"MECENATISMO"
BellimBusto, l’InforNazione e la Cultura

Che il Presidente del BAFF parli dell'importante manifestazione avente carattere Culturale, ci sta bene. Tuttavia, dalle sue dichiarazioni, si evince un "impercettibile" e non voluto errore che ci coinvolge a cui, ovviamente, tentiamo di porre rimedio

Gianluigi Marcora

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Che il Presidente del BAFF, Alessandro Munari parli dell’importante manifestazione (il BAFF appunto) avente carattere Culturale, ci sta bene. Tuttavia, dalle sue dichiarazioni, si evince un “impercettibile” e non voluto errore che ci coinvolge a cui, ovviamente tentiamo di porre rimedio, al fine di chiarire che a Busto Arsizio “le cose” (iniziative culturali) si fanno bene e nella giusta dimensione.

Parla, il Dr. Munari di “mecenatismo” e si riferisce sia alle imprese lungimiranti che dovrebbero investire nel BAFF sia delle Tradizioni a carattere culturale di cui il BAFF fa parte. E tira in ballo “La Baraonda” il cui nome esatto è “Che Baraonda“. Dice Munari che “mi è capitato in mano un vecchio giornale satirico Bustocco “La Baraonda” che aveva grande successo. Legnano aveva cercato di imitarlo senza riuscirci e stava in piedi solo con l’aiuto degli sponsor. Ho ripensato con nostalgia all’interesse che la città aveva a quei tempi per le iniziative culturali“.

Ci permettiamo alcune puntualizzazioni – Dr. Munari – al solo scopo di mettere in luce le peculiarità di tali manifestazioni culturali che ci coinvolgono. Sul nome “Che Baraonda” abbiamo già scritto. Tuttavia facciamo notare che tale rivista culturale veniva venduta in occasione del Carnevale con una tiratura limitata (chi dice 1000 copie, chi 2000) con l’ausilio dei soci dell’ASCOM che facevano pubblicità.

Dal 1992 al 2013 fu la GMC Editore a proporre ai Lettori una rivista con tiratura di 60.000 (sessantamila) copie dal titolo BellimBusto e più avanti, sempre con 60.000 (sessantamila) copie si fece l’InforNazione che venivano distribuite GRATUITAMENTE a tutte le famiglie residenti nei Comuni di Busto Arsizio, Cairate, Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, e Solbiate Olona.

L’intero onere della pubblicazione (mi si permetta….con un certo stile signorile sia d’impaginazione sia di contenuti) veniva assorbito interamente dagli sponsor a cui si prospettava un preciso progetto senza cadere nella retorica e nemmeno nella volgarità. BellimBusto e l’InforNazione (sempre con tiratura di 60.000 copie per edizione non ha “scimiottato” Che Baraonda, ma ha coperto quel “buco” di edizione che ha lasciato libero proprio Che Baraonda).

Dire che il successo di Che Baraonda fosse così grande e che “stava in piedi” per effetto degli sponsor, ci sembra assolutamente riduttivo rispetto allo sforzo editoriale della GMC Editore che si sobbarcava ogni sorta di rischio e puntava le proprie edizioni sui “grandi numeri“. Obiettivo nostro era: “far ridere (e non solo) e far meditare TUTTE le famiglie dei Comuni sopra elencati senza chiedere i soldi alle persone. Convinti pure che non tutti erano in grado di spendere 5000 lire per acquistare la copia della rivista satirica e, per noi valeva il principio che tutti hanno il diritto di ridere e meditare con un’opera culturale che (tra l’altro) annoverava alcuni degli stessi autori che erano rimasti senza lavoro.

Contributi: il Comune di Busto Arsizio, qualcosa ci ha dato. Non certo un importo che potesse coprire i costi. Il peso dell’onere editoriale era sostenuto esclusivamente (o quasi) dagli sponsor che potevano così avere il giusto riscontro visto che si andava in casa di tutte le famiglie.

Il BAFF riceve 57.000 Euro su un preventivo di spesa di 140/150.000 Euro e la valutazione va vista sotto molti punti di vista: il riscontro, il valore culturale, la partecipazione del pubblico, l’indotto.

Non ci mettiamo certo alla pari del BAFF sull’effetto novità, ma se dal 1992 al 2013 abbiamo potuto realizzare un’opera culturale degna di ogni contraddittorio, una ragione specifica ci sarà…o no? E non ci si venga a dire che il valore culturale del BAFF è maggiore di quello realizzato da BellimBusto e l’InforNazione, a quel punto non ci stiamo.

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