Carcere di Busto
Botta e risposta tra Garante e Direttore. Il Pd chiede l’audizione di entrambi in Commissione

Botta e risposta tra il Garante dei Detenuti, Matteo Tosi, ed il direttore del carcere, Orazio Sorrentini. Il partito democratico, per conto dei suoi consiglieri comunali vuole vederci chiaro e soprattutto capire i motivi che stanno alla base del “richiamo” lanciato dal Garante Tosi

BUSTO ARSIZIO

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Botta e risposta tra il Garante dei Detenuti, Matteo Tosi, ed il direttore del carcere di Busto Arsizio, Orazio Sorrentini. Il Partito Democratico, per conto dei suoi consiglieri comunali (Massimo Brugnone, Cinzia Berutti, Valerio Mariani e Valentina Verga) vuole vederci chiaro e soprattutto capire i motivi che stanno alla base del “richiamo” lanciato dal Garante Tosi.

“Per chi segue le notizie locali sentire nominare il carcere di Busto non è poco frequente. Ogni tanto se ne sente parlare anche a livello nazionale. Dalla passata condanna della Corte europea dei diritti umani, passando per recenti episodi quali un suicidio e una rivolta. Troppo poco invece si parla dei volontari che fanno assistenza ai detenuti. Delle scuole che li incontrano. Del lavoro silenzioso di chi opera all’interno di questo mondo cercando di migliorarlo. Ultimamente – scrive il consigliere comunale del PD, Massimo Brugnone – si è accesa proprio sui media (e a partire dai media) una discussione che vede contrapporsi il Direttore del carcere con il Garante dei detenuti che ha richiamato l’attenzione delle istituzioni per la poca attenzione dimostrata. Per questo motivo abbiamo deciso di presentare un’interrogazione in cui chiediamo di ascoltare in Commissione sia il Direttore sia il Garante. Per far sì che almeno da una istituzione si possa partire per fare chiarezza su quanto sta accadendo e, soprattutto, su come possiamo essere d’aiuto per far sì che il carcere di Busto sia un luogo dove si possa dare piena realizzazione alla “rieducazione del condannato”, secondo quanto previsto dall’articolo 27 della nostra Costituzione”.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Matteo Tosi, il carcere di Busto è “una bomba sociale in cui il Garante stesso è un’arma spuntata che non viene supportata né dalle istituzioni interne alla struttura, né da quelle esterne”. Il Garante, inoltre, ha lamentato pubblicamente “la mancanza di supporto minimo da parte del Comune” e sottolineato l’assenza di un’area trattamentale, parallela alla rigidità rispetto a colloqui con mogli e figli e telefonate. Di tutta risposta, il Direttore della casa circondariale, Orazio Sorrentini, ha richiesto una maggiore presenza tra le mura della struttura da parte del Garante. L’interrogazione protocollata dai consiglieri comunali del PD chiede l’audizione di entrambi in Commissione, “per un confronto rispetto ai problemi sopraelencati, sollevati mezzo stampa”.

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