L’ESASPERAZIONE DEI RESIDENTI DI VIA MIANI
Bivacchi e degrado davanti all’oratorio. Tra urla e bottiglie spaccate

Urla, bottiglie spaccate, muri imbrattati di urina. Il tutto, per giunta, davanti all’oratorio San Luigi, frequentato in questi giorni da centinaia di bambini

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Urla, bottiglie spaccate, muri imbrattati di urina. Il tutto, per giunta, davanti all’oratorio San Luigi, frequentato in questi giorni da centinaia di bambini.
Siamo in via Miani, a due passi dal Comune di Busto Arsizio. In una zona ai confini del centro cittadino alle prese ormai da tempo con situazioni di degrado.

A febbraio la preoccupazione dei residenti, spaventati per i problemi di ordine pubblico e rassegnati a non riuscire a vendere o affittare appartamenti e locali in quest’area, era stata portata in Consiglio comunale. E nemmeno venti giorni fa la Polizia locale ha identificato alcune persone per schiamazzi e ubriachezza molesta.

Il caso, insomma, è ben noto, eppure una soluzione sembra lontana. E con la bella stagione e l’apertura dell’oratorio estivo, il problema si è fatto ancora più grave. I bivacchi, infatti, iniziano nel primo pomeriggio e proseguono fino a tarda sera. All’esasperazione dei residenti, che non possono nemmeno parcheggiare l’auto in garage in totale tranquillità o riposare senza essere disturbati dalla musica ad alto volume, si aggiunge la preoccupazione dei genitori dei bambini che frequentano l’oratorio San Luigi. Spesso, infatti, gruppi di giovani o meno giovani si ritrovano a gozzovigliare praticamente davanti alla struttura che ospita decine e decine di ragazzini.

Nei giorni scorsi un’anziana cittadina ha ripreso un gruppo composto da una decina di ragazzi che stazionava davanti all’oratorio tra birre, urla e spintoni. Il loro passaggio (ovviamente sono solo alcuni dei tanti “frequentatori” della zona) è come sempre testimoniato dalle numerose bottiglie – intatte o meno – acquistate nelle vicinanze e abbandonate sul marciapiede e per strada. A cui spesso si aggiungono anche muri imbrattati con deiezioni.
Insomma, residenti, genitori ed educatori continuano a essere preoccupati: non vogliono sollevare una polemica fine a se stessa ma trovare, finalmente, una soluzione.

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