PASSO FALSO SCONGIURATO, EFREM “SALVA” ANTONELLI
Bilancio approvato col brivido. Decisivo il voto di Busto Grande

La maggioranza tira un sospiro di sollievo grazie alla lista civica. Tensione nel finale tra il presidente Mariani e la leghista Reguzzoni

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Giovedì sera il consiglio comunale ha approvato il bilancio consuntivo del 2017. Con il brivido.
Il via libera al rendiconto finanziario è infatti rimasto in bilico fino alla fine. Colpa dei numeri risicati del centrodestra che, a causa di qualche defezione, ha avuto bisogno del voto di Busto Grande (che formalmente ha lasciato la maggioranza) per evitare il clamoroso passa falso.
Così, mentre il sindaco Emanuele Antonelli e i suoi assessori snocciolavano numeri e interventi, l’attenzione era tutta sull’esponente di Busto Grande Paolo Efrem (nella foto), alla sua seconda presenza in assise dopo le dimissioni di Matteo Tosi. E nei corridoi di Palazzo Gilardoni non è mancato un lungo confronto tra il neo consigliere e il suo predecessore, sempre in contatto telefonico con altri rappresentanti della lista.
Il tutto sotto gli occhi interessati di qualche esponente della maggioranza, mentre all’interno dell’aula l’opposizione preparava lo sgambetto, forte delle assenze del leghista Ivo Azzimonti e di Diego Cornacchia e Mariangela Buttiglieri del gruppo misto.

Tentativo fallito: alla fine, infatti, al contrario dell’intera opposizione (Pd, 5 Stelle e Busto al Centro), Efrem ha deciso di partecipare al voto e la fatidica quota tredici – il minimo affinché la votazione fosse valida – è stata raggiunta.
Così, se all’esordio in sala esagonale l’astensione (peraltro ininfluente) su un debito fuori bilancio aveva fatto infuriare il sindaco, stavolta Antonelli può tirare un sospiro di sollievo proprio grazie all’esponente di Busto Grande.

“Un gesto di responsabilità nei confronti dei cittadini”: così Efrem ha motivato il voto al termine del consiglio. “Non volevamo creare una situazione di impasse, considerando i tanti progetti in cantiere. Basta il nome del nostro gruppo per capire che teniamo davvero alla città. Stasera, però, si è visto quanto la maggioranza possa essere fragile e che noi siamo l’ago della bilancia”. Un passo verso un riavvicinamento ai banchi della maggioranza? “Penso di sì, ma si vedrà. Emanuele sa che cosa fare…”.

Il centrodestra, quindi, può sorridere dopo alcune ore di tensione, sfogata subito dopo il voto. Il presidente del consiglio Valerio Mariani (esponente del Partito Democratico) ha infatti sottolineato come troppe volte la maggioranza approvi i provvedimenti “per il rotto della cuffia”, chiedendo più responsabilità. Immediata la replica della leghista Paola Reguzzoni: “Inopportuno sia il commento sia il fatto che il presidente, che dovrebbe essere super partes, non abbia partecipato al voto”. “Io sono stato eletto e rimango un consigliere comunale come il sindaco”, ha ribattuto Mariani. Ma proprio Antonelli, per una volta, ha dato ragione a Reguzzoni (“Certi commenti è meglio non farli. Chi l’ha preceduta è sempre stato sopra le parti”), per poi battibeccare col dem Massimo Brugnone, intervenuto a sostegno del collega di partito.

In questo clima di tensione, Claudia Cerini del Movimento 5 Stelle, uscendo dall’aula faceva notare come “a questo punto tanto vale che Busto Grande torni a sedersi dall’altra parte. Dicono di essere usciti dalla maggioranza, ma alla fine hanno votato a favore di un bilancio consuntivo di cui si prendono la responsabilità”.

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