UN CORO DEI MANIFESTANTI IRRITA IL SINDACO
25 aprile, irrompe l’urlo antifascista. Antonelli: “Una pagliacciata”

Le celebrazioni istituzionali danno spazio ai giovani. Momento di riflessione con il sindaco davanti al Tempio Civico e approfondimento storico dello studente Michele Candiani. Iniziativa alternativa delle realtà antifasciste: "Siamo i liberatori e ci lasciano fuori"

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Da un lato, le celebrazioni istituzionali con un’attenzione particolare ai giovani,  per renderli sempre più protagonisti di questa giornata. Dall’altro, l’iniziativa alternativa organizzata da alcune realtà antifasciste cittadine. Due volti della 73esima Festa della Liberazione che ha caratterizzato la città di Busto.

Dopo il consueto omaggio in corteo, con autorità ed associazioni, ai Cippi e ai monumenti della memoria, il sindaco Emanuele Antonelli ha tenuto un momento di riflessione  davanti al Tempio Civico dove sono state allestite file di sedie per consentire a tutti i presenti di assistere all’intervento. Ed ancora una volta, ad essere al centro della mattinata è un giovane, Michele Candiani, studente del liceo Crespi che ha presentato un approfondimento storico su piazza Trento e Trieste.

“Michele ha svolto un lavoro di ricerca che ci ha stupito per i suoi risultati – ha sottolineato il sindaco – ha osservato le “Pietre vive” della sua scuola e le ha fatte sue. Questo significa educazione alla cittadinanza attiva e consapevole. Tanti giovani 73 anni fa persero la vita per la libertà e la democrazia. Oggi sono qui a raccogliere il testimone della memoria. Sono i cittadini di domani che celebreranno il 25 aprile nella loro vita di tutti i giorni.  Per loro, queste giornate, sono una lezione di vita importantissima”.

Come osserva il presidente del Consiglio comunale, Valerio Mariani: “Il volto di Michele è la testimonianza più importante di questa giornata. L’Europa sta vivendo un momento di crisi perché attorniata da guerre ma noi dobbiamo far capire ai giovani che molte situazioni non si devono più ripetere in futuro, solo così avremo compiuto fino in fondo il nostro dovere”.

Lo studente ha svelato inediti particolari sull’edificio di piazza Trento e Trieste che fra il ’43 ed il ’45 fu sede della famigerata Brigata nera bustocca, artefice delle torture ai partigiani Angioletto Castiglioni e Mauro Venegoni. Attraverso i suoi studi è venuto a conoscenza di un ruolo importante svolto dalle donne nella Resistenza a Busto: dopo la retata nazista alla ditta Ercole Comerio, le operaie del Calzaturificio Borri si incaricarono di organizzare uno sciopero di protesta: una di loro, Gemma Milani, fu arrestata e torturata ma, grazie al coraggio di tutte, dopo tre giorni venne liberata.  Questi ed altri interessanti aneddoti sono stati al centro della sua ricerca che ha svolto con grande passione ed entusiasmo: “Quando sono entrato nell’edificio di piazza Trento e Trieste mi sono sentito come Newton davanti alla mela – ha evidenziato lo studente – è un vero e proprio scrigno della memoria”.

Al termine della sua esposizione  è stato accolto dagli applausi ma è proprio in quel momento che si è manifestato il primo “segnale” della contromanifestazione organizzata da alcune realtà antifasciste cittadine che hanno urlato a gran voce: “Ora e per sempre Resistenza. Il 25 aprile ce l’ha insegnato, essere un fascista è un reato”.

Slogan al quale il sindaco Antonelli ha reagito visibilmente irritato: “Avete finito con questa pagliacciata!”.  Poi, ha ringraziato lo studente: “Quando vedo giovani così mi sento orgoglioso di essere sindaco”.

Le celebrazioni si sono concluse con la messa al Tempio Civico, alla presenza delle autorità istituzionali, degli “Amici di Angioletto” e di tante associazioni cittadine, celebrata da monsignor Severino Pagani.

LA MANIFESTAZIONE “ALTERNATIVA”

Come preannunciato,  gli esponenti di alcune organizzazioni antifasciste (Antifascisti Sempre, cascina Burattana, Combinazione, il Quadrifoglio, Liberi e Uguali, Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo) che nei giorni precedenti avevano lamentato “profonda insoddisfazione” (per la mancanza, nell’ambito della commemorazione predisposta dal Comune, “di un intervento conclusivo di un qualificato relatore che affrontasse il tema della Resistenza e della Liberazione”) hanno organizzato un’iniziativa alternativa  al termine delle celebrazioni ufficiali.

Già durante il corteo istituzionale, indossavano magliette bianche con le immagini del volto dei partigiani bustocchi. A spiegarne il significato, è Salvatore Vita, segretario cittadino di Liberi e Uguali: “Abbiamo portato con noi i partigiani perché sono stati lasciati fuori dalla sala consiglio. Il 25 aprile ha dato vita alla libertà, anche di pensiero,  ma oggi non è stato così fino in fondo. Per questo abbiamo deciso di proseguire la festa in piazza riprendendoci lo spazio e ridando loro voce”.

I rappresentanti delle varie associazioni antifasciste hanno distribuito focaccia e pizza ai presenti, oltre a un fiore rosso.  E hanno letto un comunicato ufficiale in cui si sottolinea che “il sindaco, negando la sala consiliare, ha impedito un’adeguata riflessione sul senso vero della lotta partigiana e della Resistenza”.

L’ex partigiano e senatore Gian Pietro Rossi ha affermato: “Qui c’è il vero popolo. Qui c’è la vera Resistenza. La libertà deve essere a 360 gradi. Voi in questo momento rappresentate la vera libertà dei bustocchi”.

Infine, con un gesto simbolico tutti coloro che indossavano le magliette con i volti dei partigiani  hanno bussato alla porta di Palazzo Gilardoni, urlando a voce alta: “Noi siamo i liberatori. Oggi ci lasciano fuori”.

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