Settimana di “fuoco”
Botta e risposta sull’ambiente tra il sindaco Antonelli e il Pd

Dopo il caso Giouebia all’Ite “Tosi”, il sindaco Emanuele Antonelli è ancora al centro di un botta e risposta. Nel mirino del primo cittadino le dichiarazioni di Valerio Mariani, presidente del consiglio comunale e rappresentante del Pd

BUSTO ARSIZIO

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Dopo il caso Giouebia all’Ite “Tosi”, il sindaco Emanuele Antonelli, in questa settimana di “fuoco”, è ancora nel mezzo di un botta e risposta.

Questa volta, al centro dell’attenzione del primo cittadino sono finite le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale di Busto, oltre che rappresentante del Pd cittadino, Valerio Mariani. Il democratico, avendo appreso della presenza del sindaco alla partenza della spedizione contro la crisi climatica capeggiata dal bustocco Marco Tosi, aveva dichiarato: “Il sindaco Antonelli il giorno prima dice che è stanco delle Greta Thunberg (riferendosi al “caso” della Gioeubia non bruciata all’Ite Tosi) e il giorno dopo va a sostenere il viaggio di protesta a Davos dei quattro ambientalisti. Non ho capito quale sia la posizione del primo cittadino sul tema. O forse sì. Del resto, se deve ricandidarsi ogni occasione di visibilità è buona. E la coerenza è l’ultima cosa. Non ho intenzione di sollevare polveroni, però credo che il tema del cambiamento climatico sia una questione seria. Sulla quale serve chiarezza. A tutti i livelli”.

 

Replica. Dichiarazioni di Mariani che, invece, il polverone l’hanno sollevato, eccome. Perché il sindaco Antonelli ha replicato sulla propria bacheca di Facebook, al presidente del consiglio comunale di Busto.

“Dalle parole del Presidente Mariani traspare una confusione degna del partito a cui appartiene.
Quale Sindaco di Busto sostengo coloro che per portare avanti una causa si spendono in prima persona (magari facendo 5000 m di dislivello) per attirare l’attenzione sul problema serio del cambiamento climatico, senza tornaconti personali.
Sono Sindaco di tutti, a prescindere se la pensino come me. Ma sono anche un Sindaco che rappresenta cittadini che chiedono fatti, non parole, perciò non mi è concesso sostenere i cosiddetti “predicatori” in cerca solo di visibilità personale.

Dalle “numerose” iniziative ambientali portate avanti in questi mesi dal Presidente Mariani, insieme al gruppo a cui appartiene, mi sembra di capire che l’ambiente non sia tra le loro priorità.

A questo punto mi sorge un dubbio: non è che il Presidente Mariani, che taccia me di cercare visibilità, in realtà mi stia “usando”, come fanno in tanti ultimamente, per iniziare a fare campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del 2021?

Concludo dando la mia piena disponibilità a sedermi ad un tavolo con chiunque voglia fare qualcosa di concreto per la nostra città e, in questo caso, per l’ambiente.

P.S. Andateci piano con le belle parole perché poi arriva il momento di dimostrarle”.

 

Controreplica. Anche la controreplica del Pd non si è fatta attendere. Riceviamo e pubblichiamo.

“Non è stata una replica di cortesia, quella del Sindaco Emanuele Antonelli al Presidente del Consiglio Comunale Valerio Mariani – esordisce la nota del Pd – Ciò che ci lascia ancora più perplessi è la capacità del Sindaco di non rispondere nel merito, ma di attaccare invece il partito di cui Mariani fa parte, quando fu proprio lui a condividere la posizione del Partito Democratico di Busto Arsizio sulla più importante questione ambientale del territorio: Accam.

Ricordiamo benissimo in commissione il voto contrario del Sindaco insieme a quello del gruppo PD sull’emendamento della sua maggioranza Lega-Forza Italia che nell’autunno 2018 proponeva la chiusura anticipata del termovalorizzatore senza affrontare il nodo di cosa sarebbe accaduto in seguito alla società. Il PD di Busto aveva chiesto l’azzeramento del consiglio d’amministrazione e la nomina di un amministratore unico già prima dell’inchiesta “Mensa dei poveri”, al fine di ridare progettualità alla società in un orizzonte più ampio e con l’ingresso di un socio privato. La maggioranza ha deciso invece di andare avanti da sola e quel nodo rimane tuttora irrisolto. Sarebbe bene che il Comune di Busto, principale socio di Accam, anche alla luce del recente incendio verificatosi nella sala turbine, si faccia carico di decidere il suo futuro.

Come se tutto ciò non bastasse, al Sindaco “sembra di capire che l’ambiente non sia tra le loro (nostre) priorità”, dimenticando la proposta dei circoli PD di Busto e Gallarate di realizzare il nuovo ospedale unico Busto-Gallarate attraverso l’ampliamento del perimetro di quello esistente. In questo modo si sarebbe evitato un enorme consumo di suolo ai danni del quartiere di Beata Giuliana, nonché un notevole impatto viabilistico da non sottovalutare. Anche in questo caso, siamo rimasti inascoltati e la maggioranza Lega-Forza Italia in Consiglio Regionale ha avuto pure il coraggio di bocciare l’emendamento del Consigliere Astuti per finanziare interamente l’opera, facendo emergere quale unico intento politico la messa a reddito dell’area dell’attuale ospedale nel quartiere di San Giuseppe.

Inoltre, crediamo che Antonelli sappia benissimo come i partiti che sostengono la sua maggioranza in Comune siano gli stessi che governano in Regione. La Legge regionale sul Consumo di suolo 31/2014 è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza 179/2019 della Corte Costituzionale, laddove imponeva ai Comuni vincoli stringenti sulla pianificazione territoriale. Il Comune di Brescia, la seconda città della Lombardia, ha adottato un PGT in riduzione del consumo di suolo nel 2016.

Da sesta città della Lombardia Busto provvederà con la prossima variante? Sempre per rimanere in ambito regionale, il Sindaco è consapevole che il taglio di oltre 3 milioni all’Agenzia del Trasporto pubblico milanese voluto dall’Assessore Terzi (Lega) penalizzerà anche i cittadini di Busto che si recano a Milano ogni giorno?

Essere dalla parte dell’ambiente e della salute dei cittadini significa questo. Come Partito Democratico siamo all’opposizione di questa maggioranza da 26 anni. Stiamo ancora aspettando i risultati del “buon governo” nell’area più inquinata d’Italia”.

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