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Bernardino Orlando: vivere e raccontare la propria disabilità

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Chi scrive é testimone del tempo che sta vivendo e condivide con i suoi lettori ricordi, emozioni, avventure, sensazioni che lo vedono protagonista e di cui desidera che non si perda memoria.

È quanto ha fatto Bernardino Orlando, classe 1959, nel suo libro “Una vita da non dimenticare” , pubblicato per i tipi di TraccePerLaMeta Edizioni, 2016.

L’Autore, raccontandosi fin dalla tenera etá, descrivendosi come un bimbo vivacissimo e sempre allegro, è nato a Bernalda (MT). Ma è cresciuto, ha vissuto e ha abitato e respirato l’aria dei luoghi intorno a Busto Arsizio, senza perdere i legami con i parenti più lontani, membro di una famiglia composta da persone normali che si volevano e si vogliono bene, che conservano affetti e legami, che lo hanno supportato come meglio hanno potuto nel suo cammino verso la meta del diventare uomo, marito, padre di famiglia, nonno, lavoratore assiduo, amico generoso e soprattutto persona onesta che ha saputo amare ed essere amato e stimato da tutti coloro che lo hanno conosciuto e lo conoscono.

Bernardino Orlando é un buono, come si dice comunemente, ma é anche una persona dalla tempra forte che in questi ultimi anni affronta con coraggio da lottatore insieme alla moglie, alle figlie e ai familiari tutti una malattia progressiva e terribile, la SLA, che gli ha tolto nel tempo l’autonomia, ma non la voglia e la forza di vivere.

Abbiamo pubblicato il suo diario di vita nell’intento di dare a tutti coloro che affrontano il cammino doloroso e tortuoso di una male progressivo e gravemente invalidante, il sostegno morale, il conforto di non essere soli, di poter pensare che la dignità di persona non è mai persa quando c’è nel cuore la consapevolezza che lo stesso esistere è un’opportunità unica per chi sa recepirla come tale.

Bernardino Orlando in questa sua biografia/testimonianza dice che la sua vita potrebbe sembrare un fiasco a vederla solo dal punto di vista del crollo della salute e delle capacità fisiche, ma nella sua realtà personale di uomo che si definisce “credente nella religione e nel prossimo”, egli ha la certezza che l’aver corso sempre, l’essere sempre stato disponibile nel fare il suo lavoro, bene e sollecitamente, andando incontro a tutti coloro che nel tempo hanno avuto bisogno di lui, lo ripaga di uguale moneta; per questo motivo non si sente solo e per quanto dura possa essere la sua vita, chi lo assiste, a partire dalla moglie e dalle figlie, per finire anche alle persone dell’ASL che lo curano, tutti, gli danno il conforto e la certezza che la vita è una cosa cara e meravigliosa.

Ilaria Celestini, critico letterario, poetessa e scrittrice, direttore editoriale di TraccePerLaMeta, nella sua prefazione parla in modo commosso e rispettoso di Orlando e di come le pagine della sua opera siano esempio della vera nobiltà del cuore. “Commuove l’anima e davvero qui il critico letterario sente il bisogno di inchinarsi davanti al racconto della fame, della fatica, del lavoro, delle prove che incessantemente hanno martoriato e forgiato l’anima di un uomo che, anche in mezzo ad ogni tipo di dolore, ha saputo mantenere la capacità di uno sguardo buono. Dino avrebbe avuto non uno, ma mille motivi per recriminare e maledire il destino, la sorte, la vita; invece benedice… Non si è lasciato abbruttire dalla vita; in psicologia la capacità di reagire costruttivamente alle avversità è definita resilienza: in questo senso egli è realmente un “campione della resilienza”…. La lettura di questo libro offre molti spunti di riflessione, anche sul piano sociologico: come eravamo negli anni 70 e 80? Dino ce lo ricorda con ironia, grazia e vivacità: è il tempo delle compagnie di amici, delle tavolate di parenti, degli scambi di auguri, della schiettezza di un bicchiere di vino e di un pasto consumato in semplicità e allegria”.

Dino Orlando scrive con il puntatore ottico un libro che è un inno alla vita e alla sua bellezza, ringraziando Tutto e tutti. Allora, come scrive Ilaria Celestni, “… tutti noi che crediamo nei valori dell’Uomo e della sua Dignità, nel nome di quel Dio che, come giustamente Dino ci ricorda, è con noi e non ci abbandona, siamo certi che la vita vera, già su questa Terra, prima ancora che nei cieli, è fatta di amore, di piccoli gesti di premura e tenerezza condivisi, di stupore e gratitudine; non di odio, di ambizione e di livore. …E come credenti, come lettori, e soprattutto come uomini, diciamo grazie a Dino per il dono di questa sua testimonianza, e ci stringiamo commossi in un abbraccio, per tutto quello che ci ricorda e che ci insegna”.

Bernardino Orlando
“Una vita da non dimenticare”
TraccePerLaMeta Edizioni, 2016

Anna Maria Folchini Stabile
Paola Surano

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