L'ANALISI E LA RIFLESSIONE
Busto Arsizio capitale dello sport! Ora Busti Grandi

Pro Patria, Uyba, Sport Managament, Futura Volley e tanto altro ancora: la Busto dello sport fa passi da gigante, ma la città - politica e imprenditoria - sa tenere il passo?

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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La gloriosa Pro Patria – prima e unica realtà professionistica in provincia – che ritorna in serie C nell’anno del centenario, blinda i playoff con largo anticipo, si toglie il lusso di sconfiggere all’andata come al ritorno la capolista Entella,  portando in giro per l’Italia il nome storico della Busto del pallone e di una presidentessa bustocca dalla Testa ai piedi.

La Uyba di patron Pirola che alza al cielo di Busto la Coppa Cev, la terza della storia biancorossa, confermandosi fra le primissime realtà della pallavolo nazionale ed internazionale (e lunedì a Monza, in gara 3 dei quarti playoff, le farfalle si giocano l’accesso alla semifinale scudetto). La Sport Management di patron Tosi che, cercando tenacemente di avvicinarsi alla squadra più titolata al mondo (la Pro Recco), chiude intanto imbattuta alla “Manara” il proprio girone di Champions, avvicinandosi sempre più ad una storica qualificazione alle Final Eight di Hannover, facendo conoscere Busto anche per pallanuoto. La Futura Volley che, con i valori di una famiglia Forte di nome e di fatto, ritorna nel volley e in due anni riesce a conquistare la serie A2, facendo di Busto l’unica città con due squadre nella massima serie.

In attesa che anche l’Hydrotherm del presidente Ferrarini e della stella Atsur completi, dopo la promozione in serie C gold conquistata nella passata stagione, il suo percorso per riportare il basket cittadino ai tempi della Faciba (o dell’Angstrom/Cavelli in campo femminile), la città di Busto Arsizio, sorvolando persino su altre indiscusse eccellenze (Pro Patria Scherma, Pro Patria Ginnastica, le gemelle Troiani, gli apneisti Pellizzari e Genoni ecc ecc), si conferma per distacco la vera, indiscussa e indiscutibile Capitale d’Italia dello Sport.

Un primato meritato sul campo (e proposito complimenti anche al Cas di Sacconago per l’exploit nel campionato di Prima Categoria) che ora va valorizzato dall’Amministrazione (anziché “lavorare” verso improbabili fusioni, la Politica si attivi semmai per ultimare le strutture, vedasi il Pala…non si sa cosa di Beata Giuliana e per sistemare gli imbarazzanti campi d’allenamento della Pro Patria) e che va soprattutto colto dagli imprenditori di Busto, quelli giovani che hanno visto i loro padri, o i loro nonni, fare di Busto la Manchester d’Italia.

Busto è la quinta città della Lombardia: bisogna iniziare a pensare e ragionare in grande, con la stessa lungimiranza di chi, in tempi non sospetti, ha investito sul Palasport Maria Piantanida (altro che cattedrale nel deserto….) e sull’ampliamento della Piscina Manara. Arrivati a questo punto, Busto – per compiere l’ulteriore passo in avanti necessario per stare al tavolo dei grandi – ha bisogno di un salto di qualità nelle persone: dai politici, agli imprenditori, ai dirigenti, ai giornalisti, ai tifosi. Non pensiamo alla “cadrega”, al mero guadagno, al pur sano campanilismo o all’interesse personale: pensiamo a far grande la nostra Busto, pensiamo a fare di Busto il nostro orgoglio: in Italia, in Europa nel Mondo.

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