NESSUN ELETTO IN PARLAMENTO E REGIONE
Busto Arsizio rimane senza cadreghe

La sesta città della Lombardia resta esclusa dall’assegnazione dei seggi in Parlamento. Non solo: Busto non avrà alcun rappresentante nemmeno al Pirellone

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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La sesta città della Lombardia rimane esclusa dall’assegnazione dei seggi in Parlamento. Non solo: Busto Arsizio non avrà alcun rappresentante nemmeno in consiglio regionale.
Questo il responso delle elezioni di domenica 4 marzo.

PARLAMENTO – FARIOLI NON CE LA FA
Cinque anni fa, furono ben tre i cittadini di Busto ad approdare a Roma: Erica D’Adda per il Pd (che non è stata ricandidata al Senato) e Laura Bignami e Ivan Catalano eletti, rispettivamente a Palazzo Madama e alla Camera, con il Movimento 5 Stelle e poi entrati nel gruppo misto.
Questa volta, invece, le cose sono andate diversamente. L’unico bustocco che ha affrontato la campagna elettorale con concrete chance di successo è stato l’ex sindaco Gigi Farioli, in lizza per il Senato con Forza Italia.
Sebbene in questo collegio i berlusconiani abbiano tenuto più che altrove, per l’attuale assessore non c’è stato nulla da fare.

Scontata l’esclusione di Valerio Mariani, che il Partito Democratico ha candidato nel collegio uninominale e che quindi – per essere eletto alla Camera – avrebbe dovuto ottenere più voti degli avversari di centrodestra e del Movimento 5 Stelle.
Il Pd porta invece in Senato il varesino Alessandro Alfieri e riconferma alla Camera Maria Chiara Gadda di Fagnano Olona.
Oltre ad Alfieri, dal collegio plurinominale Lombardia 3 del Senato, che comprende la provincia di Varese, vengono eletti Umberto Bossi e Antonella Faggi della Lega, Adriano Galliani di Forza Italia e Gianluigi Paragone del Movimento 5 Stelle.
Eletti alla Camera – nel collegio Lombardia 2-01 – Giancarlo Giorgetti e Claudia Terzi della Lega, Giusy Versace (Forza Italia) e Niccolò Invidia (Movimento 5 Stelle).
Per quanto riguarda i collegi uninominali, il nostro territorio premia i leghisti Stefano Candiani ed Erica Rivolta (Senato); Matteo Bianchi e Leonardo Tarantino, alla Camera, oltre alla forzista Versace, eletta anche al plurinominale.

REGIONE – NIENTE CONFERMA PER REGUZZONI
Nessun bustocco nemmeno in Regione Lombardia. Il consigliere uscente Giampiero Reguzzoni, fanalino di coda nelle preferenze leghiste, non è stato confermato.
Niente da fare anche per le due donne di Forza Italia Miriam Arabini e Donatella Fraschini, per Alberto Lucchese (Movimento 5 Stelle) e Clara Gallazzi (Fontana Presidente). Non è andata meglio – anzi – a sinistra, con l’eslcusione di Salvatore Vita di Liberi e Uguali.
Risultato molto deludente per un altro Reguzzoni, Marco: l’ex deputato non era candidato, ma era in corsa con la sua “creatura”, ossia la lista Grande Nord, che non arriva allo 0,5 per cento.
I dati delle preferenze non sono ancora definitivi, ma di certo si segnala l’ottimo risultato di Samuele Astuti, segretario provinciale del Pd, che vola oltre i 4.400 voti personali e l’esclusione eccellente del forzista Luca Marsico, consigliere uscente, scalzato da Angelo Palumbo. Più indietro il sindaco di Gorla Maggiore Pietro Zappamiglio.

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