MASSIMA ONORIFICENZA PER IL SENATORE, SETTE VOLTE SINDACO
Benemerenza a Gian Pietro Rossi: “Il suo stile di vita ci accompagna sempre”

Il nome del senatore e sette volte sindaco Gian Pietro Rossi, d’ora in avanti sarà scolpito nel marmo a Palazzo Gilardoni. Il ritratto di Rossi è stato tracciato dal sindaco Emanuele Antonelli e dalle testimonianze di chi lo ha considerato un “maestro di politica”

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Sindaco a 33 anni. Consigliere comunale a 90. A Gian Pietro Rossi non poteva mancare la benemerenza della sua città per la quale ha speso la vita – così il sindaco Emanuele Antonelli ha introdotto il suo discorso per l’assegnazione della massima onorificenza cittadina al sette volte sindaco, Gian Pietro Rossi – Sempre disponibile e sempre pronto, mai avvezzo alla polemica, sempre alla ricerca della verità”.

Uno stile di vita che emerge dai tanti esempi citati dal sindaco: “Nella Repubblica Italiana era una delle dieci persone più influenti ma mai ebbe un atteggiamento fuori posto, mai un capriccio, era sempre a servizio di tutti. Come quella volta che avrebbe potuto coronare la sua carriera con la nomina a Ministro che non accettò, perché, come disse lui, non se la sentiva di diventare Ministro del Tesoro e indicò un giovane della Democrazia Cristiana, Giovanni Goria che divenne addirittura Primo Ministro.

L’estate scorsa avevo già deciso di chiedere la benemerenza per il senatore ma purtroppo il destino non mi ha concesso di vivere vicino a lui questo momento che celebriamo oggi. Non è una benemerenza alla memoria, la sua testimonianza e il suo stile di vita ci accompagnano sempre”.

Prima di svelare il nome del senatore nella lapide che riporta i cittadini benemeriti di Busto Arsizio, il senatore Rossi è stato ricordato da chi lo ha considerato un maestro, come Eugenio Vignati: “Con lui non solo ho mosso i primi passi in politica ma ho imparato uno stile di vita”. In rappresentanza del terzo settore, Franco Mazzucchelli sottolinea: “E’ stato il sindaco dei deboli, degli ultimi, promotore dei diritti per i ragazzi disabili”. Laura Bignami ricorda: “Divenni senatrice quasi per caso e Rossi capì subito che avevo bisogno del suo supporto, è il primo vero padre politico che ho incontrato”. Anche il prevosto, monsignor Severino Pagani ha ricevuto testimonianze e confidenze da parte da parte del senatore Rossi, “le più più profonde e più belle rimarranno nel segreto delle coscienze”: “È stata una personalità straordinaria. Maestro di storia politica e testimone della dottrina della chiesa”.

Prima della consegna dell’attestato di benemerenza, i due figli di Rossi, Giuseppe e Augusto che hanno voluto ricordare alcuni insegnamenti del padre: “Da lui abbiamo appreso il significato di libertà e democrazia, l’importanza dell’associazionismo che nostro padre riteneva fosse il cuore della città. Era un uomo che sapeva parlare ai ministri come agli ultimi, con lo stesso rispetto”. I due figli hanno anche ricordato il difficile periodo che ha visto Rossi implicato in vicende giudiziarie: “Sono stati tredici anni difficili durante i quali però non abbiamo mai sentito nostro padre dire una parola d’odio nei confronti di chi lo ha trascinato nel fango, per poi uscirne più forte ed innocente di prima”.

In occasione della consegna della benemerenza a Rossi, a Palazzo Gilardoni è stata aggiornata anche la galleria con le fotografie dei sindaci che si sono succeduti a Busto, dal 1850 in poi. Il primo fu Carlo Tosi, Emanuele Antonelli è il numero 37.

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