Per amore delle donne
Ce l’ho con l’8 marzo

Finiamola, orsù. Ce l’ho con l’8 marzo, "Festa della Donna". Per tanti motivi. Il principale è questo: una Donna la si deve rispettare sempre, altro che l’8 marzo. Non è una data che mi deve ricordare una Festa...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Finiamola, orsù. Ce l’ho con l’8 marzo, “Festa della Donna“. Per tanti motivi. Il principale è questo: una Donna la si deve rispettare sempre, altro che l’8 marzo. Non è una data che mi deve ricordare una Festa, ma la data deve semplicemente rammentare un evento; un preciso avvenimento. Come il 2 giugno, ad esempio o il 4 novembre o il Natale. Il giorno 8 marzo lo abolirei. Per amore delle Donne.

Quando poi sento parlare di femminicidi, allora ritengo ancora di più che non si deve parlare di “Festa della Donna“. Sarebbe sostanzialmente un insulto a tutti gli effetti, contro addirittura la specie umana. La Donna va onorata, rispettata e amata. Non ci sono alternative. Appiccicarle addosso l’etichetta della Festa, sembra di trattarla come un abito costoso, un regalo raffinato, una merce in vendita.

Perché allora non istituire la Festa dell’Uomo? Meglio sarebbe la Festa della Coppia e nessuno avrebbe a ridire. Cosa c’è di meglio di una Festa della Coppia? E qui non vado a specificare. Ho già rimediato una denuncia dall’Arci Gay per avere sostenuto che per me (lo ribadisco, solo per me) la coppia ideale è formata da un uomo e una donna e l’Ordine dei Giornalisti mi ha scagionato in pieno dalla “colpa”, ritenendo (appunto) che la mia è un’opinione personale e non di certo una discriminazione su altre coppie di fatto o di genere diverso.

La Festa della Donna la si rispetta in tutto e per tutto. Dovessero dirmi qual è il mio disappunto in merito, direi che questo tipo di festa è racchiuso in un’iniziativa commerciale….come la Festa degli Innamorati a San Valentino. La Donna merita una più alta considerazione: per quello che rappresenta, per quello che è, per la funzione altamente meritoria che ogni Donna compie nella società odierna.

Una volta, la Donna (dicevano) era la “regina della casa“, ma non aggiungevano che se lo meritava appieno. Cogli uomini in campagna o nelle fabbriche, chi accudiva la casa, ma pure l’intera famiglia, era proprio lei. Esisteva una società cosiddetta “matriarcale” dove la Donna esercitava la sua funzione, non quale “regina della casa”, ma quale… plenipotenziaria della Famiglia. Oltre ad accudire i lavori di casa (non esistevano gli elettrodomestici), ogni Donna doveva provvedere all’educazione e alla tutela dei figli. Doveva vigilare sulla loro educazione, sui pericoli incombenti, sulle decisioni da prendere al momento. Talvolta ci scappava “e stasera lo dico a papà” come se fosse una minaccia o una delega sui provvedimenti da intraprendere.

Oggi è tutto differente. Talvolta – poi – si riscontrano effetti negativi, ma in buona sostanza, l’emancipazione ha (diciamo così) ridotto le distanze fra Donne e Uomini e la “par condicio” non è esasperante. Troppo tempo è trascorso con la “prepotenza” dell’uomo. Le disparità si sono ridotte, fino al punto di osservare certe prese di posizione della Donna nei confronti dell’Uomo che sfiorano il ridicolo.

Provato qualche volta ad andare in giro la sera dell’8 marzo? Se ne vedono di tutti i colori; dalla “censura” che la Donna pone all’uomo, all’esaltazione collettiva di fronte a un uomo che si spoglia, con tanto di una vera e propria orgia nel mettere nel costume di un “fusto” le banconote, come “una volta” gli uomini facevano con le donne. Al ristorante ti senti additato come un intruso. Come a dire “che ci fa quello lì?”.

Non parliamo degli scherni e degli scherzi perpetrati l’8 marzo dalle donne, nei confronti del genere maschile, sino alla provocazione bella e buona. Per dire che quel giorno, senza età, ogni Donna (incluse le Ragazze) si sente autorizzata a trasgredire. Mi fermo qui. Solo per dire che è molto più rassicurante presentare l’8 marzo quale Festa della Coppia. Ci si ama meglio. Ci si controlla meglio. Si fanno meno stupidate. In fondo, cos’è una Festa? Ѐ l’espressione di una condivisione. Una Donna da sola non sa che farsi della Festa… un Uomo da solo, poi… meglio divertirsi insieme, nel segno della gioia più o meno sfrenata, sempre condita dal rispetto.

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