LAZZATI INDUSTRIA GRAFICA SRL
Che bello stampare le… emozioni colorate!

Capita a volte di provare una determinata sensazione che interessa, ad esempio, la vista e di avvertirne un’altra che risveglia invece dei ricordi legati ad un particolare suono...

Luciano Landoni

CASORATE SEMPIONE

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Capita a volte di provare una determinata sensazione che interessa, ad esempio, la vista e di avvertirne un’altra che risveglia invece dei ricordi legati ad un particolare suono.

Sinestesia è il termine scientifico che definisce questo singolare fenomeno di commistione/fusione sensoriale.

Per verificarlo direttamente vale la pena visitare la sede di Casorate Sempione della Lazzati Industria Grafica Srl.

Nell’ampia e luminosa hall aziendale è collocato un totem di cartone color arancione sul quale si legge che l’arancione è il colore della scoperta, sulla parete di lato campeggia un grande poster fotografico raffigurante i volti dei dipendenti associati al colore preferito da ciascuno di essi con relativa sintetica spiegazione del perché, all’interno dei reparti produttivi si viene a sapere che il rosso è il colore del cambiamento, mentre nello showroom è collocato un altro totem simile a quello dell’ingresso su cui è spiegato che l’azzurro è il colore della sorpresa.

“Lavorare significa provare delle emozioni: più sono positive, più si combinano fra loro e maggiore è l’ottimismo che ne deriva. Considero l’ottimismo un fattore fondamentale per raggiungere gli obiettivi, compresi quelli più ambiziosi! I colori sono una fonte inesauribile di emozioni e noi lavoriamo a strettissimo contatto proprio con i colori”, sostiene con disarmante semplicità e assoluta naturalezza Roberto Salmini Ceo dell’azienda, che all’età di 55 conserva intatta una carica giovanile fatta di entusiasmo e di amore per il proprio lavoro.

L’ottimismo sinestetico è uno dei fattori di successo della Lazzati Industria Grafica, gli altri sono la grande tradizione storica e una spiccatissima propensione a investire per innovare continuamente il processo produttivo e diversificare la produzione.

“Pensavamo che le nostre origini risalissero al 1819, in pieno Impero Austro Ungarico, in realtà – precisa Roberto Salmini – ricerche più recenti hanno dimostrato che la nascita aziendale è ancora più antica, l’anno della fondazione è infatti il 1802. Sotto l’Impero di Napoleone”.

Radici profonde, anzi, profondissime.

“Esattamente. Inizialmente la società si chiamava Croci Tipografia, alla fine dell’800 ha cambiato la ragione sociale in Lazzati. Mio nonno Eugenio, dapprima socio, diventa titolare unico nel 1952. All’epoca la produzione era prevalentemente indirizzata verso la pubblica amministrazione: si stampavano moduli per gli enti comunali. Successivamente è cominciata la stampa di materiale per le aziende private tipo il Cotonificio Bellora, la casa editrice Hoepli, l’Aermacchi, la Siai Marchetti. Pensi ai manuali tecnici, per intenderci. Col passare del tempo, il settore privato ha accresciuto la sua importanza”.

Un’evoluzione in linea con quella della storia socio-economica del Paese.

“Sì. Nel 1956 è entrato in azienda mio padre Antonio che ha dato il via al processo di modernizzazione e di sviluppo. Mio padre è scomparso nel 2015, adesso è il turno mio e di mia sorella Laura”.

Quando è entrato nell’azienda di famiglia?

“Nel 1982. La trasformazione operativa è iniziata nel 1987 con la produzione di moduli per i computer. Il passaggio da una mentalità ‘artigiana’ ad una ‘industriale’ si è verificato, grosso modo, agli inizi degli anni ’90, più precisamente nel 1994: in occasione della fiera internazionale di Dusseldorf, allorché venne presentata la macchina da stampa digitale Indigo. Fu una vera e propria rivelazione …”

In che senso?

“E’ stato come ‘vedere’ il futuro! Era necessario attrezzarsi per poterlo gestire. L’abbiamo fatto modificando il nostro modo di lavorare. La varietà e la gamma dei nostri prodotti è nettamente aumentata: non solo biglietti da visita e cataloghi, ma anche prodotti di cartotecnica. Nel 2002 abbiamo abbandonato la sede storica di Gallarate e abbiamo aperto quella di Casorate Sempione. Il processo di crescita si è ulteriormente intensificato e adesso fra i nostri clienti ci sono aziende al top nel settore della moda e del design: Giorgio Armani, Missoni, Parah, Luxottica, Erbolario. Siamo passati dai 18 dipendenti del 2002 ai 36 attuali, il fatturato è a sua volta cresciuto”.

Quanto è cresciuto?

“Faccio parlare i numeri: 2 milioni e 100.000 euro nel 2002; 6 milioni di euro nel 2017”.

Nonostante la Grande Crisi?

“Nel 2008 abbiamo acquisito un’azienda specializzata nella stampa commerciale e nel 2014 un’impresa cartotecnica. In questi anni non abbiamo mai smesso di investire. In questo settore non puoi permetterti di … tirare a campare, se lo fai finisci per tirare le cuoia! Dal 2002 ad oggi abbiamo investito mediamente ogni anno il 10/15% del fatturato”.

Se le dico “Industria 4.0” lei cosa mi risponde?

“Che ci credo tantissimo. Già nel 1989 era operativo in azienda un sistema informatico di gestione, prevalentemente dedicato alla preventivazione. Oggi, l’intera gestione è informatizzata. Nello scorso mese di ottobre, aderendo ad un bando regionale, abbiamo massicciamente investito nell’innovazione di processo dotandoci di una stampante digitale 50×70 Hp Indigo 12000: un vero e proprio gioiello della tecnologia digitale. Sto parlando di un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro che comprende anche l’operatività di un nuovo capannone al cui interno si trovano una linea di fustellatura ed una di piega-incolla per la cartotecnica. Quest’anno abbiamo assunto dei giovani e lo faremo nell’immediato futuro. Ci sono tanti giovani che hanno voglia di lavorare. Bisogna dargliene l’opportunità. I giovani hanno idee nuove, la loro è una mentalità più fresca e più moderna della nostra. E’ fondamentale investire in formazione professionale. Collaboriamo attivamente con l’Istituto di Arti Grafiche Padre Monti di Saronno e con l’Enaip di Varese”.

Qual è, in due parole, la “ricetta” del successo?

“Impegno abbinato al coraggio e a un po’ di … pazzia!”

Lazzati Industria Grafica Srl è la 2° tipografia in Italia per “anzianità” (la 1° è un’azienda di Torino) e fra le 150 imprese più “anziane” d’Italia.

“Nel 2015 – sottolinea con legittimo orgoglio Roberto Salmini – abbiamo ricevuto l’Oscar della Stampa, nell’ambito degli Oscar delle Eccellenze Italiane”.

Essere creativi significa tenere sempre accesa quella parte di noi capace di guardare il mondo con occhi nuovi”, si legge su una parete dello showroom dove il Ceo della Lazzati ci ha ricevuto per l’intervista.

“Noi ci crediamo veramente e ogni giorno – conclude Roberto Salmini – ci sforziamo di trasformare le parole in comportamenti concreti!”

Tutta questione di … ottimismo sinestetico.

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