Il giorno del futuro: la consegna delle lauree alla LIUC-Università Cattaneo
“Bisogna farsi carico del futuro che si vorrebbe”

Protagonisti assoluti del “Giorno del Futuro” sono stati i 702 laureati dell’anno accademico 2017/18

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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CASTELLANZA – L’intervento di Federico Visconti, rettore della LIUC-Università Cattaneo, in occasione della giornata del futuro-laureati in festa, è stato ancora una volta unconventional.

Se negli scorsi anni le fonti a cui aveva attinto Visconti erano stati i testi di cantautori famosi (Gabbani, Ligabue, Bennato), quest’anno l’ispirazione l’ha tratta dalle favole di Collodi (Pinocchio), di Andersen (I vestiti nuovi dell’imperatore), dei fratelli Grimm (Il pifferaio magico), di Charles Perrault (Pollicino) e dai romanzi di Mark Twain, Isaac Asimov e Oscar Wilde.

Insomma, se è vero che la vita di tutti noi può essere una favola vera (dipende da come è vissuta) e ancora più vero che il futuro di ciascun individuo dipende dalla sua capacità (sostenuta da studio, impegno, conoscenza, competenza, lavoro e passione) di non farsi ingannare dagli imbonitori cialtroni e dalla sua volontà (ai limiti della temerarietà) di catturare “il vento nelle proprie vele”.

“Esplorate, sognate, scoprite”, ha scandito con forza il rettore della LIUC.

“Per mastro Ciliegia – ha aggiunto Federico Visconti – un pezzo di legno non è che un pezzo di legno, buono al massimo per fare una gamba di tavolino: ha un orizzonte ristretto. Geppetto ha un orizzonte sconfinato: nientemeno che un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare salti mortali”.

La morale è di una chiarezza abbagliante: solo chi si pone traguardi ai limiti del possibile è probabile che li raggiunga e addirittura li superi (proprio come ha fatto Pollicino).

Il futuro, in altre parole, non si prevede soltanto, si costruisce e si conquista con tanta immaginazione e altrettanto coraggio.

Solo così sarà possibile sconfiggere, soprattutto in Italia, “il PdR. Il partito del rinvio”.

Un impegno costante e appassionato è il mezzo più sicuro mediante il quale sconfiggere “il lupo”.

La curiosità, il coraggio, la libertà di pensiero e l’onestà intellettuale sono gli strumenti più sicuri ed efficaci attraverso cui smascherare, senza subirne l’inganno tanto subdolo quanto ammaliatore, l’imbonitore di turno (tipo il pifferaio magico dei fratelli Grimm).

“Nel bel mezzo delle lusinghe (false e opportuniste) del popolo, si solleva la voce innocente di un bambino che esclama: ma il re è nudo! Non ha niente addosso! Abbiamo urgente bisogno – ha sottolineato Federico Visconti – di persone che denuncino le falsità, che non si facciano condizionare dai giochi di potere, che sappiano osservare la realtà con spirito critico”.

Protagonisti assoluti del “Giorno del Futuro” sono stati i 702 laureati dell’anno accademico 2017/18: 511 in Economia aziendale, 149 in Ingegneria gestionale e  42 in Giurisprudenza; con loro, anche 10 dottori di ricerca.

“Preparare i giovani a saper leggere la realtà e progettare il futuro è l’obiettivo della LIUC. La formazione – ha affermato il neo-presidente dell’Ateneo, Riccardo Comerio – è una cosa seria. Servono persone con competenze solide e una professionalità coerente con le esigenze del mondo del lavoro”.

La LIUC-Università Cattaneo è stata fondata 28 anni fa dagli imprenditori del territorio con uno scopo estremamente chiaro: “creare un percorso universitario che generasse competenze e professionalità a stretto contatto con le imprese”.

L’obiettivo è stato raggiunto?

Comerio ha risposto citando l’ultima classifica stilata da Almalaurea (Consorzio che raggruppa 75 Università italiane): “a un anno dalla laurea magistrale, l’85,3% dei nostri dottori in Economia e il 93,4% degli ingegneri gestionali risulta occupato. L’84,4% dei nostri studenti – ha specificato il presidente della LIUC – conclude il percorso nei tempi canonici; il 74,3% ha effettuato uno stage durante gli studi. E, alla prima occupazione, lo stipendio netto mensile è superiore a quello di altri laureati. Ma è soprattutto – ha osservato Riccardo Comerio – la capacità di trovare lavoro in settori diversi, fornita dalla LIUC, a certificare una storia di successo che vogliamo mantenere”.

