ALLA CHIESA DEI FRATI BUSTO HA TRIBUTATO L'ULTIMO SALUTO
Benvenuto Matteo! Ciao Gio, ora potrai fotografare il cielo

Una bellissima notizia: la nascita di Matteo Murace, figlio del nostro giornalista Alessio; ed una bruttissima: la scomparsa di Giovanni Garavaglia, salito al cielo a fotagrafare le nuvole

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Una bellissima notizia: la nascita alle ore 4.15 di domenica di Matteo Murace, figlio del nostro validissimo giornalista Alessio (e della moglie Emanuela).

Ed una bruttissima: la scomparsa, nella notte fra il 22 e 23 dicembre, di Giovanni Garavaglia, che da noi era di casa, non solo come fotografo, eccellente e sempre disponibile, ma soprattutto come amico.

Il Natale dell’[email protected] passerà insomma così, a metà fra la grande gioia per un nuovo arrivato nella nostra famiglia, e l’immenso dispiacere per una dipartita rimpianta da tutti, mondo dello sport in primis (la Pro Patria ha subito emesso un comunicato di cordoglio, seguita a ruota da Sport Management, Antoniana e altre società sportive a cui Gio aveva regalato scatti indimenticabili).

I funerali di Giovanni, che ora potrà davvero fotografare da vicino il cielo, si sono svolti la vigilia di Natale, in una Chiesa dei Frati di Busto Arsizio, gremita “come se fosse la messa di Natale o della domenica delle palme“.

Parenti, amici, politici (il Sindaco di Busto ha voluto ricordare la presenza costante di Gio: “in tutte le manifestazioni cittadine, dal consiglio Comunale agli eventi, lui c’era sempre“), giornalisti, sportivi, rappresentanti delle associazioni, tantissimi tifosi della Pro Patria (con in prima fila la presidentessa Patrizia Testa) hanno voluto tributare l’ultimo saluto a Gio, il cui stile, garbato e rispettoso anche nell’usare l’obiettivo, è stato “un dono di Dio, degno di una persona buona. E le persone buone non si dimenticano mai”.

Con la dipartita di Giovanni (la sua sigla GioGara ha davvero accompagnato tutti gli eventi di Busto, a cominciare dal Baff) se ne va un uomo di poche parole, ma dal grande cuore che fino all’ultimo ha lottato a testa alta contro la malattia, senza mai piangersi addosso, senza mai mancare ad una partita della Pro, sotto la pioggia o sotto il freddo.

Giovanni ci ha lasciato un grande esempio di vita (e proprio per celebrare questo suo grande insegnamento abbiamo voluto ricordarlo così, mentre festeggiava il suo 62esimo compleanno con la moglie Laura – confortata in Chiesa dai suoi piccoli alunni – e i figli Carlotta e Martino), quella vita che Matteo potrà ora iniziare a percorrere.

Copyright @2018

NELLA STESSA CATEGORIA