La surreale vicenda della Hammond Power Solutions
Il Babbo Natale canadese prima consegna il panettone e poi le lettere di licenziamento

L’economia è la “scienza triste”. In realtà, può anche essere surreale e, a volte, persino estremamente cinica. 40 lavoratori l’hanno scoperto sulla propria pelle e sui propri conti in banca

Luciano Landoni

MARNATE

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L’economia è la “scienza triste”.

In realtà, può anche essere surreale e, a volte, estremamente cinica.

I 40 dipendenti della Hammond Power Solutions di Marnate (di proprietà di una multinazionale canadese che l’ha acquisita sei anni fa) l’hanno scoperto sulla propria pelle e sui propri conti in banca.

Lo spiega come meglio non si potrebbe il sindacalista Rino Pezone, della Fiom-CGIL Varese, che sta seguendo la vicenda.

“Alle 14 del 18 dicembre c’è stato lo scambio di auguri e la consegna del panettone da parte della dirigenza ed esattamente due ore dopo, alle 16, sono state consegnate le lettere di licenziamento – precisa Rino Pezone –. Assurdo, soprattutto se si pensa che lo scorso settembre i dirigenti avevano incontrato la rappresentanza sindacale interna affermando che nel 2019 ci sarebbero stati investimenti per il miglioramento del ciclo produttivo con relativo incremento occupazionale”.

Qual è la ragione di una decisione così drastica?

Perché un’azienda che recentemente aveva addirittura assunto un responsabile vendite (la Hammond produce trasformatori elettrici) per il sud dell’Europa (Spagna), improvvisamente cambia radicalmente la propria strategia cessando l’attività?

Dagli auguri natalizi alla mazzata della procedura di licenziamento: 40 persone (e relative famiglie) in mezzo alla strada.

Più che una recessione economica, una vera e propria recessione umana.

Dal prossimo 7 gennaio quale sarà il futuro dei lavoratori?

Le multinazionali, come è noto, ragionano esclusivamente in termini di redditività di bilancio, infischiandosene di tutto il resto.

Sei anni fa la Marnate Trasformatori (una delle tante piccole aziende a conduzione familiare che costituiscono l’ossatura del sistema economico locale) è stata venduta dai fondatori alla multinazionale canadese quotata in Borsa con sedi negli Stati Uniti, in Messico e in India, cambiando così la ragione sociale in Hammond Power Solutions e soprattutto passando da una conduzione improntata in gran parte sui rapporti di conoscenza e fiducia fra proprietà e dipendenti ad un’altra integralmente imperniata sulla convenienza economica.

Dai rapporti umani, basati sulla collaborazione e la comprensione reciproca fra persone, alla fredda e spietata impersonalità di decisioni che sono costate il posto di lavoro a 40 persone, subito dopo che a queste ultime era stato consegnato il panettone natalizio.

Prima gli auguri e poi la devastante mazzata.

Sembrerebbe quasi la trama di una tragedia a metà fra l’incredibile e il surreale, se non fosse invece una vicenda talmente vera che più vera – purtroppo – non si può!

“Faccio la sindacalista da diversi anni ed è la prima volta che assisto a un episodio del genere. Non ci si comporta così, questo è stato un fulmine a ciel sereno per tutti, soprattutto per i lavoratori e per le loro famiglie. Di solito ci sono dei segnali prima che un’azienda chiuda – dice Ilaria Campagner di Fim Cisl dei Laghi, che sta seguendo la vicenda con il collega Rino Pezone – In questo caso però, nonostante i lavoratori fossero in cassa integrazione, c’era appena stata un’assunzione: pochi giorni prima della comunicazione dei licenziamenti era entrato in azienda un nuovo venditore, che si sarebbe dovuto occupare dell’area spagnola. In un battito di ciglia è passato dall’assunzione al licenziamento”.

“Un altro aspetto quasi incredibile di questa assurda vicenda – sostiene Rino Pezone – risiede nel fatto che con la direzione aziendale era già stato concordato un incontro per mercoledì 19 dicembre finalizzato al cambio di contratto di lavoro delle maestranze: si sarebbe dovuti passare da quello Confimi (un’associazione nata nel Veneto e costituita da alcune aziende fuoriuscite dalla Confapi, ndr.) a quello, più conveniente per i lavoratori, di Federmeccanica-Confindustria. Nella realtà, il giorno prima, vale a dire il 18 dicembre,  i lavoratori hanno ricevuto il panettone e due ore dopo la notifica del licenziamento”.

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