LE TESTIMONIANZE DEI RAGAZZI ACCOLTI DALLA ONLUS DI VIA POZZI
“Il Canestro” festeggia vent’anni: “Una luce che ha illuminato il nostro futuro”

Un’occasione importante che è stata celebrata con un pomeriggio di festa con protagonisti i ragazzi accolti in questi anni dalla Onlus fondata da Enza Schillaci e presieduta oggi da Manuela Garbini

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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L’associazione Onlus “Il Canestro”, Centro di tutoring educativo e familiare di via Pozzi, festeggia il ventesimo compleanno. Un’occasione importante che è stata celebrata con un pomeriggio di festa che ha visto protagonisti i ragazzi accolti in questi anni e che ancora oggi conservano un ricordo speciale di questa esperienza.

L’associazione, fondata da Enza Schillaci insieme a Carlo Berto (ex presidente per i primi dieci anni), Linda Schillaci e Aurora Bandera, è presieduta attualmente da Manuela Garbini.

È nata come servizio educativo sperimentale, pronto ad accogliere minori inviati dalla tutela, senza perdere di vista l’adulto di riferimento (spesso i genitori, ma a volte anche nonni e zii), così da permettere ai bambini di conservare un legame con le proprie radici.

Dal 1999 a oggi, “Il Canestro” ha accolto circa 150 ragazzi tra i 6 e 14 anni, la maggior parte dei quali provenienti dalle periferie di Busto. A tutti loro è stato offerto un ambiente sicuro, familiare e accogliente, una “casa del giorno” in cui svolgere azioni del quotidiano come il pranzo, i compiti, i giochi, un vero e proprio contenitore educativo in cui fare esperienze concrete, apprendere, fare i conti con le emozioni, proprie ed altrui, e sviluppare competenze che migliorino la qualità della propria vita. Tra i servizi attivi c’è lo Spazio adolescenti, la Casa dello studente, il doposcuola, lo studio di psicoterapia, il nido, i progetti educativi e culturali.

Sabato pomeriggio, i ragazzi, in una speciale “cir-conferenza stampa”, hanno raccontato la propria positiva esperienza di “Canestrini”.

Alba afferma: “È bello trovare un posto in cui qualcuno ti chiede com’è andata la giornata, quando i tuoi genitori non l’hanno mai fatto”. Filippo aggiunge: “Senza il Canestro oggi non potrei avere altri ricordi belli della mia infanzia”.

Camilla racconta: “Mi trovo a ricordare ‘il Canestro’, ovvero la luce che mi è stata aperta nel buio di mie situazioni passate. La possibilità di fare parte di un gruppo che non giudica, che non ha preferenze, che lavora ore su ore, giorni su giorni non per uno stipendio ma per aiutarti a prendere il volo.
Ricordo la magia delle vacanze, il Natale in Duomo a vedere Harry Potter… Non importa quanti ostacoli troverete nel vostro cammino, sono sicura che sarete sempre forti abbastanza da continuare ad illuminare il percorso di ognuno di noi Canestrini”.

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