CULTURA
Baff, Jazz e polemiche

Si fa un grande can can per la discussione accesa tra il Sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli e il Presidente del BAFF e suo ex compagno di scuola, Alessandro Munari

Baff

Gianluigi Marcora

Pubblicato il:

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Si fa un grande can can per la discussione accesa tra il Sindaco di Busto Arsizio,  Emanuele Antonelli e il Presidente del BAFF e suo ex compagno di scuola, Alessandro Munari per il BAFF 2018. Il contendere è il contributo che il Comune di Busto Arsizio offre per la manifestazione. Che, da qualsiasi angolatura la si guardi, oltre al prestigio roboante fatto alla città, costa parecchio.

Facciamo un passo indietro? Il BAFF deve avere una “copertura” non certo marginale per poter progredire. Di converso, un Sindaco con la sua Giunta, devono far quadrare il bilancio; altrimenti arriva la stangata della Corte dei Conti, oltre a far sentire la stragrande maggioranza della gente, dalla parte di chi si chiede: “quale beneficio porta il BAFF a Busto Arsizio?”.

Dentro quel “beneficio” non ci sta solo la curiosità di vedere attrici e attori “di livello” che costano assai alla Comunità, ma ci sta pure il costo dell’intera organizzazione che “succhia” risorse a tutto spiano. Ricavo? hanno detto che il “beneficio” deriva dall’indotto e che a Busto Arsizio, albergatori, ristoranti e negozianti ne hanno avuto riscontro.

Va bene, ma …. il resto? Se il Comune “offre” 100.000 Euro per il BAFF e ne “offre” 30.000 per il JAZZ dove va a “pescare” le risorse, quando ha da far quadrare il bilancio per i “bisogni” dei Cittadini? C’è chi prima del BAFF e degli eventi in JAZZ pensa alle strade rotte, ai boschi luridi, alle case fatiscenti, alle suppellettili nei parchi, rotte e spregevoli, ai loculi del Cimitero da rinnovare a ….. metteteci tutti i problemi che riguardano il decoro della gente normale.

Una volta si diceva che “occorre avere un Sindaco oculato nello spendere e poco spendereccio per certe cose amene“. Oggi si accusa il Sindaco di essere solo e unicamente un “commercialista“. Insomma; quando piove si vuole avere il sole, quando c’è il sole si desidera l’acqua e c’è sempre chi non vuole né acqua né sole, ma vento, nuvole a tutto spiano e magari …neve.

Vero che “nati non foste per viver come bruti“; quindi è indispensabile avere uno “sfogo” Culturale a tutto spiano, ma un conto è “offrire” un contributo a ogni manifestazione che porti prestigio alla città e un altro conto è pretendere che il tutto sia pagato dall’Amministrazione Pubblica, cioè il Comune.

So già che qualcuno avanza subito la domanda: e allora?

Allora si faccia come noi che di manifestazioni di prestigio ne abbiamo una sottomano e che è giunta all’8° Edizione, il nostro Premio Letterario. Noi al Comune di Busto Arsizio abbiamo chiesto il Patrocinio e la Sala Tramogge per la cerimonia di premiazione. Ci sono stati accordati, ma di contributo economico, neanche a parlarne. Siccome distribuiamo Borse dei Studio ai partecipanti e editiamo il libro MILLE e ….UNA STORIA – Raccolta di Racconti, dentro cui ci stanno gli elaborati dei meritevoli – libro che distribuiamo gratuitamente ai 9 Istituti Cittadini delle Scuole Medie Superiori che annoverano oltre 9800 ragazzi, ecco che dobbiamo provvedere a recepire i fondi necessari. E chi ce li offre? Gli sponsor, signori….gli sponsor e il Comune di Busto Arsizio ha il “prestigio” di aver offerto il Patrocinio a una manifestazione culturale che sta diventando Nazionale ….. a costo zero.

Altra iniziativa? L’Edizione di una fiaba distribuita a tutti i bimbi che frequentano la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Elementare e la Scuola Media di Primo Grado, per un totale di quasi 10.000 bambini. Il Comune ci ha offerto il Patrocinio, ha curato la distribuzione nelle rispettive scuole e noi, attraverso gli sponsor abbiamo finanziato un’opera Culturale meritevole per il prestigio dell’Amministrazione comunale e il diffondersi della Cultura. In altri termini, chi vuole manifestazioni di prestigio altisonanti, se li paghi. Il BAFF e gli EVENTI in JAZZ costano parecchio e la Comunità non può sobbarcarsi quegli oneri sapendo che ha ben altri problemi da risolvere. Vero che “non siamo una Bocciofila” ha detto Munari, ma la Bocciofila, signor Munari svolge un’azione popolare che il BAFF non fa. Senza “giocare al Monopoli“, ci sembra giusto pagare la gente con denaro sonante. Il denaro che non deve elargire il Comune, ma chi plaude a iniziative “di nicchia” che interessano ai “palati fini” che potrebbero permetterselo, senza gravare sulla collettività.

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