Busto/Lanzarote

Non sono molto avvezzo a scrivere di fatti miei, ma adesso ci sta. Nemmeno scrivo di quando vado via, trovando il "trucco" di farmi sembrare al lavoro (con Editoriali che reggono), mentre invece sono via, per qualche giorno di vacanza...

Gianluigi Marcora

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Non sono molto avvezzo a scrivere di fatti miei, ma adesso ci sta. Nemmeno scrivo di quando vado via, trovando il “trucco” di farmi sembrare al lavoro (con Editoriali che reggono), mentre invece sono via, per qualche giorno di vacanza.

Ammetto: a volte l’aria pura, rigenera. E fa trovare la pacatezza per opportune riflessioni. Il 28 dicembre scorso ho preso l’aereo e, con moglie e figlia sono andato a Lanzarote. Ci sono rimasto sino il 7 gennaio scorso. E, come spesso mi sento dire, “la vacanza” (per me) “è pure un’occasione di studio e di osservazione su ciò che avviene …altrove“.

Lanzarote non era per me “cosa nuova”. Mia figlia ci ha lavorato più di quattro anni e mi ha fatto piacere constatare che lei ha lasciato una buona impronta, un onesto ricordo sia coi colleghi di allora sia con la Direzione, per il trattamento ricevuto che ci hanno riservato al “Beatriz“.

Partiti da Malpensa a -2° siamo atterrati ad Arrecife a +25° e Puerto del Carmen era tirato a lucido come non mai. Andiamo a ritirare la vettura commissionata da Laura, da casa e in pochi minuti ne veniamo in possesso, sbrigando la pratica con autentici professionisti.

Il resto è cosa mia. Non racconto lo svolgimento della vacanza. Cito unicamente le “osservazioni” per un parallelo con Busto Arsizio ….. magari per quanto l’Autorità Pubblica svolge a favore della Comunità. Giriamo in lungo e in largo in auto per sei giorni su nove. Prima constatazione, non troviamo semafori, ne in centro abitato ne in periferia. Le strade sono nere come la pece con la segnaletica in perfetto ordine. Possibile (mi chiedo) che è dappertutto così? Chiedo a Laura (mia figlia), la sola autorizzata a guidare la vettura presa a noleggio (se l’avessimo fatto io e mia moglie, in caso di danni, l’Assicurazione non avrebbe risposto), di scorrazzare per la città, con qualche strappo in giro, sulle cosiddette “superstrade”. Tutto “tirato a lucido”, senza una buca per strada, senza un pezzo di carta e (addirittura), senza una foglia ….si, d’accordo, di piante a Lanzarote, Località Matagorta ce ne sono pochissime. E’ per dire (come si usa dire da noi) che è possibile “mangiare per terra”. Le case, poi sono tutte bianche, sembrano abitate da ….Biancaneve!

C’è pulizia al massimo ordine. Ci sono cestini portarifiuti quasi a ogni angolo e noto poca Polizia a controllare. Però…. ecco i cassoni della spazzatura. Qui, non fanno la “differenziata” e noto molti addetti dei negozi a portare al “centro di raccolta” (ce ne sono moltissimi e tutti in luoghi appartati e non visibili al turista – io ho solo seguito un inserviente, spiandolo) i cosiddetti rifiuti.

Ho chiesto in Profumeria (mentre le donne gironzolavano tra i profumi) come avviene la raccolta di umido, carta e vetro e mi hanno risposto che tutto deve essere posto nei contenitori, però in qualità omogenea ….umido in sacchetti con umido, vetro con vetro, carta con carta e…..su ogni contenitore c’è una targhetta personale ….eccolo il trucco. “Chi sgarra” (dice la signora titolare della Profumeria) “paga e…. tanto” aggiunge. Quindi, vanno bene i cassoni che ingoiano tutto, ma “ingoiano” spazzatura (diciamo così) nominale. Si sa a chi appartiene quel sacchetto, quel vetro, quella carta.

Il traffico è composto. Siccome non si vedono in giro Agenti della Polizia Locale o Guardia Civil, qui …..non si fanno incidenti (mi viene da pensare), ma all’occorrenza, quando ne scorgo uno per caso, vedo che l’Autorità interviene prontamente…..non c’è che dire.

Dico a Laura di portarci a fare un giro fuori dal centro abitato. Lo fa e per tre giorni si va a visitare le distese di “lava” dei numerosi vulcani di Lanzarote. Addirittura, anche la lava è composta e ben messa ai lati della strada. Ci sono pure muriccioli che proteggono dal vento (poco, in verità: l’abbiamo notato tre giorni) le piantine messe a germogliare nelle opportune zolle. Lo spettacolo è “lunare“, sotto il sole che “brucia” tra i campi con viti protette nella prateria nera. Rosana (mi ha raccomandato una esse sola, se dovessi citarla) che si è aggregata “un dia” (un giorno in spagnolo) per portarci in una “fazenda” per il pranzo (solo a base di piatti locali, tutti squisiti, col vino bianco a 13° e il “tinto” a 14°) ci permette di visionare spettacoli naturali grandiosi e stupendi. Incontriamo pure dei ciclisti e Rosana dice che “qui, sono i padroni della strada. Sono tutelati in tutto“.

Non abbiamo incontrato cani in giro, nessuno a chiedere l’elemosina, pochissimi italiani. Basta così: penso alle strade di Busto, ai buchi nelle strade di Busto, alle vie di Busto “intransigenti” e pure a pulizia di Busto. Il 7 gennaio, dopo un volo di 4 ore circa, incontriamo il -2° di Malpensa. Si riprende il “tran tran” di ogni giorno. Spero di vedere un po’ di Lanzarote a Busto Arsizio.

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