L’INTERVENTO DI MATTEO TOSI IN CONSIGLIO COMUNALE
“Il caso Dell’Utri faccia riflettere sui carcerati malati”

Il capogruppo di Busto Grande, garante dei detenuti, porta la vicenda in assise, sottolineando anche i problemi del penitenziario cittadino

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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La sua dichiarazione è passata quasi inosservata, un po’ perché arrivata subito dopo l’approvazione della “pesante” delibera sulla caserma dei Carabinieri, un po’ perché l’attenzione di molti era ormai proiettata sul brindisi natalizio.
Fatto sta che l’ultimo intervento dell’ultimo consiglio comunale dell’anno ha riguardato il caso di Marcello Dell’Utri e, più in generale, la condizione dei detenuti malati.

A citare la vicenda in assise è stato Matteo Tosi, capogruppo di Busto Grande nonché garante dei detenuti nella casa circondariale di via per Cassano. “Ho voluto ringraziare il Partito Radicale – osserva – perché è l’unica forza che, per quanto possa essere lontana dal protagonista di questo caso, ha voluto sostenere, organizzando una conferenza, la moglie di Dell’Utri, che chiede che il marito venga ricoverato, peraltro a loro spese, in una struttura sanitaria che possa garantirgli le cure adeguate. Ovviamente ho citato questa vicenda per il clamore che può suscitare, ma il discorso riguarda tutte le persone che in carcere non possono essere curate a dovere”.

La situazione è complicata, anche a Busto. “Ci sono persone che dovrebbero seguire una dieta precisa, ‘calibrata’ sulla propria patologia. E in carcere non è facile che ciò avvenga, così come non è affatto scontato che determinati medicinali vengano somministrati a orari precisi”.
Tosi vuole accendere i riflettori su queste problematiche, anche tramite un incontro organizzato proprio con i Radicali. “Avrei voluto si tenesse nel teatro del carcere, ma dalla direzione non mi è arrivata una risposta precisa – spiega – Pertanto lo faremo in una sala comunale. Proietteremo il documentario Spes contra Spem, dedicato alla situazioni delle carceri italiane. Sarà un appuntamento pubblico a cui inviteremo le forze politiche del territorio. L’auspicio è che enti pubblici, e non solo, mettano a disposizione delle borse lavoro per i detenuti, così da alleviare il problema del sovraffollamento delle celle e aumentare i rapporti con l’esterno”.

L’intervento sul caso Dell’Utri, insomma, è stato solo un primo passo: “Siamo nel periodo natalizio, pertanto ho voluto portare un messaggio di solidarietà. Sapere che un proprio caro non riceve le cure adeguate comporta un grande dolore per le famiglie. E, diversamente da quanto molti possono pensare, il problema riguarda anche molti detenuti italiani, a volte ancora in attesa di giudizio. Senza contare che condizioni carcerarie migliori potrebbero influire positivamente anche sulla qualità del lavoro molto complicato della Polizia penitenziaria”.

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