IRCA SPA - GALLARATE
Il business dolce del cioccolato (e del gelato)

Il business del cioccolato è iniziato nel lontano 1919 in quel di Gallarate ad opera della famiglia Nobili. Dopo quasi cent’anni di storia industriale la IRCA Spa si è trasformata in un’azienda che impiega 370 persone, fattura 270 milioni di euro all’anno ed esporta in 80 Paesi nel mondo

Luciano Landoni

GALLARATE

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Il business del cioccolato è iniziato nel lontano 1919 in quel di Gallarate ad opera della famiglia Nobili.

Dopo quasi cent’anni di storia industriale la IRCA Spa si è trasformata in un’azienda che impiega 370 persone, fattura 270 milioni di euro all’anno ed esporta in 80 Paesi nel mondo.

La svolta si è verificata nel luglio del 2017, allorché alla famiglia Nobili è subentrato il fondo di private equity Carlyle che ha rilevato l’intera società e ne ha assunto il controllo.

“Ho cominciato a lavorare in IRCA nel febbraio di quest’anno – precisa l’amministratore delegato dell’azienda Paolo Perego, 54 anni, un passato professionale da top manager trascorso, in giro per il mondo, in industrie del calibro di Campari e Bacardi-Martini – e devo dirle che ho trovato una straordinaria realtà produttiva”.

Come è cambiato il vostro core business?

“Questa è una realtà composta da varie aziende in una. C’è sempre il grosso business del cioccolato a cui si affiancano l’area deputata alle ‘coperture’ in cioccolato di gelati e merendine, la divisione specializzata in ingredienti di pasticceria, la divisione che si occupa di ingredienti per pane, focacce e pizze e, infine, quella focalizzata sul gelato. La nostra gamma di prodotti supera le 1.200 referenze attive e l’innovazione è continua”.

Accanto al nuovissimo quartier generale, inaugurato nel novembre 2017 all’interno della zona industriale di Gallarate, è operativo uno stabilimento di produzione e gli altri due nuclei produttivi si trovano a Gallarate e a Vergiate.

Cosa significa, nel vostro specifico settore di appartenenza, innovare?

“Ci sono almeno tre ‘filosofie innovative’. L’innovazione che definisco ‘reattiva’, che è necessaria per intercettare i gusti dei consumatori e le nuove tendenze di consumo, tipo quelle dei vegani o dei celiaci. C’è poi l’innovazione ‘a quattro mani’, che nasce in strettissima collaborazione con i nostri clienti, i quali ci chiedono particolari coperture in cioccolato per i loro prodotti alimentari, e infine l’innovazione ‘granulare’, che ha lo scopo di assecondare e valorizzare la straordinaria varietà di gusti da cui è caratterizzato soprattutto il mercato italiano, dove si può dire che ogni nucleo urbano abbia la sua tradizione alimentare. Per non parlare del mondo dei gelati, rispetto al quale ogni anno lanciamo nuovi prodotti”.

Come fate a tenere dietro a una simile e multiforme evoluzione del mercato, anzi, dei mercati?

“Nel nostro laboratorio di ricerca e sviluppo lavorano 25 persone che sono impegnate proprio in questa azione di monitoraggio”.

Sabato 9 giugno è stata inaugurata IRCA Academy: un hub formativo e dimostrativo dedicato ai professionisti del cioccolato, della pasticceria, della panificazione, del gelato e della ristorazione al cui interno sarà possibile migliorare conoscenze tecniche e sperimentare nuove soluzioni.

“Si tratta di un investimento complessivo di 600700.000 euro – sottolinea Paolo Perego, che ci accompagna nella visita delle aule di formazione dotate dei macchinari più moderni – di portata strategica. L’Academy ospiterà dalle 4.000 alle 5.000 persone ogni anno. Si tratta di un’iniziativa unica in Italia. Il responsabile è il nostro Marco De Grada, un pasticcere che lavora qui da tanti anni, affiancato da 12 collaboratori. Vogliamo offrire una formazione di alto livello a tutti i professionisti del settore e ovviamente anche alla nostra forza vendita. La ‘educazione’ del mercato, al fine di esaltare al massimo il fattore qualitativo, passa da progetti come questo”.

Qual è l’andamento del mercato?

“Ogni anno cresciamo! Nel 2017 abbiamo assunto 20 persone e quest’anno abbiamo almeno 15 posizioni scoperte che dovremo colmare. E’ nostra intenzione ‘aprire’ l’azienda alle scuole, soprattutto mediante degli stage organizzati con le scuole alberghiere”.

Quali sono i punti di forza e quali quelli di debolezza del sistema Italia?

“La cultura del lavoro è sempre stata forte, così come la vocazione imprenditoriale. Il senso di appartenenza all’azienda, l’orgoglio di fare al meglio il proprio lavoro, la grande flessibilità mentale e operativa nell’affrontare e risolvere i problemi. I punti di forza sono tanti. Ne cito uno solo di debolezza: un tasso di burocratizzazione ai limiti del surreale! Certe volte mi tocca siglare con più di venti firme uno stesso documento. Lo ripeto: qualcosa di surreale!”.

Cosa si aspetta dal nuovo Governo a trazione leghista e pentastellata?

“Una delle cose belle dell’Italia è che la stragrande maggioranza delle imprese è ‘immune’ rispetto alle tendenze politiche. Andiamo avanti a fare il nostro lavoro. Mi sento però di chiedere una sola cosa: meno burocrazia!”.

Quante tonnellate di cioccolato producete in un anno?

“Le posso dire che siamo fra le prime 3 aziende in Italia per quantità di cioccolato prodotto”.

Della serie: anche il business più dolce ha i suoi … segreti.

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