Candelora e inverno

A tempo debito (2 febbraio scorso) non ne abbiamo parlato. Lo facciamo ora, per non dimenticare un detto Bustocco che si è sempre usato sia in chiave religiosa sia per chiave... meteorologica

Gianluigi Marcora

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A tempo debito (2 febbraio scorso) non ne abbiamo parlato. Lo facciamo ora, per non dimenticare un detto Bustocco che si è sempre usato sia in chiave religiosa sia per chiave ….meteorologica. Si tratta della Festa della Madonna della Candelora che si celebra il 2 febbraio e che ricorda la Presentazione al Tempio di Gesù e che la Chiesa celebra con la benedizione delle candele quale “simbolo di luce (Cristo) che illumina il mondo“. Con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II°, la Festa – ora – è chiamata Purificazione della Beata Vergine Maria e vuole sempre richiamare la Presentazione al Tempio di Gesù Bambino.

Sin qui, la precisazione religiosa della Festa. Tuffiamoci ora, nella precisazione della Festa in attinenza al tempo meteorologico. Si diceva un tempo: “àa Madòna dààa candelòa dùu’invernu sàm fòa….sàl pioei o al tìa ventu par 40 dì san dentu” (alla Madonna della Candelora dell’inverno siamo fuori ….se piove o tira vento per 40 giorni siamo dentro). Ecco la specifica di un proverbio Bustocco che va analizzato per bene.

Col 2 febbraio, secondo il proverbio, l’inverno finisce (sàm fòa), ne siamo fuori; abbiamo superato le gelate del tempo, compresi i “trì dì dàa merla” (29-30-31 gennaio – i tre giorni della merla) facendo un po’ “a botte” col 3 febbraio che (l’abbiamo scritto) è il giorno dei festeggiamenti di San Biagio dove “ga gèa a guta sut’al nasu” (gela la goccia sotto il naso – quindi fa freddo). Fuori dall’inverno vuol dire che si entra in una nuova stagione……la primavera, anche se ufficialmente, la primavera avrà inizio il 21 marzo.

Qui si fa un distinguo. Tutto bene quando tutto è ….bene, tuttavia il Proverbio Bustocco mette una clausola: dovesse piovere o avere il vento il giorno della Candelora, per altri 40 giorni siamo “dentro” l’inverno e coi 26 giorni di febbraio + 14 giorni di marzo si “formalizzano” i giorni freddi di un lungo inverno e si arriva a ridosso della primavera ….ufficiale.

Osserviamo che proprio sabato scorso (2 febbraio) c’erano entrambi i citati effetti atmosferici: pioveva e tirava vento (peraltro gelido)….quindi, la speranza della fine dell’inverno vien ridimensionata o  cancellata. Notiamo pure che venerdì 1 febbraio c’è stata una “buona” (non proprio abbondante) nevicata e, vuoi per l’effetto serra, vuoi per effetto della pioggia, nel giro di 24 ore, la neve è sparita….tranne quella posata nei campi che ha resistito qualche giorno in più.

Analizziamo ora un altro Proverbio Bustocco che abbiamo indicato qualche giorno fa. Secondo cui, quando avviene il “Natale al sole, abbiamo il Carnevale al fuocoNatàl al sù, carnevòl al foegu“. Il Natale scorso (25 dicembre) mostrava la temperatura buona e c’era perfino il sole. Non proprio un sole cocente, ma un sole in linea col tempo: sole insomma.

Avremo quindi un “carnevale al fuoco?” come suggerisce il ….proverbio. Col “fuoco” si voleva stigmatizzare  un Carnevale col freddo. La precisazione del “fuoco” è dovuta al modo di riscaldarsi del tempo, dove i vari riscaldamenti non potevano godere dei mezzi odierni.

Lasciatemi dire che ….è bello riflettere un po’ sul passato, quando “ùl paesàn al guardèa’l voltu” (il contadino guarda in alto, inteso come analisi sulle possibili variazione del tempo atmosferico) per capire come comportarsi con la campagna. E, i detti del tempo, non sbagliano, ma fanno Storia.

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