RESPINTA LA MOZIONE DEI 5 STELLE SOSTENUTA DAL PD
Chiusura di Accam, la Regione dice no

Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato la mozione di Roberto Cenci del Movimento 5 Stelle che chiedeva la chiusura dell’inceneritore Accam

BUSTO ARSIZIO

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato la mozione di Roberto Cenci del Movimento 5 Stelle che chiedeva la chiusura dell’inceneritore ACCAM.

L’Assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo ha sottolineato che l’incendio all’inceneritore, il 20 gennaio scorso, ha riguardato una turbina e non i rifiuti e che “l’evento è stato critico ma circoscritto”. Il forno è stato, ed è, spento.

Secondo Cattaneo, la decisione relativa alla dismissione dell’impianto non spetta alla Regione, bensì ai Comuni soci. L’assessore ha spiegato che spegnere oggi l’inceneritore comporterebbe un importante aumento dei costi di smaltimento dei rifiuti. I Comuni, inoltre, dovrebbero subito farsi carico dei costi di bonifica. Pertanto, per Cattaneo l’ipotesi più ragionevole comporta di sostenere il costo per la riattivazione della turbina per fare ripartire una delle due linee dell’impianto.

Per il 5 Stelle Cenci il parere dell’aula – che ha bocciato la mozione con votazione a scrutinio segreto con 38 no contrari e 33 sì – è “uno schiaffo alle politiche ambientali, al movimento fridays for future e ai cittadini. L’inceneritore ha quarantotto anni e ormai è un pozzo senza fondo per le risorse, con un debito importante. I fondi ormai vanno solo a rattoppare una situazione ampiamente compromessa. Gli incidenti si susseguono, è ora di liberarsi del forno, altro che rilancio”.

E ancora: “Non sta in piedi la difesa d’ufficio dell’inceneritore dell’Assessore Cattaneo, che sostiene che deve essere riattivato fino al 2027 per rientrare dei debiti per poi procedere con eventuali bonifiche.

Nel 2027 avremo ancor meno rifiuti solidi urbani da bruciare rispetto ad oggi solo grazie alla sensibilità dei cittadini, e non a quella dei politici di centrodestra. In Lombardia abbiamo ben 13 inceneritori, un potenziale d’incenerimento ben oltre le nostre possibilità presenti e future.

Francamente è incomprensibile l’atteggiamento cocciuto del centrodestra sugli inceneritori: forse pensano che i lombardi non meritino di tornare a respirare”.

Duro anche Samuele Astuti del Partito Democratico, che aveva presentato un emendamento alla mozione con cui chiedeva che la Regione si facesse carico della situazione economica e, in caso di dismissione dell’impianto, sostenesse i costi connessi.

“L’assessore Cattaneo ha apertamente scaricato i comuni soci di Accam – afferma Astuti – se ne è sostanzialmente lavato le mani. Ma la Regione dov’era quando venivano fatte le scelte che avrebbero portato all’attuale situazione di dissesto anche economico? Ho portato in Aula alcuni dati, che parlano di un debito potenziale, compresa la bonifica, di 15 milioni, che significa che ogni comune che ha l’1% di quote di Accam ha potenzialmente 150mila euro di debiti. Ho chiesto che la Regione si facesse carico dei costi dell’eventuale dismissione, di bonifica e di riambientalizzazione delle aree interessate e del ricollocamento dei circa 60 lavoratori che sarebbero coinvolti dalla chiusura dell’inceneritore. Cattaneo ha detto di no e l’Aula, seppure con qualche franco tiratore, ha votato contro. Il centrodestra non si vuole fare carico del problema”.

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