Sono una Benedizione del Signore
I bambini ci insegnano ad essere leali

A volte i bambini ci stupiscono per la loro intraprendenza. I bambini sono sinceri e fanno nulla per ottenere "qualcosa" per speculazione o per piaggeria. I bambini ci insegnano ad essere leali, a far nulla per convenienza e ad amare con la semplicità del cuore...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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La mia Ginevra (lo dico a lei, ma pure a sua sorella Veronica) è una Benedizione del Signore. Mi telefona in Redazione e dice: “Nonno, posso utilizzare la tua macchina per scrivere?”. Lei sa che io, quella macchina non la cedo a nessuno e nessuno mai l’ha utilizzata, ma Ginevra ha una “potenza nel cuore” che va oltre ogni convinzione. E fa subito “lo so nonno che sei geloso di quella macchina per scrivere. Te l’ha regalata la tua mamma quando sei diventato Giornalista (5 dicembre 1974)… io la maneggerò con cura… posso?”.

E come fai a dirle di no? Oltre alle raccomandazioni ho pregato la mia Pierina di “proteggere” quel suo preziosissimo regalo di 43 anni fa. E che succede? Che la mia Ginevra vuole scrivere a macchina. Che non ha mai visto una macchina per scrivere. Che a furia di scrivere a scuola poesie e temi, vuole fare altrettanto con la macchina per scrivere del nonno. Il risultato lo si può vedere nella foto che apre l’editoriale.

 

Chiaro che ho “tradotto” e messo insieme il lavoro metodico e accurato di Ginevra (terza elementare e 9 anni il prossimo agosto) e ho pure fatto un’aggiunta al pensiero della bambina che, con la “spaziatura” (per ora) non ha molta dimestichezza.

Scrive Ginevra “la luna splende nel cielo con mille e mille stelline. Le stelline sorridono. Il cielo non è più pieno di stelline, perché è mattina e si può andare a giocare con la neve. La neve scende in silenzio, mentre il sole (la bacia)”.

Come si evince dallo scritto, allo scritto di Ginevra ho solo aggiunto “la bacia” per completare il pensiero e ho messo il pensiero iniziale, in calce allo scritto. La bambina (evidentemente) ha avuto problemi con la spaziatura e dopo avere scritto il testo della poesia ha concluso il pensiero scrivendo in alto la frase finale.

 

Ginevra, merita o no un Editoriale? Certo che lo merita: per il coraggio di scrivere un pensiero senza l’aiuto esterno, per aver meditato con logica la sequenza del suo pensiero, per la delicatezza con cui ha voluto cimentarsi con la Poesia e pure per… ringraziare (o ingraziarsi) il nonno per questo estremo atto di fiducia per averle concesso di utilizzare la macchina per scrivere.

A volte i bambini ci stupiscono per la loro intraprendenza. I bambini sono sinceri e fanno nulla per ottenere “qualcosa” per speculazione o per piaggeria. I bambini ci insegnano ad essere leali, a far nulla per convenienza e ad amare con la semplicità del cuore. I bambini non sono noi da piccoli, ma sono persone uniche che crescono con gli insegnamenti. Rispettiamoli dunque!

Ginevra mi ha insegnato come vogliono crescere i bambini: crescere nel rispetto della loro età, nel sapore della verità, nel convincimento che se un bambino non dovesse chiedere, come farebbe un adulto a crescere? Non dobbiamo addossare ai bambini le nostre colpe. Evitiamo – allora – di plagiarli.

 

Non vado oltre. Ho abbracciato la mia Ginevra e l’ho stretta a me con quel candore che lei mi offriva. Ho ringraziato il Signore per questa Benedizione e ho ringraziato pure Veronica (4 anni più grande di Ginevra) per l’esempio che fornisce a sua sorella. Aiutatemi, bimbe, a essere per voi un buon nonno, sempre!

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