Intervista all’imprenditore Agostino Molina
“Abbiamo bisogno di tecno-umanisti per conquistare il futuro”

Un’attività industriale che ha preso il via nella prima decade del secolo scorso, un’evoluzione tecnologica continua, una forte presenza sui mercati internazionali, un’attenzione assoluta alle problematiche ambientali con l’aggiunta di una decisa propensione verso la cosiddetta economia circolare

Luciano Landoni

CAIRATE

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Un’attività industriale (lavorazione piume d’oca e materiali per imbottiture, tessuti per arredamento e manufatti per il letto) che ha preso il via nella prima decade del secolo scorso, un’evoluzione tecnologica continua, una forte presenza sui mercati internazionali (stabilimenti a Taiwan e a Nanchang), un’attenzione assoluta alle problematiche ambientali con l’aggiunta di una decisa propensione verso la cosiddetta economia circolare: tutto questo e qualcosa di più è la A. Molina & C. Spa di Cairate.

“La tradizione, per noi, è sempre stata la base di partenza per progettare il futuro”, dice Agostino Molina, classe 1952, imprenditore di 4° generazione, presidente dell’azienda industriale.

Un fatturato che quest’anno sarà di 28 milioni di euro, 80 dipendenti occupati in Italia e 40 all’estero, un’export che incide per circa il 30% sul fatturato complessivo e investimenti in innovazione di prodotto e processo che nell’ultimo biennio hanno raggiunto il milione di euro.

Presidente, considerato il fatto che l’economia reale è sostanzialmente ferma, cosa si aspetta nell’ultimo quadrimestre 2019?

“E’ da qualche mese che il nostro sistema economico ha rallentato, fino quasi a bloccarsi del tutto. Il problema è che questa condizione non è solo nostra: si è estesa anche alla prima economia europea, vale a dire la Germania. Un mercato estremamente importante per tante aziende italiane, compresa la Molina. Le fiere internazionali a cui abbiamo partecipato nel primo semestre di quest’anno, prima a Francoforte, poi a Monaco e a Colonia, ce l’hanno fatto capire chiaramente. Calo della domanda e diminuzione degli investimenti: un binomio tutt’altro che positivo. Se poi ci aggiungiamo la cosiddetta guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina …”.

In Italia c’è stata anche una crisi di governo; a questo proposito, cosa ne pensa del Conte bis?

“E’ difficile immaginare che il nuovo governo riuscirà ad invertire la tendenza recessiva che, come ho detto, ha cominciato a manifestarsi già da qualche mese. Il quadro interno è complicato e quello internazionale lo è altrettanto, se non di più. I cinesi hanno già svalutato due volte la loro moneta e, cosa impensabile fino a qualche tempo fa, hanno dato la possibilità persino alle piccole e medie imprese di aprire lettere di credito in renminbi (la moneta nazionale cinese, ndr). Questo dà l’idea dell’esigenza assoluta da parte della Cina di vendere, anche per tenere sotto controllo le proteste sociali che sono scoppiate a Hong Kong e che potrebbero estendersi a macchia d’olio”.

Torniamo al Conte bis …

“Mah, cosa vuole che le dica. La prima cosa che mi è balzata agli occhi è l’assenza nella compagine di governo di tecnici di grande levatura, nonché la mancanza di soggetti dotati di una consistente esperienza nella gestione di problemi complessi. Adesso ci vogliono i fatti, solo i fatti. Sono anni che ci viene detto che è necessario intervenire sul cosiddetto cuneo fiscale. Non basta continuare a dirlo, bisogna farlo veramente e farlo … prima di subito! E’ necessario mettere più  soldi nelle buste paga riducendo le tasse. Solo così sarà possibile rilanciare la domanda interna e quindi rivitalizzare l’intero sistema economico”.

Supponendo che il premier Giuseppe Conte le chiedesse un consiglio, lei cosa gli direbbe?

“Di prendere in mano il dossier formazione e utilizzare questa leva strategica per offrire opportunità concrete ai giovani che sono i protagonisti del futuro. Basta guardare quello che succede all’estero: in Francia, in Germania una parte importante dei programmi scolastici prevede l’obbligo del tirocinio professionale all’interno delle aziende e questa esperienza assume una rilevanza assolutamente significativa, non viene sprecata facendo fotocopie o sistemando gli archivi”.

Agostino Molina ha sempre avuto a cuore l’inserimento occupazionale dei giovani nel mondo della produzione; tanto è vero che sin dalla prima edizione (2010) del premio letterario Mille e … Una STORIA, organizzato dalla GMC Editore di Busto Arsizio, e nato con lo scopo di gettare un ponte ideale fra il mondo della scuola e quello delle imprese, si è speso in prima persona per sensibilizzare i colleghi imprenditori in merito a quella che considera una vera e propria “missione strategica attraverso cui conquistare il futuro e non semplicemente prevederlo”.

“Sì, è vero. Quest’anno ricorre la decima edizione di Mille e … Una STORIA e ritengo – sottolinea – che un simile traguardo debba servire per ribadire quanto sia importante tenere aperte le porte delle nostre aziende ai giovani. Saper comunicare, saper scrivere sviluppa l’intelligenza e la curiosità, E’ per questo motivo che ho sempre sostenuto con entusiasmo questo progetto culturale. L’ho sempre visto e lo vedo come una formidabile base di partenza per individuare e sviluppare le migliori attitudini che ciascun giovane possiede e che sono indispensabili per il futuro sviluppo del nostro sistema Paese”.

Vale a dire, entrando nello specifico?

“Le imprese industriali hanno un gran bisogno di tecnici. Queste figure professionali, però, devono saper comunicare, devono mantenere viva la voglia di cercare e individuare nuove soluzioni. Tutte caratteristiche che vanno oltre la mera dimensione tecnicistica. Ecco perché sono convinto sia utile istituire una sorta di laurea breve anche per i periti. La commistione tecnico-umanistica, a mio parere, è una caratteristica vincente dal punto di vista professionale. Un’altra cosa che chiederei a Giuseppe Conte è la realizzazione di un portale delle professionalità al quale poter accedere digitalmente con immediatezza e semplicità, bypassando la solita palude burocratica. Sarebbe un servizio di grande importanza”.

Quale sarà il futuro della A.Molina & C. Spa?

“Continuare ad investire sulla sostenibilità ambientale che è il pilastro principale della cosiddetta economia circolare. Riciclare, riciclare e ancora … riciclare! La piuma, vale a dire la nostra materia prima per eccellenza, è un prodotto riciclabile, sostenibile, biodegradabile. Stiamo investendo massicciamente, anche dal punto di vista tecnologico, per elevare sempre di più la qualità del prodotto di recupero/riciclo. Ancora una volta la riscoperta delle tradizioni passate si rivela fondamentale, naturalmente con l’adeguato aggiornamento tecnologico”.

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