MOZIONE VOTATA DA TUTTO IL CONSIGLIO A ECCEZIONE DEI 5 STELLE
Busto punta ancora su Accam. “Adesso tocca ai soci”

Via libera (a porte chiuse) al documento da portare in assemblea. Il testo prevede il finanziamento della società e un ruolo di attore principale per Busto

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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L’emergenza coronavirus lambisce un’altra emergenza, di portata evidentemente diversa: quella relativa alle sorti di Accam. A causa della diffusione del virus in Lombardia, infatti, il Consiglio comunale di giovedì sera – al pari della commissione Affari generali del giorno prima – si è precauzionalmente tenuto a porte chiuse e in diretta streaming.
Nessun rinvio, dunque: la situazione, in particolare dopo l’incendio del 14 gennaio, richiede risposte rapide. Così, in vista dell’assemblea dei Comuni soci prevista per oggi (venerdì), il sindaco Emanuele Antonelli ha presentato in assise il documento con la linea da portare l’indomani in assemblea.

Nella mozione firmata dal primo cittadino – a fronte della richiesta di liquidità necessaria per salvare l’azienda di cui aveva parlato in commissione lo stesso presidente Angelo Bellora – si chiede di manifestare la disponibilità di Busto alla “liquidazione di un acconto delle fatture relative al servizio svolto dalla società nei mesi di marzo e aprile 2020, auspicando l’assunzione di analogo impegno da parte degli altri soci”.

Il testo propone  inoltre di prolungare l’affitto dei terreni di Borsano dal 2025 al 2027, data di spegnimento dell’inceneritore (aumentando il canone dagli attuali 350mila euro fino a un massimo di 500mila a partire dal 2022) e – nodo fondamentale – contiene la richiesta di “revisione della compagine societaria finalizzata a riconoscere al Comune di Busto Arsizio, secondo le forme, le modalità e i tempi previsti dal quadro normativo vigente, il ruolo di attore principale, mediante l’acquisizione di quote azionarie sino al conseguimento della quota maggioritaria”. Ruolo che prevede anche la supervisione della stesura dei piani industriali da parte dei tecnici di Palazzo Gilardoni.

Il testo finale è stato modificato da un emendamento che comprende anche le osservazione di parte della minoranza (Partito Democratico e Busto al Centro), grazie al lavoro di mediazione della leghista Paola Reguzzoni. Quest’ultima, che già nel precedente Consiglio aveva caldeggiato una Busto formato leader, ha sottolineato come “con questo documento Busto diventa una città di riferimento. Di questi tempi, un Consiglio comunale che sceglie di investire in Accam segna la differenza tra piccole realtà e una città che vuole avere un ruolo guida su un tema così importante”.

Anche per questo Paolo Genoni del gruppo Idee in Comune ha osservato che “a differenza di altre situazioni in cui ho votato per senso di responsabilità, stasera do convintamente un voto favorevole a una mozione che per la prima volta mette Busto al centro nella gestione del termovalorizzatore”.

Maggioranza compatta, quindi, ma il via libera al testo è arrivato anche da Massimo Brugnone di Italia Viva, Busto al Centro (con Gianluca Castiglioni che ha apprezzato come tutti abbiano “messo da parte le ideologie per pensare al bene della città”) e Pd. “Abbiamo voluto colmare due lacune iniziali del documento – ha precisato la capogruppo dem Valentina Verga – inserendo un passaggio sulla tutela degli attuali lavoratori dell’impianto e uno sulla bonifica del terreno, in previsione della quale chiediamo ad Accam di accantonare una quota degli utili o di attivarsi con la Regione ed eventualmente con altri enti”.

Diversa, invece, la posizione del Movimento 5 Stelle, che ha portato in aula un’altra mozione (poi rinviata) che andava nella direzione della chiusura. Claudia Cerini ha parlato di società allo sbando, elencando una serie di problemi, “dall’incendio alla mancanza di liquidità, ma anche le continue disillusioni rispetto ai piani industriali proposti, l’inquinamento, la questione di legalità emersa dall’indagine in corso e il fatto che non si possa più parlare di una società in house”. Insomma, per i 5 Stelle il punto è come chiudere con i minori danni possibili, “chiedendo alla Regione un supporto economico per la bonifica”.

Da parte sua il sindaco Antonelli – protagonista di un pacatissimo botta e risposta con Cinzia Berutti (Pd) sulle responsabilità politiche della situazione – prima di incassare il voto favorevole dell’aula ha detto chiaro e tondo di attendere “una risposta definitiva da parte dei soci. Il margine di trattativa non è ampio, siamo arrivati al dunque. Non stiamo parlando di maggiori spese per gli altri Comuni, il nostro unico intento è salvare la società”.

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