PROPOSTE PER RISOLVERE IL PROBLEMA
Cani che sporcano per strada. Albani: “Loro non hanno colpa, i proprietari sì”

Anche a Busto fioccano le lamentele per le deiezioni canine che non vengono raccolte. Il consigliere comunale Albani fa appello al senso civico dei cittadini e guarda con curiosità alla sperimentazione malnatese

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Nei giorni scorsi, sulla pagina di un gruppo Facebook della città di Busto, sono state riportate diverse lamentele per la presenza di deiezioni canine sulle strade.

Raccogliere con la paletta i bisogni del proprio cane dovrebbe essere una questione di senso civico per ogni buon proprietario ma in tanti ancora non lo fanno e così, nel tentativo di tenere le strade pulite, si stanno studiando nuove soluzioni.

Alcuni cittadini che hanno denunciato il problema, si sono rivolti al consigliere comunale leghista Alessandro Albani, grande amante degli animali e promotore di tanti progetti per la tutela degli amici a quattro zampe (di recente, ha sostenuto, ad esempio, l’iniziativa per il patentino del cane “buon cittadino”).

“Ci vuole la consapevolezza che si tratta di un problema serio per l’ambiente e per la salute – osserva il consigliere comunale, lanciando un appello per sensibilizzare i proprietari dei cani – confido nel rispetto e nel senso civico dei cittadini, perché spesso vengono colpevolizzati i cani che non hanno alcuna responsabilità, mentre i loro padroni sì”.

Albani  apprezza anche l’iniziativa recentemente intrapresa dalla presidente di Agesp Silvia Gatti, che ha potenziato la campagna per la raccolta delle deiezioni canine, aumentando  il numero dei cestini dislocati in città con 60 nuovi contenitori appositamente dedicati.

Altre soluzioni originali sono state applicate nei comuni limitrofi. A Malnate è stata avviata l’operazione “Dna canino” con  i primi test del Dna per risalire ai proprietari di cani che hanno sporcato. I controlli funzionano così: in un database viene inserito il Dna di ciascun cane presente sul territorio comunale, prelevato dai veterinari con un tampone salivare. Quando i bisogni del cane vengono trovati sulle strade e sui marciapiedi, viene preso un piccolo campione e si risale così, tramite i controlli incrociati, al padrone che non li ha raccolti e che sarà quindi sanzionato. “Una sperimentazione cui guardo con curiosità”, osserva Albani.

 

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