La pioggia non ferma la festa di Busto
Brucia la Gioeubia e si mangia risotto con la salsiccia

Nonostante la pioggia che ha caratterizzato il giorno della Gioeubia, il rogo della “vecchina” che allontana i mali dell’inverno e prepara la bella stagione ha rispettato la tradizione. In tanti al falò principale di via Einaudi, desiderosi di tenere fede ad un’usanza davvero sentita in città. Poi sotto i portici di via Milano a mangiare risotto con la luganiga

GIOGARA

Alessio Murace

Busto Arsizio

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Anche quest’anno, nonostante la pioggia insistente che ha caratterizzato il giorno della Gioeubia, il rogo della “vecchina” che allontana i mali dell’inverno e prepara la bella stagione ha rispettato la tradizione. Al solito, non ha mancato di catturare l’attenzione dei bustocchi al falò principale nel parcheggio di via Einaudi. In tanti hanno sfidato la pioggia desiderosi di tenere fede ad un’usanza davvero sentita in città.

Quest’anno, oltre ai mali dell’inverno, la Gioeubia ha bruciato anche le paure dei bustocchi, per allontanarle il più possibile, grazie all’Associazione B300. A destare la curiosità dei tanti cittadini accorsi al falò con tanto di ombrelli in mano è stata pure la Gioeubia “vigilessa” della Classe ’47, con il chiaro riferimento alla rotonda della Coop che si dovrebbe realizzare sul viale della Gloria. Così come non è passata inosservata, e non ha mancato di scatenare polemiche, il fantoccio dei Giovani Padani che ritraeva la presidente Boldrini dentro una barca.

Dopo il rogo delle “vecchine”, con il sindaco Emanuele Antonelli a dare il via alle fiamme che si sono levate dritte in cielo, la festa è proseguita sotto i portici di via Milano, con la distribuzione di un piatto di risotto con la luganiga, grazie all’iniziativa del Comune, di Ascom, del Distretto Urbano del Commercio e del Comitato Commercianti Centro Cittadino, in collaborazione con la Gastronomia Crespi e il Panificio Colombo. Le porzioni di risotto, servite da cuochi e camerieri d’eccezione, sono state accompagnate da un bicchiere di vino rosso e dal dolce tipico del periodo invernale, ossia le chiacchiere, al costo di almeno 2 euro. E quello che si è avanzato non è stato buttato ma donato e portato ai frati e ai senzatetto della città.

Festa della Gioeubia non solo in piazza. Non sono stati da meno i vari sodalizi che in sede, nei rioni e negli oratori hanno messo in scena il “rito della Gioeubia”, animando ogni punto della città. Perché Busto, come sempre, l’ultimo giovedì di gennaio ha acceso la tradizione e ha fatto festa con la sua Gioeubia.

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