A UN MESE DAL REFERENDUM SULL’AUTONOMIA REGIONALE
Centocinquanta sindaci per il sì a MalpensaFiere: “La Lombardia è speciale”

Il presidente Roberto Maroni lancia una piattaforma condivisa con gli amministratori locali per le richieste da sottoporre al Governo. Giorgio Gori: "Ma non lasceremo la bandiera dell'autonomia a una sola parte politica"

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Sono centocinquanta i sindaci che hanno risposto all’appello del primo cittadino bustocco, Emanuele Antonelli,  ritrovandosi a MalpensaFiere per  dire “” al referendum per l’autonomia lombarda del prossimo 22 ottobre.

“Grazie di aver aderito a questo momento di confronto, sono emozionato e orgoglioso di accogliervi nella nostra città che si è messa a disposizione per dare un contributo e far crescere la consapevolezza e la responsabilità della scelta – ha detto Antonelli di fronte alla platea – I cittadini lombardi vivono in una regione speciale, un territorio modello che deve valorizzare proprie eccellenze. Non c’è altra via percorribile se non l’autonomia che porterebbe ad una svolta dopo anni di crisi. Busto ha mantenuto una pressione fiscale tra le più basse del territorio, ha sempre offerto servizi di eccellenza ma il Governo da molti anni ci taglia le risorse. Con un livello di autonomia maggiore queste difficoltà possono essere superate.  Il centralismo in Italia ha perso la partita, dobbiamo essere noi a tenere in mano le carte. Abbiamo il piacere di avere in sala esponenti del centrodestra e centrosinistra, questa è la politica che mi piace. Sono convinto che i costi del referendum siano da considerare un investimento per il futuro. Una Lombardia più autonoma può contribuire a rendere più forte il paese”.

Ad introdurre i saluti ufficiali e la successiva serie di interventi, il consigliere comunale della Lega Nord Alessandro Albani, che ha ringraziato gli amministratori locali presenti “per la condivisione di una giornata importante, a seguito della quale si avranno le idee più chiare sul perché votare sì”.

Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, esorta ad andare al voto perché la “posta in gioco” è alta: “Il referendum può essere utilissimo se va a votare l’80 per cento dei cittadini – osserva – Se invece votasse solo l’8 per cento, sarebbe dannosissimo perché si metterebbe una pietra tombale sull’autonomia regionale. Quindi, gestiamo al meglio la battaglia, per costruire un sistema che funzioni e consenta di servire al meglio i cittadini, con meno costi e più qualità”.

 VOTARE SÌ PERCHÈ “LA LOMBARDIA È SPECIALE”
Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, sottolinea che questo “non è il referendum né di Maroni né della Lega ma dei lombardi, perché può portare grandi vantaggi per tutti”.
Ed invita a lasciare da parte appartenenze politiche e questioni elettorali: “Ci credo davvero nei risultati di questo referendum. La Catalogna ha 8 miliardi di euro di residuo fiscale e chiede l’autonomia,  la Lombardia ha un residuo fiscale di 54 miliardi: soldi pagati dalle vostre tasche che il Governo utilizza per le sue finalità. Questo rende la Lombardia speciale. Noi abbiamo il diritto di riconoscerlo, il primo modo è fare della Lombardia una regione a statuto speciale oppure far sì che il Governo ci riconosca una parte del residuo fiscale. Far funzionare meglio la Lombardia produce vantaggi per tutti. Mi aspetto che vinca il sì – ribadisce – Non userò l’esito del referendum per fare campagna elettorale, se vinciamo sono pronto ad aprire la trattativa con il Governo”.

“CON I SINDACI COSTITUIREMO UNA PIATTAFORMA COMUNE AMBIZIOSA”
Dal palco di MalpensaFiere, Maroni lancia una proposta agli amministratori locali: “Vorrei creare con voi, nei prossimi giorni, una piattaforma condivisa con le richieste che sottoporremo al Governo. Proviamoci, venerdì verrà eletto il nuovo presidente di Anci Lombardia, lo contatteremo per condividere la piattaforma rivendicativa. La vorrei davvero ambiziosa”.

IL PUNTO DI VISTA DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI
Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo, chiarisce: “Non abbiamo nessuna  intenzione di lasciare la bandiera dell’autonomia ad una sola parte politica, quella della Lega e del presidente Maroni. Noi non solo siamo per l’unità nazionale e siamo contro le regioni a statuto speciale, ma siamo per l’autonomia costituzionale che è parte della nostra cultura politica.

L’adesione di alcuni sindaci del centrosinistra a questo referendum è stata criticata – prosegue Gori – Poco male, la ragione per cui siamo qui è che noi all’autonomia ci crediamo sul serio. La Lombardia deve essere maggiormente di traino allo sviluppo del paese”.
Interviene quindi Davide Galimberti, sindaco di Varese, dopo aver ringraziato Antonelli per la possibilità di confronto: “C’è una convinzione assoluta sulla necessità di maggiore autonomia oggi, ma per evitare che ci sia uno sperpero di denaro e un’illusione per i lombardi bisogna attrezzarsi per far sì che le autonomie locali siano in grado di reggere a questo passaggio. Evitiamo che si alzi l’asticella delle aspettative che non possono trovare concretezza”.
E il sindaco di Jerago con Orago Giorgio Ginelli dice sì all’autonomia ma “oltre alle maggiori competenze seguano anche più risorse a disposizione”.

SÌ ALL’AUTONOMIA PER LE IMPRESE
“Siamo interessati a collaborare alla definizione di una proposta da presentare al Governo che sia condivisa e chiara per potenziare lo sviluppo economico della regione – ha sottolineato Riccardo Comerio, presidente Unione Industriali Varese – Una Lombardia dotata di maggiori competenze e risorse può costituire uno strumento per la crescita del nostro territorio. Purchè sia propedeutica alla libertà d’impresa. L’auspicio è che il voto abbia un consenso amplissimo per avviare una nuovo stagione di riforme”.

Nel corso  dell’incontro sono state illustrate le  modalità di voto con Giovanni Fava, assessore della Regione Lombardia : “Andiamo al voto in 1530 Comuni per la prima volta con un sistema elettronico. Il software garantisce sicurezza del voto e i dati sono criptati. Ogni seggio avrà un tecnico a disposizione, l’urna  è quella di sempre si troverà un tablet per votare in modo intuitivo e semplice, con un semplice sì, no o astenuto.

Si è approfondito anche il tema del rapporto tra Referendum e Costituzione con Stefano Bruno Galli: “La portata innovativa di questo referendum – afferma – è che al tavolo della trattativa, di fianco al governatore, siederà anche il grande popolo lombardo. La Lombardia può ottenere lo statuto speciale. È una sfida epocale”.

Al termine dei lavori, il sindaco Antonelli si è detto soddisfatto: “È stata una giornata come la volevo io, che unisce e non divide. Cercheremo di portare alle urne il maggior numero dei cittadini, sarà un voto consapevole e responsabile”.

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