla di ‘cibi funzionali’. Possono ridurre l’incidenza dei tumori, abbassare il colesterolo, controllare il diabete. Questa particolare cultura alimentare e curativa, in Italia, è ancora poco diffusa. Ci stiamo dando da fare per… colmare la lacuna”.
In che modo?
“A partire dal 2014 ci siamo posti l’obiettivo di commercializzare i nostri prodotti a base di funghi. Nello specifico, un fungo che si chiama Shiitake, nome scientifico Lentinula Edodes, che è il 2° fungo più commercializzato al mondo. Da secoli è coltivato nel Sud Est Asiatico ed è molto diffuso negli Stati Uniti. Noi, cercando di insidiare il monopolio del porcino qui in Italia, produciamo funghi freschi e, a partire dal 2017, produrremo anche funghi secchi e insaporiti. Le molecole del fungo sono termolabili e idrosolubili, per ovviare al duplice problema puntiamo sui cosiddetti ‘insaporitori’ che mantengono i metaboliti del fungo. In termini più chiari: rimangono intatte le molecole curative mediante le quali, tanto per fare un esempio pratico, è possibile abbassare il tasso di colesterolo di certi piatti, tipo quelli a base di pasta”.
 
IoBoscoVivo Srl è (per ora) una microimpresa basata sulla ricerca scientifica applicata e sulla stretta collaborazione con l’Università (il fatturato sfiora i 200.000 euro su base annua), nonché il frutto di un “progetto di ingegneria di transizione”: dalla business economy alla green economy.
“Il presidente Vergani dice sempre – afferma Luigi Panno – che essere verdi significa essere liberi e stare meglio in salute. Le nostre potenzialità di crescita – aggiunge – sono interessanti e tutti noi ci crediamo e ci mettiamo passione e competenze!”
Dal laboratorio di ricerca e produzione Simone Parola preleva un “panetto del benessere”, ossia un substrato pressato e sterilizzato, che sembra un vero e proprio panettone natalizio, composto esclusivamente da materie prime di origine vegetale coltivate in modo biologico con segature di alberi (tipo faggio, quercia, castano, carpino), trucioli di legno e cereali che lo arricchiscono in termini di zuccheri, proteine e vitamine.
“Si estrae il panetto dalla sua confezione – precisa Luigi Panno – lo si colloca su un piatto in cucina e gli si spruzza sopra dell’acqua due o tre volte al giorno; dopo di che, nell’arco di una settimana, si possono raccogliere i funghi. I nostri ‘panettoni’ producono i un’unica volta fino a 1,5 kg. di funghi che, una volta raccolti, possono essere conservati in frigorifero anche per 10 giorni”.
Babbo Natale sarà certamente soddisfatto: il panettone ai funghi è servito!
 
 
 

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