A PASSEGGIO PER LA MIA CITTÀ
Busto di sera

In giro per Busto di sera, senza il trambusto del traffico è pure divertente. Si parla di agosto - ovvio - adesso che la città s'è ripopolata, andare in giro per Busto è sempre... divertente, ma un po' meno

Gianluigi Marcora

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In giro per Busto di sera, senza il trambusto del traffico è pure divertente. Si parla di agosto – ovvio – adesso che la città s’è ripopolata, andare in giro per Busto è sempre ….divertente, ma …un po’ meno. Incombe l’ambrosia che per molti è un problema e per il Comune, una spesa per avere (e ottenere) un effetto-salute.

Viale Piemonte – per esempio – può far invidia al viale del Secco di Viareggio per via del verde che sprigiona. L’asfalto “tiene” e il lungo rettilineo fa pensare al Giro d’Italia del 2001 quando Mario Cipollini lo “adottò” per sbucare di slancio sul Viale Duca d’Aosta e vincere una tappa memorabile.

In agosto, percorrere Viale Piemonte a piedi è quasi una passeggiata alpestre. Ci sta bene pure l’asfalto che non disturba gli alberi “grintosi” che mostrano il loro manto verde nonostante la calura e la poca pioggia. C’è pure il silenzio del rombo dei motori e c’è la deambulazione di cani, cagnette e cagnoni coi rispettivi padroni, molto attenti (questi ultimi) alle incombenze igieniche delle loro bestiole.

Cambiato qualcosa? O l’avvertenza delle multe salate da appioppare ai “disattenti” sporcaccioni (i padroni, non certo i cani) ha fatto un po’ meditare? Di sera, Viale Piemonte offre pace e serenità…una coppietta transita mano nella mano, una giovincella pilucca il gelato, due ragazzotti giocano al “tigalè” (che bello; mi ricorda tanta fanciullezza) e addirittura arriva una famiglia intera (mamma, papà, una figlia grandicella e una più piccola) con le loro biciclette.

Spettacolo inusitato. Ed ecco sbucare sei giovani (confermo, sei) in perfetto stile podista che marciano in fila indiana. Non corrono, marciano. Mentre sopraggiunge un’ambulanza a lacerare il sereno. Certo, il pensiero va a chi sta peggio di noi, ma quell’atmosfera seviziata da un rumore di routine s’è un po’ rotta. Se ne sono accorti pure i giovani della “mano nella mano” che si stavano scambiando un bacio pudico e sono sobbalzati un tantino impauriti. Subito – tuttavia – la frescura della sera e le ombre dopo il tramonto hanno ovattato il dolce momento.

In fondo al viale, lo stop che mostra via Andrea Costa. Si potrebbe saltarlo. Arriva nessuno; ne dalla parte della Stazione Centrale e nemmeno da destra. Le luci dei lampioni accompagnano altri (pochi) viandanti e di case con le luminarie accese, se ne vedono poche. E’ agosto – perbacco – e Busto Arsizio si popola solo nel centro e lascia i suoi viali “interminabili” scoperti e soli. Nulla di male, s’intende. Le riflessioni sono a portata di mano di tutti e certamente non fanno male.

La sorpresa arriva da Piazza Volontari della Libertà ….si quella della Stazione centrale. C’è un lento via vai dei due taxi che cominciano a lavorare. Ci sono vetture posteggiate che lasciano alcuni spazi liberi. C’è la porta della stazione che a scadenza mostra i passeggeri che scendono dai treni in arrivo. Trovo strano che nessuno parte da Busto Arsizio ….già andati via tutti?

Intanto vado a vedere e rivedere il meraviglioso monumento dedicato a Enrico Dell’Acqua. Un ragazzo mi osserva e, vedendomi che sto quasi “analizzando” la base di quell’opera equestre, mi si fa incontro forse per curiosare. Poi sbotta in un bellissimo e glorioso ….”ah ecco“. E coglie al volo il mio sguardo benevolo.

Gli dico “lo sapevi che Dell’Acqua ha visitato tutti questi Paesi dell’America Latina?”. Il suo no è gioviale e un po’ meravigliato. Dice solo “sapevo del Principe Mercante e sapevo pure del Monumento, ma non avevo mai guardato la base di quest’opera bellissima che porta incisi gli stemmi di questi Stati”.

Parlottiamo per qualche minuto, poi un saluto cordiale ci lascia andare per le rispettive strade. D’acchito gli dico “Busto, secondo te, è bella o no?” Nemmeno mi lascia attendere la risposta. Che arriva subitanea: “bellissima, specie ora che si può guardarla nella giusta dimensione“. Vado via contento. Ecco la lezione, il monito, il consiglio che ho ricevuto: guardare Busto nella sua giusta dimensione. Chiaro che ci sono i lati e luoghi brutti da mettere a posto, ma apprezziamo (suvvia) anche quelli belli. Questi, per esempio!

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