Profilo CBS Srl
Fare bene cose belle… con il carbonio

Oggi CBS compositi avanzati è una realtà industriale che impiega circa 160 dipendenti, fattura in media 20 milioni di euro all’anno e rappresenta un punto di riferimento in Italia e all’estero per quanto concerne la lavorazione del carbonio

Luciano Landoni

MAGNAGO

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Oggi CBS compositi avanzati è una realtà industriale che impiega circa 160 dipendenti, fattura in media 20 milioni di euro all’anno e rappresenta un punto di riferimento in Italia e all’estero per quanto concerne la lavorazione del carbonio.

“Sì, è così. Quest’anno è il 30° di attività produttiva e il nostro impegno, mio e di tutti i miei collaboratori, è sempre al massimo, anzi di più …”, dice tutto d’un fiato Luigi Peroni, classe 1954, nella sala riunioni del quartier generale dell’azienda a Magnago.

Il core business della CBS Srl è la progettazione e la realizzazione di componenti in carbonio per il settore dell’automotive e per quello aeronautico.

“Le proporzioni sono queste: 65% auto e 35% avionica”, precisa Stefano Peroni, 27 anni, figlio di Luigi e project manager nell’azienda di famiglia, subito dopo la laurea in Ingegneria gestionale conseguita alla LIUC-Università Cattaneo.

“Ci tengo a precisare – osserva Luigi Peroni – che con l’indotto offriamo lavoro a circa 200 persone. C’è infatti una stretta collaborazione, che dura da quando ho fondato l’azienda, con la verniciatura del mio caro amico Stefano Mirabile”.

Qual è la caratteristica vincente di CBS, in due parole?

“Siamo bravi nella realizzazione di particolari componenti in carbonio che finiscono negli interni, negli esterni e anche nella struttura vera e propria delle auto di fascia top. Potrei dirle che il nostro è un carbonio estetico che mette insieme bellezza e alte prestazioni. Tenga conto che, per rimanere nel settore automobilistico, noi lavoriamo massicciamente – risponde Luigi Peroni –  per un’azienda che rappresenta la punta di diamante assoluta del made in Italy, sia in pista che su strada”.

Insomma, siete capaci di fare bene cose belle e le fate in gran parte per il “Cavallino rampante”?

Fare bene cose belle: uno slogan che sintetizza efficacemente i nostri trent’anni di storia. Non male, che ne dici papà?”

“Sì, mi piace. Però aggiungerei una cosa importante …”

Quale?

“Noi abbiamo l’orgoglio di fare bene cose belle!”, precisa con immediatezza Luigi Peroni.

Quanto incide la ricerca e sviluppo nella vostra attività industriale?

“Dal 5 al 10% del fatturato. Al nostro interno si è diffusa e consolidata, anno dopo anno, la mentalità appassionata del miglioramento continuo. Un atteggiamento professionale che ci ha permesso di entrare in una nicchia di mercato di elevata qualità: i sedili della business class degli aerei. La media dell’età dei nostri dipendenti è pari a 36 anni. Collaboriamo con il Politecnico di Milano e con quello di Torino. Al nostro interno – sottolinea Luigi Peroni – c’è un pensiero giovane basato sulle conoscenze e sulle competenze”.

“Voglio aggiungere – osserva Stefano Peroni – che tutti quelli che lavorano in CBS sono soddisfatti e fieri di esserci. In diversi casi, c’è la richiesta di un maggior coinvolgimento. Segno evidente di come tutti si sentano investiti e responsabilizzati dalla mission aziendale”.

E’ opportuno precisare che le parole di Luigi e Stefano Peroni sono sostenute e legittimate da un’indagine interna all’azienda denominata Balance Score Card (BSC) che, nell’ambito del controllo di gestione e dei paradigmi produttivi dell’Industria 4.0, si prefigge di coinvolgere l’intera forza lavoro allo scopo di individuare tutte le possibilità di ulteriore miglioramento gestionale.

“La soddisfazione generale all’interno dei reparti produttivi – spiega Stefano Peroni – sfiora il 70%, mentre addirittura il 75% dei nostri dipendenti si dichiara fiero di lavorare in CBS. Negli uffici i risultati sono stati questi: il 94% è fiero di trovarsi in questa azienda e l’81% si sente di consigliare agli esterni un impiego in CBS. Finora abbiamo condotto due indagini, nel 2017 e l’anno scorso, e in entrambi i casi i risultati sono stati estremamente confortanti”.

“Questo non significa – chiosa Luigi Peroni – che non vi siano ulteriori margini di miglioramento, anzi: ci sentiamo fortemente stimolati a fare tutti, nessuno escluso, ancora di più. Dico sempre che non esistono traguardi definitivi, ma basi di partenza ottimali per porsi altri obiettivi di crescita complessiva”.

Tornando alla cosiddetta Industria 4.0, quanto avete investito per rendere più “intelligente” la vostra produzione?

“Circa 1,2 milioni di euro”, replica Luigi Peroni.

 

Stefano, perché sei qui?

“Perché mi piace! La nostra è un’azienda familiare che mio padre ha fondato e ha fatto crescere con una passione infinita. Ho ancora tantissimo da imparare da lui. Senza assolutamente snaturare il DNA aziendale, credo sia importante arricchirlo con l’aggiunta di componenti manageriali: sia nell’organizzazione del lavoro, sia nella gestione del ciclo produttivo. Ho studiato per questo e mi sento privilegiato e orgoglioso di mettere a frutto ciò che ho imparato nell’azienda di famiglia”.

Della serie: la passione di fare bene cose belle è il minimo comun denominatore fra padre e figlio.

 

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