Fenomeno del “boom” sonico. Conferma ufficiale dalla Prefettura
Boati in pieno giorno. Caccia militari infrangono il muro del suono

Due boati improvvisi hanno inevitabilmente colpito l’attenzione di chi si trovava per strada, a casa o al lavoro. Uno, il secondo in particolare, è stato avvertito distintamente in tutta la provincia di Varese e nell’hinterland milanese

Foto scattata poco dopo il passaggio dei Jet a Pogliano Milanese

Busto Arsizio

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Boati improvvisi in pieno giorno. Intorno alle 11.15 di giovedì 22 marzo, due boati simili ad “esplosioni” hanno inevitabilmente colpito l’attenzione di chi si trovava per strada, a casa o al lavoro. Un rimbombo, il secondo in particolare, è stato avvertito distintamente in tutta la provincia di Varese e nell’hinterland milanese. Due boati improvvisi che hanno fatto tremare a distanza di pochi secondi le finestre di case e uffici. Le segnalazioni sono arrivate da tutta la provincia, tanto da intasare i centralini del 118 e delle forze dell’ordine.

La causa, confermata ufficialmente dalla Prefettura, è che si è trattato di due aerei (caccia militari) che hanno infranto il muro del suono nella zona sopra Malpensa. I due caccia intercettori F-2000 Eurofighter della forza armata nazionale sono decollati dall’aeroporto militare di Treviso-Istrana per intercettare un velivolo inizialmente non identificato e non autorizzato che aveva “invaso” lo spazio aereo italiano.

Il boom sonico. Si parla di “muro del suono” perché la resistenza dell’aria aumenta sempre di più con l’aumentare della velocità dell’aereo, e diventa elevatissima (quasi una barriera fisica) quando la velocità si approssima a 1200 km/h al livello del mare, 1050 km/h a 1.100 metri di quota: in quel momento le molecole d’aria non fanno più in tempo a spostarsi per lasciare spazio all’aereo e vengono urtate, provocando il famoso “boom” sonico.

La perdita di contatto. Come scoperto successivamente si trattava di un Boeing 777 della AirFrance decollato nella notte dall’isola di Reunion e diretto a Parigi Orly. Probabilmente per un disguido l’equipaggio del Boeing non è riuscito a mettersi in contatto con le autorità di controllo italiane. Questo ha fatto scattare la procedura di sicurezza che in gergo tecnico si chiama “Scrambler”: i due jet militari si sono levati in volo da Istrana tentando di intercettare il Boeing. Per questo hanno raggiunto la massima velocità abbattendo la barriera del suono poco sopra l’aeroporto di Malpensa. Il velivolo è stato raggiunto quando ormai era sulla Valle d’Aosta e ha proseguito regolarmente il volo verso la Francia, atterrando a Parigi Orly con un’ora di ritardo. I due Eurofighter, invece, sono subito rientrati alla base. Di sicuro, la loro “missione” non è passata inosservata ed ha provocato anche un certo allarme nella popolazione.

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