Cosa ne pensano i diretti interessati, ossia gli studenti?

L’abbiamo chiesto a due di loro: Mirco Stanghellini, 25 anni, laurea magistrale in Economia aziendale, con la ferma volontà di occuparsi di consulenza strategica.

“Lavoro alla Accenture Strategy e sono molto soddisfatto. Voglio acquisire competenze nuove aggiornandomi costantemente, giorno dopo giorno. Non è vero che in Italia non c’è più futuro per noi giovani. Ci sono tante opportunità. Bisogna saperle cogliere. La LIUC è un ambiente ricchissimo di opportunità”.

“Ho sempre desiderato occuparmi di marketing, in particolare all’interno del mondo della cosmetica – gli fa eco Michela Stefanelli, 24 anni, laureata in Economia aziendale (specializzazione marketing) – e da qualche mese sono stata assunta a tempo indeterminato alla L’Oréal. Un ambiente di lavoro estremamente stimolante che è fatto apposta per far crescere le persone. Io lavoro da quando avevo 16 anni. L’importante è darsi da fare. Ho una passione dentro di me è sono assolutamente determinata ad assecondarla fino in fondo”.

Due giovani fermamente intenzionati a conquistare il loro futuro.

Perfettamente in sintonia con le considerazioni finali di Riccardo Comerio rivolte direttamente ai 702 laureati.

“Voi siete il capitale umano che fa la differenza. Alla società servono persone preparate, idee, la voglia di fare fatica (sempre) per migliorare le cose. Non ci sono scorciatoie. Pensare al futuro non significa soltanto sognarlo, è indispensabile – ha detto il presidente della LIUC –  farsi trovare pronti. Assumersi responsabilità. Essere capaci di agire. Alle idee devono seguire fatti tesi al bene comune di un sistema Italia inserito nel contesto europeo. Bisogna, in sostanza, farsi carico del futuro che si vorrebbe. Siete voi la sfida per lo sviluppo del Paese. Una grande, bella, sfida. Del resto, come diceva Carlo Cattaneo: Non v’è lavoro, non v’è capitale, che non cominci con un atto d’intelligenza”.

Novità di quest’anno, l’intervento della rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione, Silvia Cappai: “Questo giorno si sposa perfettamente con i valori promossi dalla LIUC, che non è un ambiente incentrato sulla competizione ma ha l’obiettivo di farci sviluppare skills quali il team building, in prospettiva di un futuro impiego”.

Altra novità, un momento dedicato all’Associazione dei Laureati, LIUC Alumni, con l’intervento della presidente Marinella Latteri, che ha ricordato i principali fronti su cui è attiva l’associazione: la creazione di un network fra i laureati, la promozione di eventi, il percorso di mentorship e l’assegnazione di borse di studio.

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Carlo Noè, direttore della Scuola di Ingegneria industriale, che a breve terminerà il suo mandato.

A margine del conferimento delle lauree e dei dottorati di ricerca – accanto al rettore, Rodolfo Helg (direttore Scuola di Economia e management), Alberto Malatesta (direttore Scuola di Diritto) e Carlo Noé (direttore  Scuola di Ingegneria industriale) -, abbiamo posto a Federico Visconti questa domanda: in presenza di una sostanziale recessione economica e di una conclamata recessione demografica c’è ancora un futuro per l’Italia?

“Per l’Italia no! Per gli italiani sì! Cito Montanelli per rimarcare la nostra grande capacità di adattamento. Cosa si può fare per sconfiggere la doppia recessione? Per cercare di rispondere, mi rifaccio alla mission della LIUC: partire dalle esigenze dei giovani e contrastare così – specifica Federico Visconti – la resistenza al cambiamento. La cambiale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, è ormai arrivata all’incasso: se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. C’è bisogno di un cambiamento vero e non fasullo. Come ho detto: occorre diffidare dei pifferai magici”.

Fra i numerosi ospiti, il sindaco di Castellanza Mirella Cerini, il sindaco di Busto Arsizio e presidente della Provincia Emanuele Antonelli, il vice presidente di Confindustria Giovanni Brugnoli, il presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese Roberto Grassi, il vice presidente dell’UNIVA Mauro Vitiello, il presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi, il presidente di Confindustria Alto Milanese Giuseppe Scarpa e il past president della LIUC Michele Graglia.

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