LIBRI E TEATRO
“Bustocco” e Legnanesi

A volte... il caso. Spolveri qualche ricordo. Ne parli, inanellando vecchie situazioni. Vita passata nel semplice destino e ti accorgi che tutto ha un ordine preciso e che certe ricorrenze offrono alla vita motivi di gioia e di soddisfazioni.

Gianluigi Marcora

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A volte… il caso. Spolveri qualche ricordo. Ne parli, inanellando vecchie situazioni. Vita passata nel semplice destino e ti accorgi che tutto ha un ordine preciso e che certe ricorrenze offrono alla vita motivi di gioia e di soddisfazioni.

Parliamone. I Legnanesi vanno in scena con uno spettacolo “nuovo di zecca” e quale titolo vanno a pescare per far ridere? “Signori si nasce….E noi?” E Chicco Barlocco offre subito una spiegazione al titolo di questo lavoro che scaturisce dalla penna di Antonio Provasio (la Teresa) che ne cura pure la regia.

Immancabile, la Mabilia (Enrico Dalceri) che cura ogni scena, i costumi e gli effetti speciali. Ed ecco il Giovanni (Luigi Campisi), unico Bustocco in mezzo a una compagnia di Legnanesi. Il Gigi-Giovanni avanza sempre più “di grado” con prove maiuscole fra i protagonisti. Non più il padre scemotto di epoche remoto, ma uomo maturo e …. sibillino che ne combina di tutti i colori.

Dicevamo del “caso“: a Gennaio del 2015 abbiamo pubblicato il libro dal titolo BUSTOCCO “lo nacqui” che è proprio la seconda parte della frase pronunciata da Totò nel film “Perfetti sconosciuti“. Chi non la ricorda? Diceva “signori si nasce ed io, modestamente lo nacqui“.

Per noi è un revival di tempi antichi. Allora, il Principe della risata non era ancora il ….principe ed in molti pensavano alla comicità “pura e inviolabile” di Totò, come a qualcosa di precario che sarebbe andato a morire presto ….. invece…. grande Totò!

Un estimatore d’eccezione di Totò fu proprio mio padre. Il quale mi portava al cinema unicamente a vedere i film di Totò. Tanto che sono “venuto su” pensando che il Cinema era Totò e null’altro. Diceva, papà: “vedi? quest’uomo dal genio spiccato difende sempre la sua terra. Fallo anche tu. Le tradizioni non devono morire” e il lavoro messo in scena dalla Compagnia arcinota I Legnanesi nel 50° dalla morte di Totò è (insieme) la difesa delle Tradizioni, della napoletanità e pure del Dialetto Legnanese, dentro cui ci sta bene anche un “contributo” di un Bustocco.

Vuoi una battuta, Teresa? Eccotela: “facia da cuprisèla” (faccia di coprisella della bicicletta, dove ci appoggi il sedere quando devi pedalare).

Dopo la “messa a punto” della nuova Commedia Brillante all’Auditorium di Cassano Magnago e le “prime” a Varese (Teatro Openjobmetis) dal 23 al 26 novembre, I Legnanesi vanno prima a Gorizia (sic), poi a San Silvestro al “Ponchielli” di Cremona e “stagione” intera a Milano (Teatro della Luna) dal 5 gennaio al 4 marzo 2018 – novità? 5 dei 12 boys sono al debutto e uno dei boys (antichi) va a recitare.

A completare la Compagnia c’è lo stuolo di attori, sarti, costumisti, tecnici per una quarantina di persone.

Buon pro Legnanesi….Signori si nasce con l’applauso di un Bustocco contento di dire “lo nacqui“.

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