Ce la dobbiamo fare

M'è rimasta in mente questa "volontà" di arrivare al traguardo e ne ho fatto tesoro. Me l'ha detta una mia nipotina, durante una camminata che, per me era onerosa (e non per lei). E ce la facemmo...

Gianluigi Marcora

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Ce la dobbiamo fare. M’è rimasta in mente questa “volontà” di arrivare al traguardo e ne ho fatto tesoro. Me l’ha detta una mia nipotina, durante una camminata che, per me era onerosa (e non per lei). E ce la facemmo. Un’altra frase tipica, riguardo la volontà di “fare”, me l’ha insegnata un imprenditore che al cospetto di altri tre suoi colleghi, disse SI a un progetto ritenuto impossibile. Si trattava di un lavoro molto remunerativo e i suoi “concorrenti” che partecipavano alla “gara”, uno alla volta, declinarono l’invito. Non gente comune, ma Direttori di Aziende Multinazionali. Il Tedesco, disse NO quasi subito, l’Inglese, disse NO dopo avere analizzato tutti i dati della possibile convenzione e un Americano giudicò “impossibile” la realizzazione della commessa di lavoro.

L’imprenditore italiano, senza nemmeno leggere tutti i dettagli del lavoro da svolgere, puntò a quel tipo di lavoro, fissando il prezzo, poi rientrò in Italia e convocò il suo staff per informare gli addetti ad ogni fase di lavorazione, comunicando loro di avere accettato il lavoro. Aggiunse queste semplici parole: “quanto desidera il cliente, deve essere fatto, in ogni dettaglio. Sta a noi trovare la soluzione per ogni fase lavorativa e, soprattutto, sta a noi rispettare regole e scadenze. Mettiamoci al lavoro“.

Le insidie in quella “commessa” erano tante e, da solo, l’imprenditore, non avrebbe mai mantenuto le clausole del lavoro, ma da “buon italiano” disse SI e, la sua Azienda portò a termine quel lavoro “impossibile” (per gli altri), ma riuscitissimo per sè e per l’Italia.

Ho citato due esempi per dire che anche per il nostro Premio Letterario è così. L’Edizione numero 10 del nostro Premio, guarda caso, s’intitola “10 e lode!”. La partecipazione dei concorrenti sia a livello Nazionale sia a livello di Scuola Locale è stupendamente favolosa. “Ce la dobbiamo fare” ho chiesto alla Giuria che ha fra le mani gli Elaborati di Autori provenienti da tutta Italia e degli Elaborati di Autori locali – non solo; oltre a valutare accuratamente quei Lavori, la Redazione grafica, capeggiata dal nostro Massimo Castiglioni è alle prese con lo “speciale” intitolato proprio “10 e lode! scritto dal Giornalisti Landoni e Marcora, con la collaborazione della Giornalista Lucia Landoni (che ha curato una speciale, stupenda, sincera, intervista). Anche qui, “ce la dobbiamo fare“, aggiungendo pure lo slogan dell’imprenditore locale “accetto il lavoro“.

Ora è bello dire che sia il libro Raccolta di Racconti di MILLE e…Una STORIA (Nazionale) sia il libro Raccolta di Racconti di MILLE e …Una STORIA (Edizione Scuola) sono a buon punto. Manca solo di inserire il verbale della Giuria che non sveleremo nemmeno sotto “tortura”, ma che tutti potranno leggere la sera della Premiazione, vale a dire, il prossimo 29 novembre 2019 ore 21.00 presso il Teatro Sociale in Busto Arsizio.

Anche Massimo Castiglioni s’è dato un gran daffare nel predisporre lo “speciale” dalla veste raffinata, dal titolo “10 e lode!” e con l’indispensabile aiuto, molto professionale di Marco Dardelli della Alphaprint, ci ha assicurato che siamo in fase di stampa.

I TRE volumi saranno distribuiti gratuitamente la sera del 29 novembre al Teatro Sociale. Nessuno “osi” chiederceli prima, per un semplice fatto: in ogni volume è pubblicato il Resoconto della Giuria e il Lettore può capire cosa significa l’effetto sorpresa.

Per la “coreografia” stiamo lavorando con scrupolo. Le persone “giuste” ci hanno garantito la presenza e ne siamo onorati. Anche noi “non stiamo più nella pelle” per avere in mano il frutto del nostro alacre lavoro, ma …..con la vostra compiacenza, arriveremo al 29 novembre felici, insieme.

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