MONOLOGO TEATRALE E CONVEGNO SCIENTIFICO IN PROGRAMMA DOMENICA AL TEATRO SANT'ANNA
A Busto “Voce di Vetro”. Per conoscere il cancro ovarico

L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Busto Arsizio, vede capofila l’associazione aBRCAdaBRA. La onlus è impegnata nel sostegno alle persone con mutazione genetica BRCA, possibile causa di tumore alle ovaie e al seno

Valentina Colombo

BUSTO ARSIZIO

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Come si affronta il cancro ovarico? Cosa significa scoprire di avere la mutazione genetica BRCA? Si tratta di un tumore poco noto e conosciuto rispetto a quello al seno, ma più mortale. E avere questo gene mutato implica oltre il 60% di possibilità di sviluppare un cancro (mammario o alle ovaie). Ma di questo non si parla abbastanza.

Lo sa bene la bustocca Lucia Politi (nella foto), che nel 2013 ha dovuto fare i conti con questa malattia e con la mutazione BRCA1. E ora, consapevole di quanto sia difficilmente individuabile ma altamente pericolosa, ha organizzato un evento “per salvare le donne sane”.

Così domenica 12 gennaio, al Teatro Sant’Anna (piazzale Sant’Anna 8, dalle 15 alle 18), è in programma “Voce di Vetro”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Busto Arsizio, vede capofila l’associazione aBRCAdaBRA di cui Politi fa parte. La onlus è impegnata nel sostegno alle persone con mutazione genetica BRCA, la mutazione salita alle cronache mondiali dopo il caso dell’attrice statunitense Angelina Jolie.

Si parte con un monologo teatrale a cura dell’attrice Alessandra Crotti, “Corpi Santi”. A seguire, un convegno scientifico con gli interventi della dottoressa Chiara Cassani del Policlinico San Matteo di Pavia e della dottoressa Gabriella Parma dello IEO di Milano. Sul palco, in qualità di ospiti, anche Franco Mazzucchelli, presidente di LILT Busto Arsizio (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e Alessia Sironi, presidente di ACTO Lombardia (Alleanza Contro il Tumore Ovarico).

«Abbiamo deciso di organizzare questo spettacolo-evento per far capire che cosa significhi avere un tumore ovarico: colpisce interamente la femminilità. L’organo che, effettivamente, dà la vita è lo stesso che la mette a repentaglio. Ed è silenzioso, per cui anche un mese può fare la differenza – spiega la referente per la Lombardia e segretaria nazionale di aBRCAdaBRA, Maria Grilli – La nostra associazione è nata per intercettare le persone giovani e sane prima che si presenti il tumore, in modo tale da diffondere informazione e prevenirlo. E per non lasciare sole le donne già malate, che spesso si sentono abbandonate».

«Le nostre voci sono dei sussurri rispetto a quelle di chi è affetto da altri tumori – commenta Politi spiegando il significato del titolo dell’evento – Siamo numericamente poche, siamo una minoranza risicata, quindi abbiamo bisogno di qualcosa che amplifichi la nostra voce, la porti fuori e la trasmetta. Per questo pensiamo al vetro: un elemento che può trasmettere le onde sonore e propagarle. Però le nostre voci sono fragili, proprio come il vetro. Apparentemente robuste, basta un nulla per mandarle in frantumi. Come le nostre vite».

La scelta di intitolare la giornata “Voce di vetro”, inoltre, nasce dal desiderio di realizzare un piccolo libro che raccolga i pensieri delle donne colpite da tumore ovarico e dei loro familiari. Per prenotazioni: [email protected]. Offerta libera consigliata a partire da 10 euro. Al termine della giornata sarà offerto un buffet a cura dell’associazione.

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