Preso anche l’ultimo latitante
In carcere tutta la banda dello “zio Gianni” e del “Moro”

Un cittadino albanese di 34 anni è stato arrestato ed estradato in Italia. Unico indagato rimasto in libertà dopo l’operazione di Polizia che ha smantellato una banda criminale dedita all’estorsione e all’usura

Busto Arsizio

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In carcere tutta la banda dei “draghi”. Un cittadino albanese di 34 anni è stato arrestato ed estradato in Italia. Era l’unico indagato rimasto in libertà dopo l’operazione che il 26 ottobre 2017 aveva consentito alla Polizia di Stato di sottoporre a misure cautelari 13 appartenenti a un’associazione per delinquere – attiva tra basso varesotto, alto milanese e comasco – dedita all’estorsione e all’usura con il ricorso a intimidazioni, aggressioni fisiche e incendi con bottiglie “molotov”, ma anche a furti in aziende e depositi, alla ricettazione, ai falsi documentali e allo spaccio di cocaina.

Otto associati, tra i quali i capi dell’associazioni a delinquere noti come “zio Gianni” e “il moro”, erano stati portati in carcere dagli uomini del Commissariato di Busto Arsizio e della Squadra Mobile di Varese, che avevano condotto le indagini con la Procura della Repubblica di Busto Arsizio, e altri cinque sottoposti agli arresti domiciliari.

L’unico a non essere rintracciato, perché tornato nel paese d’origine prima dell’emissione dell’Ordinanza, era stato appunto l’albanese di 34 anni, già domiciliato a Gallarate, cognato de “il moro” e suo fedele collaboratore tanto nei furti nelle aziende quanto negli atti intimidatori e negli attentati incendiari finalizzati ad “ammorbidire” le vittime delle estorsioni e dell’usura.

L’Autorità Giudiziaria aveva tuttavia diramato le ricerche del latitante in ambito internazionale e infatti il 34enne è stato rintracciato e arrestato a Tirana dalla polizia albanese. Lunedì 9 luglio è stato estradato in Italia dall’Interpol e condotto in carcere.

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